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ITI Cammino Minerario di Santa Barbara, al via la fase attuativa del progetto da oltre 13 milioni di euro. L’assessore Meloni: “Supportiamo uno sviluppo sostenibile coinvolgendo i territori”.

Cagliari, 12 Magg 2026 - Entra nella fase attuativa l’Investimento Territoriale Integrato (ITI) del Cammino Minerario di Santa Barbara, progetto strategico finanziato con le risorse del PR Sardegna FESR 2021-2027 e con fondi regionali, con una dotazione complessiva di 13.137.711 euro, di cui 8.637.711 euro a valere sul FESR.

La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina nel corso di una conferenza stampa alla presenza del vicepresidente della Giunta e l'assessore regionale della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del territorio, Giuseppe Meloni, e del presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e sindaco di Iglesias, Mauro Usai.

“Con questo passaggio, l’ITI del Cammino Minerario di Santa Barbara entra nella fase della realizzazione – ha dichiarato l’assessore Meloni –. Finanziamo una strategia integrata che si basa su identità, patrimonio culturale, ambiente, mobilità dolce, accoglienza e nuove opportunità per le comunità locali”. Mentre il presidente della Fondazione, Usai ha evidenziato come “l’ITI rappresenta un riconoscimento importante da parte della Regione Sardegna ovvero l’idea che, uno sviluppo realmente sostenibile non solo sia possibile, ma già in atto”.

Per dimensione finanziaria, ampiezza territoriale e numero di Comuni coinvolti, il progetto è tra gli interventi più significativi di sviluppo territoriale integrato dedicati ai territori minerari della Sardegna. La stipula delle convenzioni e il trasferimento delle prime risorse consentono ora di avviare la fase operativa, con l’obiettivo di rigenerare il patrimonio storico, ambientale e culturale delle aree minerarie dismesse e creare nuove opportunità per i territori interessati. L’ITI permette di trasformare la strategia del Cammino Minerario di Santa Barbara in azioni mirate, a partire dalla riqualificazione strutturale dell’antica viabilità storica e dei beni in disuso nella disponibilità delle amministrazioni locali. L’esperienza del Cammino ha già mostrato una significativa capacità di attrazione e può contribuire al miglioramento dell’economia locale e al rilancio dei territori attraversati.

“I territori segnati dalla storia mineraria della Sardegna – ha sottolineato Meloni – custodiscono una memoria profonda, ma anche potenzialità importanti per il futuro. Il nostro compito, come Regione, è accompagnare questa trasformazione: recuperare ciò che rischiava di restare in disuso e farlo diventare un insieme di infrastrutture capaci di produrre sviluppo, coesione e lavoro. Programmare significa investire dove esistono energie locali, patrimoni da valorizzare e potenzialità ancora non pienamente espresse. Il Cammino Minerario di Santa Barbara – ha aggiunto l’esponente della Giunta regionale – risponde pienamente a questa visione e indica una strada possibile per costruire crescita sostenibile e turismo diffuso a partire dai patrimoni locali. Come Regione continueremo a seguire questo percorso con attenzione, perché le risorse programmate devono tradursi in opere, servizi e risultati misurabili per i territori e per le persone che li abitano”.

Nato nel Sud-Ovest della Sardegna, il Cammino Minerario di Santa Barbara ha oggi una dimensione regionale grazie all’estensione del progetto a nuovi itinerari territoriali: il CMSB Nord Ovest nella Nurra, il CMSB Centro Sud nell’Ogliastra, Barbagia di Seulo e Sarcidano e il CMSB Sud Est nel Sarrabus Gerrei, coinvolgendo 51 Comuni e oltre 295 mila abitanti. Negli ultimi anni, il cammino ha già ottenuto risultati significativi: tra il 2022 e il 2025 le presenze sono cresciute di oltre il 464%, confermando la capacità di attrarre flussi turistici anche nei periodi di bassa stagione e contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica regionale.

“Nei primi mesi del 2026 abbiamo registrato una crescita del 30% delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – ha sottolineato il presidente della Fondazione, Mauro Usai – con camminatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa, anche in mesi tradizionalmente considerati di bassa stagione, quando la Sardegna è storicamente meno presente nei flussi turistici. Questo risultato racconta una trasformazione profonda: il patrimonio minerario, a lungo associato a crisi, abbandono e partenze, oggi si sta rivelando una risorsa viva, capace di generare lavoro stabile e di restituire identità e orgoglio alle comunità locali. Con oltre 13 milioni di euro di investimenti, tre nuovi itinerari che attraversano l’Isola da Nord a Sud e 51 Comuni coinvolti, stiamo dimostrando che l’esperienza costruita nel Sulcis Iglesiente, nell’Arburese e nel Guspinese non è un progetto circoscritto, ma un modello di sviluppo che può parlare a tutta la Sardegna”.

Infrastrutture, accoglienza e accessibilità sono i tre assi principali della strategia dell’investimento. Le azioni previste riguardano il miglioramento e la messa in sicurezza di sentieri, ciclovie e ippovie, insieme al recupero delle ferrovie minerarie dismesse come infrastrutture di mobilità dolce. Sul fronte dell’accoglienza, il progetto prevede il riuso di immobili pubblici per la realizzazione delle posadas, strutture dedicate all’ospitalità di pellegrini ed escursionisti, oltre ad azioni di efficientamento energetico e alla creazione di comunità energetiche a beneficio dei borghi attraversati dal Cammino. Un’attenzione particolare è riservata alla segnaletica, alla sicurezza e all’accessibilità universale, secondo i principi del Design for All. Com

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