Cagliari, 10 Giu 2026 - Gli Stati Uniti hanno lanciato una seconda ondata di attacchi mirati sull'Iran, mirando in particolare ai sistemi di difesa aerea e ai radar. Lo hanno riferito fonti statunitensi ad Axios.
Gli attacchi aerei americani hanno colpito basi militari e navali, impianti radar e batterie di artiglieria in cinque località lungo la costa meridionale dell'Iran. Lo riferiscono funzionari iraniani al New York Times. In particolare, i raid statunitensi avrebbero colpito basi navali a Sirik e Jask, sistemi di difesa aerea a Bandar Abbas e batterie missilistiche a Qeshm.
La tv iraniana Irib riferisce di diverse esplosioni udite a Jask, nella provincia dell'Hormozgan, intorno alle 2:35 ora locale, l'1:05 in Italia. Jask, nel Golfo di Oman, ospita una base navale iraniana.
L'esercito statunitense ha reso noto di aver completato gli attacchi aerei contro l'Iran, avviati in risposta all'abbattimento di un elicottero americano al largo dell'Oman.
Il comando centrale statunitense (Centcom) ha dichiarato in un comunicato di aver colpito "difese aeree iraniane, stazioni di controllo terrestre e siti radar di sorveglianza vicino allo stretto di Hormuz con munizioni di precisione", affermando che nell'operazione sono stati impiegati aerei da combattimento dell'Air Force e della Marina. L'Iran ha riconosciuto gli attacchi avvenuti nei pressi di Bandar Abbas e in altre località, senza tuttavia fornire dettagli su eventuali danni subiti.
Almeno 4 missili balistici e diversi altri droni sono stati lanciati dall'iran contro basi statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania, secondo il reporter di Axios Barak Ravid.
L'esercito giordano ha annunciato stamattina di aver distrutto cinque missili iraniani diretti ad Azraq, dove si trova una base statunitense.
"Abbiamo intercettato e abbattuto cinque missili lanciati dall'Iran verso Azraq. Non ci sono state vittime né danni materiali", ha dichiarato Amman. In precedenza le Guardie rivoluzionarie iraniane avevano affermato di aver preso di mira "una base aerea e il centro di comando militare statunitense" ad Azraq.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno annunciato oggi di aver attaccato una base statunitense in Giordania, in seguito ai raid aerei americani contro obiettivi iraniani lungo lo stretto di Hormuz, in risposta a un attacco a un elicottero Apache.
L'esercito iraniano ha preso di mira e distrutto quattro obiettivi principali, tra cui gruppi di caccia F-35 in una base aerea e il centro di comando militare statunitense ad Azraq, in Giordania, si legge in una dichiarazione pubblicata dai media statali.
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno annunciato mercoledì di aver lanciato un attacco di droni contro una base americana in Bahrein, in seguito ai raid statunitensi contro obiettivi iraniani lungo lo stretto di Hormuz, promettendo risposte più forti in futuro, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato.
In risposta agli attacchi americani a Jask, Sirik e sull'isola di Qeshm, che hanno danneggiato un traliccio delle telecomunicazioni a Sirik e distrutto due serbatoi d'acqua in città, i combattenti navali dei Guardiani della rivoluzione hanno lanciato un attacco di droni contro la Quinta flotta americana, ospitata in Bahrein, ha indicato l'esercito iraniano.
L'Iran ha chiesto ai paesi del Golfo Persico di impedire a Stati Uniti e Israele di usare il loro territorio per attaccarlo.
In una nota, il ministero degli Esteri ha fatto un richiamo alla "responsabilità legale e morale di tutti i Paesi della regione, in particolare quelli situati nella parte meridionale del Golfo Persico, affinché impediscano alle forze statunitensi e al ‘regime sionista’, l'uso dei loro territori e delle loro capacità per pianificare, organizzare e compiere azioni ostili contro l'Iran".
Il ministero, prosegue la nota, avverte che l'Iran, "nell'esercizio del proprio diritto alla legittima difesa, non esiterà a prendere di mira basi e le strutture logistiche impiegate per sostenere e attuare attività aggressive contro l'Iran".
L'Iran risponderà agli attacchi americani e per questo gli Stati Uniti dovrebbero lasciare il Golfo Persico, dice il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
"Nonostante le sue sconfitte sul campo di battaglia, gli Stati Uniti hanno scelto di mettere alla prova la nostra determinazione. Le nostre potenti Forze Armate non lasceranno senza risposta alcun attacco o minaccia", ha scritto su X. "Lasciate la nostra regione se volete essere al sicuro. La storia del Golfo Persico ha molti capitoli sulle tristi sorti degli intrusi stranieri".












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