Cagliari, 5 Giu 2026 - Nel quadro delle attività di controllo a tutela del patrimonio ambientale e naturalistico nazionale, i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Territoriale Sardegna, in stretta collaborazione con il Primo Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Cagliari, con il concorso della Polizia di Stato e del personale Sogaer Security, hanno condotto un intervento congiunto presso l’Aeroporto di Cagliari Elmas.
Nel corso delle ordinarie verifiche di sicurezza aeroportuale, all’interno del bagaglio a mano di un passeggero di nazionalità austriaca, in partenza per Vienna, sono stati rinvenuti materiali di interesse naturalistico per i quali lo stesso non è stato in grado di fornire alcuna giustificazione lecita. In particolare, sono stati sottoposti a sequestro due frammenti di stalattiti e cinque frammenti di quarzite, di diverse dimensioni.
In seguito, dagli accertamenti effettuati e dalle dichiarazioni rese, è emerso che le stalattiti sarebbero state asportate dalla Grotta di Biddiriscottai, in località Cala Gonone – Dorgali (NU), area ricompresa in un complesso carsico sottoposto a tutela ai sensi della Legge Regionale 7 agosto 2007, 4, mentre i frammenti di quarzite proverrebbero da un sentiero situato nel Comune di Samugheo (OR). Pertanto, considerata la rilevanza penale dei fatti, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari è stata immediatamente informata e l’Autorità Giudiziaria di turno ha convalidato l’operato degli organi intervenuti, disponendo il sequestro probatorio del materiale rinvenuto.
L’ipotesi di reato contestata è “Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto”. I reperti sono attualmente custoditi presso gli uffici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Distaccamento Locale Aeroporto di Cagliari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.
L’intervento evidenzia l’elevato livello di attenzione operativa da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza, unitamente alle altre forze dell’ordine coinvolte, assicurato nei contesti aeroportuali dove il controllo dei flussi di passeggeri si accompagna a un’attenta attività di tutela del patrimonio ambientale. La rimozione anche di piccoli elementi naturali da contesti protetti rappresenta infatti una forma di alterazione irreversibile degli equilibri ecosistemici, spesso sottovalutata ma non per questo priva di rilevanza. L’azione congiunta delle Amministrazioni coinvolte dimostra come la salvaguardia dell’ambiente passi anche attraverso il presidio quotidiano dei punti di frontiera e il contrasto a condotte apparentemente marginali, che tuttavia incidono in modo concreto sull’integrità del patrimonio naturalistico. La tutela di tali beni, per loro natura non riproducibili, costituisce un interesse primario della collettività e richiede un impegno costante, fondato su coordinamento, competenza e responsabilità istituzionale.









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