Cagliari, 7 Apr 2026 - Il direttore generale dell’Ares, Giuseppe Pintor, e la dirigente Antonella Carreras, sono stati auditi nella Sesta commissione, presieduta da Carla Fundoni (Pd), in merito alle difficoltà esplicitate, nella seduta del 2 aprile scorso, dagli amministratori di Aias-Cagliari e Gena-Sassari, derivanti dall’applicazione della deliberazione n. 46/25 del 3 settembre 2025 che ha fissato i requisiti minimi autorizzativi delle strutture di riabilitazione territoriale. In particolare, la delibera 46/25 ha modificato la ripartizione della tariffa, ponendo la quota sanitaria dall’originario 40% a carico di Ares, al 70% e la quota sociale, dall’originario 60% a carico delle amministrazioni comunali, al 40%. A giudizio di Aias e Gena, a decorrere dal primo gennaio 2026, i nuovi tetti di spesa risultano insufficienti a coprire il costo delle prestazioni effettivamente erogate e comporteranno, nel volgere di qualche mese, alle dimissioni forzate dei pazienti, attualmente ospitati nelle due strutture dedicate alla riabilitazione psichiatrica.
I vertici dell’agenzia che centralizza personale, servizi e acquisti sanitari hanno ricordato come l’Ares applichi disposizioni di legge e deliberazioni della giunta, nonché eroghi risorse stanziate dall’amministrazione regionale, ed hanno quantificato tra i 4,5 e 5 milioni di euro, lo stanziamento necessario a coprire il fabbisogno finanziario per il 2026, relativo alle prestazioni identificate con la sigla 3a (servizi alla persona), quelle per le quali Aias e Gena lamentano la mancata corresponsione del dovuto per le prestazioni erogate. Red











Comments are closed.