Roma, 14 Lug 2026 - La maggioranza va sotto alla Camera sulle preferenze per un solo voto: 187 voti a favore e 188 voti contrari. L'Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l'emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava ad introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma della legge elettorale del centrodestra.
I relatori di maggioranza avevano dato parere favorevole, così come il governo. Avevano annunciato il voto favorevole anche Lega e Forza Italia, nonostante non avessero sottoscritto l'emendamento. A favore si erano espressi anche i deputati di Futuro Nazionale, mentre le opposizioni hanno duramente criticato il testo e annunciato il voto contrario.
Pienone in Aula poco prima della votazione dell'emendamento. Presenti anche diversi sottosegretari e quasi tutti i ministri eletti alla Camera: da Antonio Tajani a Francesco Lollobrigida.
Le opposizioni hanno chiesto la convocazione immediata della conferenza della capigruppo e la sospensione dei lavori.
Con 84 voti di differenza la maggioranza ha respinto la richiesta delle opposizioni di sospensione dei lavori sulla legge elettorale. La maggioranza chiede anche la seduta notturna fino a mezzanotte.
La conferenza dei capigruppo della Camera è convocata per le 20,15. Lo ha annunciato all'Aula il presidente di turno, Fabio Rampelli (FdI). La seduta dei presidenti dei gruppi era stata sollecitata dalle opposizioni dopo la bocciatura dell'emendamento della maggioranza sulle preferenze nella riforma della legge elettorale. L'Assemblea ha intanto votato la richiesta della maggioranza per la ripresa e prosecuzione dell'esame del provvedimento, in sessione notturna, dalle 21 alle 24 (salvo diverse indicazioni che dovessero eventualmente emergere dalla conferenza dei capigruppo).
Dopo che l'aula della Camera ha respinto l'emendamento del centrodestra sulle preferenze, dai banchi delle opposizioni sono partiti applausi e i cori "dimissioni, dimissioni" e "elezioni, elezioni".
"Questo è stato un voto contro l'arroganza di chi pensa che in un paese a crescita zero, con salari più bassi d'Europa, con le liste d'attesa più lunghe, con i costi dell'energia più alti, la priorità fosse la legge elettorale" ha detto in Aula Elly Schlein dopo la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze. "Hanno fallito ed è il momento di andare a casa", ha aggiunto Schlein che, rivolgendosi ai banchi del centrodestra aggiunge: "Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa"
"Dopo quattro anni e zero riforme questo governo si presenta con un accrocchio di legge elettorale che è una vergogna solo pensarla. In questo accrocchio, con un listone azionale e n, c'è stato il tentativo mistificatorio di FdI e quindi di Meloni in persona di voler prendere in giro gli italiani con un finto, falso emendamento sulle preferenze. Non solo: la presidente Meloni ha inteso sfidare questo Parlamento lanciando poche ore fa una sfida e dicendo che bisognava metterci la faccia. Lo avete fatto, ci avete messa la faccia e avete sfiduciata la presidente del Consiglio" ha dichiarato in Aula Giuseppe Conte dopo la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze presentato dalla destra. "Ora aprite una crisi di governo, andate a casa perché tocca a noi", aggiunge Conte.
"Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c'è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani". Così su X il leader di Iv Matteo Renzi.
”È mancato il voto di Meloni. La presidente del Consiglio ha sfidato il Parlamento e ha perso. Ora vada al Colle" dice Angelo Bonelli dopo la bocciatura, per un solo voto, dell'emendamento sulle preferenze presentato dalla destra sulla legge elettorale. "Vada dal presidente della Repubblica, siamo pronti a governare".
I leader del campo largo - Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni - insieme a Riccardo Magi di Più Europa e Davide Faraone di Iv sono davanti a Montecitorio nel sit-in organizzato contro la legge elettorale. Tutti hanno chiesto che la premier Giorgia Meloni riferisca al presidente Mattarella e si apra una crisi di governo dopo che è stato bocciato l'emendamento sulle preferenze. Attorno a loro bandiere di Rifondazione comunista e cartelli con l'immagine di Meloni come una carta da gioco e sotto la scritta NO Melonellum.
Tempi sprint sulle prime 5 votazioni, tutti emendamenti delle opposizioni bocciati dalla maggioranza, su cui i relatori e il governo avevano dato parere contrario. Le votazioni si sono svolte tutte e 5 a scrutinio segreto. L'Aula ha bocciato le cinque questioni pregiudiziali di costituzionalità. Respinto con 214 voti contrari, 149 contrari e tre astenuti anche il primo emendamento unitario delle opposizioni, a prima firma Bonafè (Pd), soppressivo dell'articolo 1 con tutto l'impianto delle nuove regole della legge elettorale.
Al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia nella Sala Colletti alla Camera, dopo ampia discussione, sono emersi il parere favorevole e l'indicazione a votare sì all'emendamento sulle preferenze, in votazione nel pomeriggio in Aula. E' quanto si apprende da fonti qualificate di Forza Italia.
"In vista dei voti previsti da oggi in Aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l'emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc.
Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all'emendamento in oggetto". Così una nota della Lega.
Il termine per gli emendamenti alla legge elettorale era fissato per ieri alle 13, mentre quello per gli ordini del giorno fissato per oggi alle 12.
Capilista bloccati e fino a un massimo di tre preferenze è quanto prevede l'emendamento alla legge elettorale che sarà depositato da Fratelli d'Italia, Noi moderati e Udc. L'emendamento prevede anche la regola sul rispetto dell'alternanza di genere tra i 6 nomi che saranno già scritti sulla scheda. I promotori del testo ricordano che una soluzione del genere, discussa anche con gli alleati della coalizione ai quali l'emendamento è stato sottoposto per una valutazione, riprende il sistema toscano. La soluzione sarebbe dunque volta anche a “raccogliere precedenti proposte delle attuali opposizioni. Il capolista bloccato, si rimarca infatti, era proposto nell’Italicum e le preferenze scritte sono presenti nell’attuale legge per le regionali in Toscana. Due sistemi fortemente voluti dalla sinistra”, viene ricordato.
Bocciato nell'Aula della Camera, con 207 voti contrari e 155 favorevoli, un subemendamento all'emendamento di maggioranza sulle preferenze per la legge elettorale che riguardava la parità di genere. Il testo, a prima firma Luana Zanella (Avs) e sottoscritto anche da Pd e M5s, prevedeva che "nel complesso delle candidature presentate da ciascuna lista i candidati capilista non possono essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale".
"Voteremo contro l'emendamento presentato da FdI" sulle preferenze "che è un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell'alternanza di genere". Lo ha detto la segretaria Pd, Elly Schlein, durante la sua relazione all'assemblea congiunta dei gruppi Pd.
"Significa che se passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini. A dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne", ha aggiunto.
Il Pd ha presentato due subemendamenti sull'alternanza di genere anche per i capilista. Ma la proposta è stata bocciata.
"Avevamo chiesto di poter avere più tempo in commissione. Non solo non ci è stato concesso, ma con tempi contingentati si è discusso della metà degli emendamenti. E ora, gli emendamenti di maggioranza presentati riscrivono il cuore della legge elettorale. Cito per tutti quello sulle circoscrizioni estero e quello sui fuori sede. Noi non siamo stati messi in condizione di esercitare il nostro diritto di commissari della commissione". Così il deputato Pd Federico Fornaro che, in apertura della seduta sulla legge elettorale, ha avanzato un richiamo al regolamento per i tempi ridotti dell'esame del testo in commissione. Al Pd si sono uniti Avs, M5S, Iv, Azione e Più Europa. "Non abbiamo avuto modo di poter discutere di una legge fondamentale che è il cuore della democrazia - ha aggiunto Fornaro -. Una legge sbagliata, miope e grave. Le logiche maggioranza non possono andare oltre la Costituzione".
"Anche sulle preferenze prevale la politica dell'inciucio e, quindi, viene fuori questo emendamento proposto da Fratelli d'Italia, Noi moderati e Udc che mantiene i capilista bloccati, quindi mantiene il potere nelle segreterie di partito e poi dà il contentino per le posizioni successive. Noi non siamo d'accordo. Noi vorremmo che effettivamente tutti i parlamentari fossero eletti a preferenza. Oggi in Parlamento però voteremo anche questo emendamento, perché sicuramente è meno peggio e riporta se non altro un minimo di sovranità al popolo". Così Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, in un video su Facebook, a proposito della legge elettorale.
Il centrodestra ha presentato poi un emendamento unitario alla legge elettorale che riduce le circoscrizioni Estero: diventano così due circoscrizioni per la Camera e una per il Senato. Attualmente le circoscrizioni sono: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide.












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