Press "Enter" to skip to content

Ultimatum di Trump, le 2 di domani notte: “Vi distruggiamo in 4 ore”. Trump minaccia di demolire ponti e centrali elettriche, Teheran: “Retorica arrogante”.

Teheran, 7 Apr 2026 - Se scadrà l'ultimatum, fissato alle 20 di domani (ora americana), l'Iran verrà completamente distrutto. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, nella conferenza stampa alla Casa Bianca. Passato l'ultimatum, senza un accordo, ha spiegato Trump "ogni ponte sarà distrutto in Iran entro la mezzanotte di domani sera. Ogni centrale elettrica sarà resa inservibile e non sarà possibile utilizzarla in futuro, ci sarà una demolizione completa e ci vorranno 20 anni per ricostruire il paese".

L'Iran ha comunicato al Pakistan la sua risposta “in 10 punti” alla proposta statunitense di porre fine alla guerra. Lo riferisce l'agenzia Irna citata dai media israeliani, sottolineando che la posizione iraniana si basa sull'esperienza passata e “respinge il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di una fine definitiva del conflitto”. La risposta include una serie di richieste iraniane tra cui: la fine dei conflitti nella regione, un protocollo per il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, i risarcimenti e la revoca delle sanzioni.

La proposta dell'Iran è un “grande passo”, ma “non è sufficiente”. Lo ha detto Donald Trump ribadendo che l'Iran non può avere l'arma nucleare. "Vedremo cosa succede. La guerra potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose", ha osservato.

"Succederà tutto nell'arco di quattro ore - ha aggiunto - ma non vogliamo che succeda".

La "retorica arrogante" del presidente Usa Donald Trump "non ha alcun effetto" sulle operazioni. È la risposta arrivata dall'esercito iraniano, dopo le dichiarazioni e la conferenza stampa del capo della Casa Bianca.

I negoziatori sono pessimisti sul fatto che l'Iran cederà alla richiesta del presidente Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza di martedì notte, aprendo la strada a possibili attacchi statunitensi contro ponti e centrali elettriche iraniane, in una nuova escalation del conflitto. Lo riporta il Wall Street Journal che cita alcune fonti secondo le quali per i funzionari americani il divario fra Stati Uniti e Iran è troppo ampio per essere colmato entro la scadenza. Alcuni funzionari americani spiegano che Trump è meno fiducioso sulla possibilità di un accordo e prevedono che un ordine per l'attacco possa essere impartito subito dopo la scadenza.

Un bombardamento statunitense o israeliano ha raso al suolo anche una sinagoga nel centro di Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semiufficiale Mehr. 
L'edificio è stato distrutto durante un'intensificazione degli attacchi aerei sulla capitale iraniana, che nelle ultime settimane hanno colpito le aree urbane causando danni alle infrastrutture civili e diverse vittime.

La Mezzaluna Rossa iraniana (Ircs) riferisce che sono in corso operazioni "di soccorso e salvataggio" nella capitale dopo un attacco aereo di Usa e Israele. I

n un post su X, l'Ircs spiega che un'altra zona residenziale è stata "presa di mira" dall'ultimo attacco. Un video pubblicato sempre su X mostra i soccorritori che lavorano tra le macerie degli edifici crollati e assistono i feriti.

Un attacco di droni iraniani contro la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, avvenuto nella notte, ha ferito 15 americani, secondo due funzionari statunitensi citati dalla CNN. 
La maggior parte dei feriti è già tornata in servizio. L'attacco si inserisce in un contesto di forte tensione nell'area, dove le basi che ospitano personale statunitense e alleato sono diventate bersaglio di droni e missili. Proprio ad Ali Al Salem, nelle scorse settimane, altri attacchi avevano causato danni materiali, come la distruzione di un drone della task force italiana, pur senza provocare feriti tra i nostri militari.

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »
More from PRIMO PIANOMore posts in PRIMO PIANO »

Comments are closed.