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Badu ’e Carros, la presidente Todde in visita al carcere di Nuoro. “No a un carcere solo 41 bis, la Sardegna non può pagare la sua insularità”.

Nuoro, 27 Apr 2026- La Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha visitato oggi il carcere di Badu ’e Carros a Nuoro, insieme al sindaco di Nuoro Emiliano Fenu. Accolta dalla direttrice dell’istituto Daniela Marras, dal provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria per la Sardegna, Domenico Giuseppe Arena. All’incontro ha partecipato la Garante dei detenuti del carcere nuorese, Giovanna Serra.

Il sopralluogo si inserisce in una fase decisiva per il futuro dell’istituto, indicato tra quelli coinvolti nel piano nazionale di rafforzamento del regime del 41 bis, e ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni sullo stato dei lavori e sulle prospettive della struttura.

“È stato un incontro importante tra istituzioni, improntato alla leale collaborazione, a cui noi non ci sottraiamo. Il punto però deve essere chiaro: la nostra preoccupazione non è il numero dei posti al 41 bis, ma il rischio che il carcere venga destinato esclusivamente a questo regime”, dichiara la Presidente della Regione, Todde.

“Badu ’e Carros è una casa circondariale e non deve perdere questa vocazione. È un carcere dentro la città, che negli anni ha costruito relazioni con il territorio, con il volontariato e con la Chiesa. Trasformarlo in una struttura esclusivamente dedicata al 41 bis significherebbe tagliare questi legami e interrompere percorsi costruiti nel tempo”.

Durante il sopralluogo è emerso come i lavori di adeguamento siano ancora in corso.

“Ho voluto verificare personalmente lo stato di avanzamento degli interventi. Parliamo di un cantiere ancora aperto, con lavori da completare. Per questo è necessario aprire un’interlocuzione seria con il Ministero della Giustizia e con il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Non si possono assumere decisioni senza una reale conoscenza delle condizioni dei luoghi”.

La Presidente ha ribadito che la Regione non si sottrae alle proprie responsabilità in materia di sicurezza, ma contesta l’impostazione complessiva del piano.

“Riteniamo inaccettabile l’idea di dedicare in maniera esclusiva più carceri in Sardegna a questo regime, trattando l’isola come un deposito dei problemi del resto del Paese. Non vogliamo scontare il fatto di essere un’isola. Questa è una profonda ingiustizia che denunciamo con forza”.

Al centro anche il tema della funzione della pena e del diritto alla prossimità.

“La pena deve essere scontata in prossimità. È un principio che richiama direttamente la funzione rieducativa prevista dalla Costituzione, quella della seconda occasione. Un carcere interamente dedicato al 41 bis andrebbe in direzione opposta, negando questo diritto e isolando ulteriormente i detenuti dai loro contesti”.

Todde ha infine sottolineato la necessità di un confronto istituzionale reale, anche alla luce delle diverse posizioni emerse a livello politico.

“Quello che chiediamo è una leale collaborazione vera, non decisioni unilaterali. Non accetteremo che la Sardegna venga ancora una volta considerata un’isola carcere per scelte prese altrove”, conclude la Presidente. Com

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