Cagliari, 9 Giu 2026 - Una complessa attività investigativa condotta dagli investigatori della IV Sezione Squadra Mobile della Questura di Cagliari, ha consentito di interrompere un articolato sistema illecito che, nell'arco di appena tre mesi, avrebbe provocato un danno economico di circa 120.000 Euro ai danni di una primaria società operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, affidataria del servizio in numerosi comuni della Sardegna.
L'indagine ha preso avvio il 21 maggio 2026, quando il responsabile della società ha formalizzato denuncia presso la Questura di Cagliari, segnalando l'indebito utilizzo di alcune carte carburante aziendali. E dai primi accertamenti interni, era emersa un'anomala movimentazione di carburante, inizialmente quantificata in circa 75.000 euro, riconducibile a cinque carte associate ad altrettanti mezzi aziendali. In seguito, dopo aver approfondito le verifiche, si è scoperto che i veicoli cui le carte risultavano abbinate erano stati rottamati già da diversi mesi, circostanza incompatibile con i consistenti rifornimenti registrati.
Pertanto gli investigatori della Mobile cagliaritana hanno ricostruito, attraverso una meticolosa analisi della documentazione acquisita, che l'utilizzo illecito delle carte era iniziato già nel mese di febbraio 2026 e risultava ancora in corso al momento della denuncia. I prelievi fraudolenti venivano, infatti, effettuati in numerose stazioni di servizio distribuite sull'intero territorio della provincia di Cagliari, evidenziando una condotta reiterata e accuratamente pianificata.
Le indagini si sono quindi concentrate sull'acquisizione e sull'analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti presso i distributori interessati. Un'attività lunga e particolarmente impegnativa, che ha richiesto il recupero, la visione e il confronto di numerose immagini registrate in luoghi e giorni differenti. Proprio dall'incrocio degli elementi raccolti, gli investigatori sono riusciti a individuare un ex dipendente della stessa società, già allontanato dall'azienda per pregresse mancanze disciplinari.
A quel punto la Squadra Mobile ha predisposto un articolato servizio di osservazione e pedinamento, finalizzato a cogliere il sospettato in flagranza di reato. L'attività ha dato esito positivo nei giorni scorsi quando, a Sestu, presso una stazione di servizio, l'uomo è stato sorpreso a bordo di un furgone subito dopo aver effettuato un illecito rifornimento per un importo di circa 700 euro utilizzando una delle carte oggetto di denuncia.
Gli agenti hanno accertato che il carburante veniva trasferito all'interno di due grandi fusti metallici da 200 litri ciascuno, predisposti nel vano di carico del mezzo, modalità che ha consentito di documentare l'effettiva destinazione del prodotto sottratto.
La successiva perquisizione domiciliare ha inoltre permesso di rinvenire e sequestrare ulteriori 200 litri di carburante, custoditi all'interno di una decina di taniche, ritenuti provento di precedenti approvvigionamenti illeciti.
Quindi l'ex dipendente, nel rispetto dei diritti della persona indagata e del principio di presunzione di innocenza, allo stato degli atti, salvo ulteriori approfondimenti investigativi e in attesa del giudizio, è stato dichiarato in arresto dai poliziotti della Squadra Mobile e accompagnato davanti al giudice per il rito direttissimo. All'esito dell'udienza, l'arresto è stato convalidato e l'uomo è stato poi rimesso in libertà, restando comunque indagato nell'ambito del procedimento penale.
Le indagini proseguono ora per chiarire l'intera filiera della condotta criminosa, individuare eventuali complici e accertare la destinazione finale degli ingenti quantitativi di carburante sottratti. Gli approfondimenti svolti sino ad oggi hanno consentito di rideterminare il danno economico complessivo subito dalla società in circa 120.000 euro, maturato nell'arco di soli tre mesi.










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