Cagliari, 9 Giu 2026 - L’assessore dell’Urbanistica, Finanze ed Enti Locali, Francesco Spanedda, commenta la sentenza n. 100 del 2026 della Corte Costituzionale (letta con la n. 86) che conferma le scelte della Sardegna in materia urbanistica e paesaggistica, effettuate nell’esercizio della propria autonomia speciale. “Le due pronunce delineano un orientamento chiaro. Sul governo del territorio viene riconosciuta la legittimità dell’impostazione regionale e delle competenze derivanti dallo Statuto speciale, definendo finalmente un quadro di riferimento che avvantaggerà cittadini, Comuni e operatori”, dichiara Spanedda.
Tra gli aspetti più rilevanti vi è il riconoscimento della possibilità di estendere la pianificazione urbanistica alle acque costiere prospicienti il litorale. La Corte esclude che la previsione invada competenze statali, riconducendola all’ambito urbanistico regionale e comunale.
“Per una regione insulare come la Sardegna è un passaggio rilevante”, spiega l’assessore. “Si afferma una visione unitaria del rapporto tra terra e mare, che consente una pianificazione più coerente delle aree costiere nel rispetto della tutela ambientale e delle aspettative della comunità”.
La sentenza conferma, inoltre, la legittimità delle disposizioni regionali sulle zone umide e ribadisce la competenza sui piani particolareggiati, validando le funzioni trasferite dalle norme di attuazione dello Statuto speciale.
Le disposizioni dichiarate illegittime riguardano, come nella sentenza precedente, interventi di semplificazione amministrativa e alcune soluzioni su situazioni pregresse, in particolare in materia di vincolo idrogeologico e sanzioni paesaggistiche.
“Utilizzando le aperture offerte del Salva Casa nazionale - afferma Spanedda - avevamo ritenuto opportuno colmare alcune lacune di tipo normativo, ma la Corte ci ha ricordato che in materia di procedimenti solo lo Stato può intervenire. Si tratta di aspetti circoscritti che non incidono sul quadro generale delle competenze regionali. Spetterà allo Stato porvi rimedio”.
“Il dato più significativo che emerge dalle sentenze 86 e 100 - conclude l’esponente della Giunta - è che la norma approvata dal Consiglio Regionale è sostanzialmente coerente con l’esercizio delle competenze statutarie della Sardegna. Le pronunce chiariscono e consolidano gli spazi di autonomia della Regione nel governo del territorio e nella tutela del paesaggio, anche rispetto a norme annunciate come di grande riforma economica e sociale e che evidentemente tali non erano. La Sardegna fa un passo avanti verso un quadro più solido per affrontare le sfide future”. Com









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