Cagliari, 24 Magg 2026 - Come al solito l’instabile presidente americano l’accordo con l’Iran è pronto. Ma forse no. Infatti, dopo aver sbandierato l’accordo raggiunto, con la netta vittoria dell’Iran, Donald Trump ha ridimensionato le speranze di un imminente accordo con l'Iran per porre fine in modo definitivo alla guerra in Medio Oriente, nonostante i segnali di progresso da entrambe le parti. "Ho dato istruzioni ai miei rappresentanti di non affrettare un accordo, perché il tempo è dalla nostra parte", ha scritto il presidente degli Stati Uniti sulla sua piattaforma Truth, avvertendo inoltre che il blocco imposto dal suo Paese sui porti iraniani rimarrà in vigore "fino a quando non verrà raggiunto, certificato e firmato un accordo". Sulla bozza di accordo, riferiscono i media Usa, secondo la Casa Bianca c'è il via libera della guida suprema iraniana Khamenei. Trump aveva precedentemente accennato a un compromesso "ampiamente negoziato" che avrebbe previsto la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato da Teheran dall'inizio della guerra scatenata il 28 febbraio dall'attacco israelo-americano all'Iran. Secondo i media statunitensi, questo accordo consentirebbe alle navi di transitare nuovamente attraverso Hormuz. Fonti iraniane a conoscenza dei negoziati, citate dall'agenzia di stampa Fars, affermano che l'accordo prevede effettivamente la riapertura dello stretto, ma che questo rimarrebbe sotto il controllo iraniano.
Secondo la CBS News, che cita fonti vicine alle discussioni, l'ultima proposta include anche lo sblocco di alcuni beni iraniani depositati in banche estere e la prosecuzione dei negoziati per altri 30 giorni. Secondo una "fonte informata" citata dall'agenzia di stampa Tasnim, l'Iran ha sottolineato che non ci sarà alcun accordo se non verrà sbloccata, nella prima fase, una parte dei suoi beni congelati e non verrà stabilito un meccanismo chiaro per garantire lo sblocco dei fondi rimanenti. La ragione principale per cui non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo è da attribuire ai disaccordi su questo punto. L'agenzia Fars riporta che le sanzioni contro petrolio, gas e altri prodotti petrolchimici verrebbero revocate durante i negoziati, consentendo all'Iran di esportare questi prodotti, cruciali per la sua economia. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che lui e Trump hanno concordato che qualsiasi accordo definitivo con l'Iran debba "eliminare completamente la minaccia nucleare". Netanyahu ha aggiunto che Trump, durante la loro telefonata, ha ribadito il "diritto" di Israele a difendersi su tutti i fronti, compreso il Libano.
E a smentire l’euforia del despota Usa, ci pensa l'Agenzia di stampa iraniana Tasnim: “Gli Stati Uniti continuano ad ostacolare l'attuazione di alcune clausole dell'accordo, tra cui la questione dello sblocco dei beni iraniani congelati. Di conseguenza rimane la possibilità che l'accordo venga annullato”
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha affermato in un discorso che "arrendersi" equivale allo "sterminio!". "Ci troviamo di fronte a una minaccia esistenziale", ha detto, come riporta L'Orient Le Jour, "il massimo che Israele può chiedere è la garanzia di sicurezza per i suoi insediamenti e il massimo che il Libano può chiedere è la sicurezza su entrambi i lati del confine". Il riferimento è alla bozza di accordo in fase di negoziazione tra Stati Uniti e Iran, che comprende anche il Libano.
"Ho parlato ieri sera" con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "del memorandum d'intesa per la riapertura dello Stretto di Hormuz e dei prossimi negoziati per un accordo definitivo sul programma nucleare iraniano". Lo ha affermato Netanyahu in una dichiarazione pubblicata su X, aggiungendo che i due leader "hanno concordato che qualsiasi accordo definitivo con l'Iran debba eliminare il pericolo nucleare". "Ciò significa smantellare i siti di arricchimento nucleare iraniani e rimuovere il materiale nucleare arricchito dal suo territorio", ha continuato Netanyahu sebbene non sia chiaro se Trump gli abbia dato garanzie specifiche su questi termini. "Il presidente Trump ha inoltre ribadito il diritto di Israele a difendersi dalle minacce su tutti i fronti, compreso il Libano", ha aggiunto il premier israeliano. Netanyahu ha aggiunto di aver ringraziato Trump "per il suo incrollabile impegno per la sicurezza di Israele".
Nel frattempo Teheran fa sapere che è pronta a "rassicurare il mondo sul fatto che non sta cercando armi nucleari": è quanto affermato dal presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in dichiarazioni riportate da Al Jazeera, che cita media della Repubblica Islamica. Allo stesso tempo, Pezeshkian ha sostenuto che i negoziatori iraniani, nell'ambito delle trattative con gli Usa, "non metteranno a repentaglio l'onore e la dignità" del loro Paese.
Secondo Irna, il presidente iraniano ha proseguito dicendo: "Non siamo noi a cercare disordini nella regione, colui che cerca di destabilizzare la regione è il regime israeliano, che sfrutta ogni opportunità per continuare la guerra e i disordini e persegue il suo piano della 'Grande Israele'".
Le Forze Armate iraniane hanno affermato che si assumeranno la responsabilità della sicurezza del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz nell'ambito di un "nuovo ordine regionale e mondiale" e "senza presenza straniera", mentre Teheran e Washington si avvicinano a un accordo di pace che faciliterebbe la navigazione nella regione.
"Avvertiamo i nemici che i piani e le strategie della Guida Suprema (Mukhta Khamenei) per la gestione del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz garantiranno il futuro della regione e il nuovo ordine regionale e mondiale secondo la strategia di un 'Iran forte', in cui gli stranieri non avranno posto", ha dichiarato il comandante del Comando Centrale Khatam al-Anbiya, Generale Ali Abdollahi, in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa Tasnim. L'alto ufficiale militare ha anche affermato che il suo Paese avrebbe risposto con una "dura e infernale" a qualsiasi aggressione, mentre l'Iran e gli Stati Uniti sostengono di aver compiuto progressi verso un possibile accordo di pace.
Infine una fonte iraniana di alto livello ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters che, se il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano approvasse il memorandum, questo verrebbe inviato alla Guida suprema Mojtaba Khamenei per l'approvazione finale. Lo scrive il Guardian.
Da quando è stato nominato Guida suprema all'inizio di marzo, non è stata trasmessa alcuna registrazione o immagine verificata di Khamenei. Sono nel contempo circolate diverse ipotesi sulla sua sorte, non verificate, tra cui quella che sia rimasto gravemente ferito nell'attentato israeliano-statunitense che ha ucciso suo padre e predecessore il 28 febbraio.











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