Press "Enter" to skip to content

Ambiente: Cambiamenti climatici, la Regione unifica la governance per l’adattamento, sette assessori coinvolti per dare vita ad una strategia pienamente operativa.

Cagliari, 28 Mar 2026 - Prima riunione interassessoriale con sette assessori e i vertici dell’amministrazione: la Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici diventa asse trasversale dell’azione pubblica. La Regione Sardegna imprime un’accelerazione decisiva alle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Su iniziativa dell’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, si è svolta la prima riunione del coordinamento interassessoriale dedicato all’attuazione della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, segnando il passaggio dalla fase di impostazione strategica a quella pienamente operativa.

All’incontro hanno partecipato, insieme all’assessora Laconi, gli assessori regionali Ilaria Portas (Pubblica Istruzione), Emanuele Cani (Industria), Barbara Manca (Trasporti), Francesco Spanedda (Enti Locali) e Francesco Agus (Agricoltura), il Capo di Gabinetto della Presidenza, Luca Caschili, i rappresentanti degli assessorati della Sanità, della Programmazione e del Lavoro e i Direttori generali dell’Ambiente, del Turismo e dei Trasporti.

“Con l’attivazione del coordinamento interassessoriale, la strategia regionale di adattamento ai Cambiamenti Climatici assume il ruolo di quadro unitario di riferimento per l’intera azione pubblica regionale. In questa prospettiva, l’obiettivo è superare gli approcci settoriali, integrando stabilmente le variabili climatiche nelle politiche infrastrutturali, economiche, sociali e territoriali, orientando in modo coerente le scelte pubbliche lungo un orizzonte di lungo periodo.“L’adattamento ai cambiamenti climatici rappresenta oggi una priorità strutturale per la sicurezza dei territori e delle comunità. Non si tratta solo di rispondere agli eventi, ma di rafforzare in modo permanente la capacità del sistema pubblico di prevenire, anticipare e gestire rischi sempre più complessi e interconnessi. Integrare il rischio climatico nelle politiche pubbliche significa rendere più resilienti le infrastrutture, garantire la continuità dei servizi essenziali e migliorare l’efficacia dei sistemi di protezione civile, con un approccio fondato sulla prevenzione e sulla pianificazione. In questa prospettiva, il coordinamento tra le amministrazioni diventa un elemento decisivo per assicurare tempestività, coerenza e capacità operativa, rafforzando la risposta complessiva del sistema territoriale e la tutela delle comunità.” Così dichiara Rosanna Laconi, assessora regionale della Difesa dell’Ambiente.

Nel merito dei contenuti emersi dal confronto, è stata delineata una visione integrata delle principali sfide. Le politiche industriali ed energetiche, i processi di bonifica e riconversione, la gestione delle risorse idriche e la manutenzione delle reti si intrecciano con la prevenzione dei rischi, delineando la necessità di rafforzare la resilienza complessiva dei sistemi produttivi e territoriali. In questo quadro, le scelte sulla mobilità e sulla transizione energetica richiedono un equilibrio più avanzato tra mitigazione e adattamento, capace di garantire la tenuta dei sistemi anche in condizioni climatiche estreme.

Particolare attenzione è stata riservata ai settori maggiormente esposti, con agricoltura e turismo che emergono come ambiti al tempo stesso vulnerabili e strategici. La gestione efficiente delle risorse idriche e il rafforzamento dei servizi territoriali rappresentano leve decisive per la tenuta dei sistemi rurali, mentre il settore turistico è chiamato a dotarsi di strumenti previsionali capaci di anticipare gli effetti del cambiamento climatico sull’attrattività e sui flussi.

In questo contesto si rafforza la centralità della dimensione territoriale. Gli enti locali assumono un ruolo determinante non solo nell’attuazione, ma nella costruzione stessa delle politiche di adattamento. I processi di pianificazione sono chiamati a integrare stabilmente le variabili ambientali, ricomponendo in modo equilibrato sviluppo, qualità della vita e contrasto al depopolamento, e rafforzando al contempo la governance multilivello e il coinvolgimento diretto delle comunità.

Parallelamente, sono stati evidenziati gli impatti climatici sulla salute pubblica, sulla sicurezza alimentare e sulle fasce più vulnerabili della popolazione. Un ruolo strategico è riconosciuto alla formazione, alla ricerca e alla tutela del patrimonio culturale nel sostenere una trasformazione che è al tempo stesso ambientale, sociale ed economica.

Per dare concreta attuazione a questo impianto, l’operatività della struttura di coordinamento regionale sarà garantita dal Gruppo di Lavoro Interassessoriale (GDLI), composto dalle Direzioni generali, dagli enti e dalle agenzie regionali.

Per l’attuazione operativa, la struttura di coordinamento regionale si avvale del Gruppo di Lavoro Interassessoriale (GDLI), composto dalle Direzioni generali, dagli enti e dalle agenzie regionali. Il GDLI opera attraverso tavoli tematici già attivati sui principali ambiti di intervento, tra cui gli scenari climatici nella protezione civile, l’ambito costiero, le risorse idriche e la siccità, gli strumenti finanziari e i servizi climatici, costituendo così il livello operativo attraverso cui si sviluppa l’azione di coordinamento.

In questo quadro, i tavoli rappresentano lo strumento centrale per l’attuazione e perseguono tre obiettivi: rafforzare competenze e linguaggi comuni tra le amministrazioni, promuovere copianificazione e coprogettazione dei processi e integrare stabilmente le azioni negli strumenti di pianificazione e progettazione territoriale.

A supporto di questo sistema multilivello, l’Ufficio di Coordinamento svolge una funzione tecnica trasversale, garantendo continuità operativa, approfondimento tecnico e raccordo tra le diverse componenti della governance.

Il percorso si colloca nel quadro della Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, adottata nel 2019 e aggiornata nel 2024, e si rafforza attraverso la programmazione europea, con i fondi della politica di coesione quali leve essenziali per l’integrazione nelle politiche di sviluppo. In questo contesto, la riunione odierna segna l’avvio di un modello di governance strutturato e permanente, in grado di affrontare in modo coordinato ed efficace le sfide climatiche che attendono la Sardegna.

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »
More from POLITICAMore posts in POLITICA »

Comments are closed.