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Media: conclusi colloqui Usa-Iran in Svizzera, “istituite commissioni su nucleare e sanzioni”.

Cagliari, 23 Giu 2026 – Washington e Teheran hanno raggiunto le prime concessioni reciproche dopo una maratona negoziale di 18 ore in Svizzera. L'intesa preliminare prevede la revoca delle decennali sanzioni statunitensi sulla vendita del petrolio iraniano (commercializzabile in dollari fino al 21 agosto, a esclusione di Cuba, Corea del Nord e Crimea) e lo sblocco parziale dei beni congelati. In cambio, l'Iran si impegna a consentire il ritorno delle ispezioni nucleari dell'Aiea e a garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico navale è già in graduale ripresa.

I colloqui proseguono ora a livello tecnico. Parallelamente si intensificano le manovre diplomatiche nella regione: il Segretario di Stato americano Marco Rubio è atteso in Medio Oriente per presentare il memorandum agli alleati del Golfo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si recherà in Pakistan, mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchì e il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf sono sbarcati a Muscat per incontrare il Sultano dell'Oman.

Il vicepresidente Usa, JD Vance, ha definito il rientro dell'Aiea una "pietra miliare" verso la denuclearizzazione, minimizzando le tensioni e i toni accesi emersi durante i colloqui domenicali con la delegazione iraniana.

"Ieri è stata una giornata davvero molto molto positiva. Abbiamo fatto molti progressi importanti. Abbiamo fatto esattamente ciò che volevamo fare". Lo ha dichiarato il vicepresidente statunitense JD Vance intervenendo in conferenza stampa al termine dei colloqui in Svizzera, aggiungendo che i colloqui tecnici continueranno “nei prossimi giorni e settimane”. Vance ha affermato che l’Iran ha accettato di invitare nuovamente nel proprio paese gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), definendo questo passaggio "probabilmente l’aspetto che ci entusiasma di più come americani" e "una pietra miliare" verso la fine del programma nucleare militare iraniano. "La nostra speranza è di arrivare a un accordo definitivo e a una soluzione permanente. Ma al momento credo che abbiamo fatto grandi progressi e dovremmo tutti festeggiare questo risultato", ha aggiunto, sottolineando che i primi contatti operativi con gli ispettori potrebbero avvenire già oggi. Il vicepresidente ha anche riferito di aver tentato di contattarli telefonicamente nella notte: "Come potete immaginare, non sono in molti a rispondere al telefono alle due del mattino", ha detto.

Sul piano regionale, Vance ha spiegato che Washington punta a "creare un meccanismo per mantenere aperto lo Stretto di Hormuz", ribadendo che attualmente è aperto e che il transito di petrolio e gas prosegue regolarmente. L’obiettivo, ha chiarito, è dotarsi di strumenti per gestire eventuali crisi: "Vogliamo assicurarci che, quando sorgono conflitti, possiamo affrontarli e risolverli", anche attraverso meccanismi di coordinamento che evitino escalation tra le parti. Secondo il vicepresidente, tali meccanismi dovrebbero permettere di contenere tensioni come eventuali scontri tra Israele e Hezbollah o altri attori regionali, favorendo il dialogo e la de-escalation. Riguardo al Libano, Vance ha affermato che Israele "non ha mire territoriali nel sud del paese", spiegando che la presenza israeliana è legata a preoccupazioni per i combattenti di Hezbollah. "Crediamo di poter arrivare a una situazione in cui siano garantite sia l’integrità territoriale del Libano sia la sicurezza di Israele", ha concluso.

Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha confermato il confronto sul nucleare, precisando tuttavia che le parti si sono limitate a esporre le rispettive posizioni e che i dettagli verranno approfonditi solo dopo l'attuazione dei punti chiave del memorandum.

Secondo il ministro Aragchì, sono stati compiuti "progressi significativi" su un meccanismo per porre fine ai combattimenti in Libano tra Israele e Hezbollah. È stato inoltre aperto un canale di comunicazione per la sicurezza marittima a Hormuz.

Nonostante il generale sostegno alla fine del conflitto tra Usa, Israele e Iran, i leader del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) – che Rubio incontrerà in Bahrein – esprimono riserve. Le preoccupazioni principali riguardano il mancato inserimento del programma missilistico balistico iraniano nell'accordo e la destinazione di un fondo da 300 miliardi di dollari per la ricostruzione, che i paesi sunniti temono possa essere utilizzato da Teheran per scopi militari e per il finanziamento dei gruppi alleati nella regione.

L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Inoltre ha comunicato la conclusione dei colloqui tecnici in Svizzera.

"L'efficacia dei colloqui dipende dal pieno impegno verso gli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione. I progressi in tal senso saranno misurati dal rispetto concreto delle responsabilità assunte. Dichiarazioni al di fuori del testo concordato non contribuiscono al progresso dei negoziati". Lo scrive su X il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian.

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare "immediatamente" 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, a seguito della conclusione dei negoziati tecnici tenutisi in Svizzera.

"È stato concordato che gli accordi firmati relativi allo sblocco dei 12 miliardi di dollari di fondi congelati entreranno in vigore immediatamente", ha dichiarato Gharibabadi, che ha guidato la squadra negoziale tecnica iraniana, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Irna. Il viceministro degli Esteri lo ha annunciato dopo aver affermato che i negoziati tecnici sono conclusi. 

Gharibabadi ha riferito, inoltre, che la fase successiva coinvolgerà un comitato di alto livello, senza specificare una data, oltre alla costituzione di quattro Commissioni tematiche di natura tecnica. Queste dichiarazioni contrastano con quanto affermato ieri dal vicepresidente statunitense J.D. Vance, il quale ha dichiarato che i fondi congelati all'Iran non saranno sbloccati a meno che non si registrino progressi nei negoziati in Svizzera".

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà sotto la gestione dell’Iran, garantendo al contempo il pieno rispetto del diritto internazionale. Le dichiarazioni sono state rilasciate ai media statali durante il volo di rientro dalla Svizzera.

"Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz" ha detto Ghalibaf, secondo quanto riportato dai media statali iraniani.

Il capo negoziatore di Teheran ha sottolineato l'importanza strategica della rotta marittima, auspicando che la stabilità nella regione possa favorire il ripristino del transito commerciale, contribuendo così a rilanciare l'economia sia locale che globale.

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