Cagliari, 26 maggio2026 - Da oggi la condotta Coghinas 1 riprende la piena operatività grazie ai lavori eseguiti dall’Ente acque della Sardegna (Enas) sul primo tratto che è rimasto inattivo per oltre 15 anni. Si tratta di interventi per un valore complessivo di 85 milioni di euro, di cui 66 milioni finanziati con il Pnrr e 19 milioni di fondi regionali, che porteranno numerosi vantaggi in termini di funzionalità del sistema Coghinas, riduzione significativa delle perdite e dei disagi in caso di eventuali riparazioni. I lavori eseguiti sui primi 15 chilometri, 7 sul Coghinas 1 e 8 sul Coghinas 2, sono inoltre particolarmente importanti perché propedeutici al proseguimento degli interventi sull’intero sistema. L’assessore dei Lavori pubblici Antonio Piu ha presentato l’opera alla stampa e ai sindaci del territorio, tra cui il primo cittadino e sindaco della città metropolitana di Sassari Giuseppe Mascia e il sindaco di Porto Torres Massimo Mulas.
“A partire da oggi abbiamo una condotta che riprende a lavorare a pieno regime dopo 15 anni in cui il primo tratto era stato disattivato perché arrivato a fine vita – spiega l’assessore Piu – è un passaggio fondamentale che, oltre a rendere pienamente attiva la condotta, rappresenta un primo significativo avvio per la riqualificazione complessiva di una infrastruttura che ha oltre 50 anni e che ha manifestato ampiamente i segni del tempo. Stiamo ripristinando la funzionalità del primo tratto del Coghinas 1 che va da Santa Maria Coghinas a Punta Tramontana dove c’è l’interconnessione con Coghinas 2. Proprio l’interconnessione – evidenzia - è un nodo fondamentale perché, a partire da oggi ogni qualvolta si presenti un malfunzionamento che richiede un’interruzione dell’erogazione dell’acqua nella condotta Coghinas 1, l’utenza sarà servita da Coghinas 2. Questo consente una maggiore resilienza del sistema anche grazie alla sostituzione o risanamento, con tecniche di relining, di 15 chilometri di condotta effettuati nel corso delle lavorazioni, il ripristino di 60 pozzetti sul Coghinas 1 e 15 nel Coghinas 2 e l’introduzione di oltre 100 giunti per rinforzare punti sensibili dove si possono verificare perdite”.
I vantaggi immediati, oltre al rispristino dell’intera funzionalità del Coghinas 1 e alla diminuzione di rotture e conseguenti disagi, riguardano anche alcune novità dell’intero sistema, come la dualità con l’interscambio in caso di chiusura del Coghinas 1, la possibilità di alimentare i potabilizzatori di Castelsardo e Pedra Maiore da entrambe le condotte, eliminando così i disagi alle utenze dei due comuni che, prima di questi interventi, ad ogni interruzione per lavori di rispristino si ritrovavano senz’acqua per alcuni giorni. Un’altra novità riguarda l’interconnessione con il sistema Temo-Cuga che potrà ricevere direttamente l’erogazione dal Coghinas 1 per l’irriguo, consentendo di preservare una maggiore quantità di risorsa degli invasi del Temo e del Cuga per l’uso civile. Infine, grazie all’inserimento dei sezionamenti lungo linea saranno ridotti i tempi di intervento, diminuendo in modo significativo la dispersione di risorsa in caso di lavori di manutenzione o rispristino. Il Nord-Ovest della Sardegna è servito dal sistema Coghinas e dal Temo-Cuga-Bidighinzu. Il Coghinas 1 ha due rami principali, il primo da S. Maria Coghinas a Punta Tramontana, e da qui il secondo verso Porto Torres. Nel nodo di Punta Tramontana è presente una interconnessione fra il Coghinas 2 (che parte da S. Maria ed arriva a Truncu Reale) ed il Coghinas1. La richiesta di finanziamento originale per l’intera riqualificazione del sistema era di 127 milioni di euro e ne sono stati finanziati 66 con il Pnrr, a questi si sono aggiunti altri 19 milioni finanziati dalla Regione: “si tratta di un investimento inedito – sottolinea Piu – in soli due anni abbiamo erogato risorse che Enas non aveva mai visto. Ai fondi Pnrr abbiamo aggiunto queste risorse perché riteniamo l’opera non più rinviabile, tanto che stiamo programmando ulteriori fondi dal 2027 per completare la riqualificazione dell’intero sistema Coghinas”.
Sono complessivamente 144 milioni di euro programmati a partire dal 2027:
57 milioni che saranno utilizzati per il completamento dell’implementazione degli interventi sulle condotte Coghinas 1 e 2, con fondi Ras;
22 milioni per l’interconnessione Porto Torres-Truncu Reale, dal Fondo sviluppo e coesione;
65 milioni per l’interconnessione Cuga- Truncu Reale, dal Fondo sviluppo e coesione integrato con fondi dell’Accordo Stato/Regione.
“Inoltre abbiamo voluto programmare risorse anche per la stabilizzazione delle 13 figure tecniche altamente professionalizzate assunte con il Pnrr – evidenzia l’assessore Piu - perché tra gli obiettivi del mio mandato c’è anche quello di ridare centralità ad Enas che, con le competenze interne e il know how, gestisce un settore fondamentale per la vita di cittadine e cittadini”. I lavori si sono svolti in un contesto climatico sfavorevole, dato dalla siccità eccezionale registrata negli anni 2024 e 2025, che ha costretto a interventi aggiuntivi non preventivati. Il progetto prevedeva infatti, durante le lavorazioni, la completa sospensione dell’erogazione dai due acquedotti Coghinas 1 e 2, e l’approvvigionamento dal Cuga dei potabilizzatori principali di Truncu Reale e di Monte Agnese. La drammatica situazione di siccità dell’invaso del Cuga ha costretto però a predisporre dei bypass (per 7.5 km), oltre all’allestimento di una centrale di pompaggio “booster” che hanno consentito la prosecuzione dei lavori e di evitare l’interruzione dell’erogazione dell’acqua dagli acquedotti in manutenzione, grazie a risorse aggiuntive messe a disposizione dalla Regione.
“Si è trattato di un cantiere complesso, ma che abbiamo cercato di portare avanti riducendo al minimo i disagi. Le opere realizzate – aggiunge Piu - consentiranno anche di ridurre significativamente le perdite di risorsa che si attestavano al 20%, ora l’obiettivo è ridurle allo standard del 5%. L’intero sistema regionale è oggetto di lavorazioni e finanziamenti, sono in corso anche i cantieri nel sud Sardegna. L’acqua è diventata una risorsa ancora più preziosa – conclude - e un’infrastruttura riqualificata consente al sistema di essere maggiormente efficiente nell’operatività e più resiliente nei casi di crisi dovute al clima, ma anche nelle operazioni di manutenzione, offrendo un servizio alle cittadine e ai cittadini più funzionale”. Com












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