Teheran, 11 Mar 2026 - Secondo quanto riportato da alcuni media iraniani e dalla Afp, la nuova Guida Suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei sarebbe stato ferito in un attacco ma si troverebbe ora in un luogo sicuro. Secondo quanto riferito da AFP il figlio del presidente Pezeshkian avrebbe detto che Khamenei è “sano e salvo” malgrado le sue ferite e si trova in sicurezza.
Mojtaba Khamenei, rimasto ferito, anche alle gambe, durante un tentativo di assassinio di Israele, si troverebbe in un luogo altamente sicuro con comunicazioni limitate. Lo ha riferito il New York Times, che ha riportato la notizia citando fonti iraniane: l'informazione e' stata subito rilanciata dai media israeliani. Le fonti iraniane citate dal Nyt hanno affermato che si teme che qualsiasi comunicazione con il mondo esterno possa rivelare la posizione di Khamenei, quindi metterlo in pericolo. Inoltre, secondo due fonti militari israeliane, l'apparato di sicurezza israeliano ritiene che in realtà Khamenei sia rimasto ferito alla gamba già il primo giorno della guerra, lo scorso 28 febbraio, prima di essere eletto Guida Suprema della Repubblica Islamica.
L'Iran ha lanciato attacchi aerei su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani, ha annunciato stamattina l'emittente statale IRIB. Questo bombardamento missilistico, "il più intenso e pesante dall'inizio della guerra", è durato tre ore e ha preso di mira, tra le altre aree, Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa (Israele settentrionale), nonché "numerosi obiettivi statunitensi a Erbil", nel Kurdistan iracheno, e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, ha aggiunto l'IRIB, citando una dichiarazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
Le ripetute dichiarazioni del presidente americano Donald Trump su una prossima fine del conflitto in Iran hanno fatto emergere una differenza nelle posizioni di Stati Uniti e Israele su tempi e condizioni per la fine del conflitto e sui timori presenti alla Casa Bianca sulle intenzioni di Israele a questo riguardo.
A scriverne è il Wall Street Journal, sottolineando come Trump e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si siano parlati quasi ogni giorno dall'inizio della guerra, a volte più di una volta al giorno. Netanyahu ha anche avuto colloqui con il Segretario di Stato Marco Rubio e Jared Kushner, genero del presidente e inviato speciale per l'Iran. Tutti questi colloqui si incentrano sullo stato attuale della guerra e su come porvi fine, hanno spiegato funzionari statunitensi, citati dal quotidiano.
C'è però una certa preoccupazione tra i funzionari della Casa Bianca sul fatto che Israele voglia che la guerra prosegua dopo che gli Stati Uniti avranno espresso il desiderio di porre fine alla campagna di bombardamenti, hanno affermato le fonti. Funzionari statunitensi e israeliani assicurano che la posizione israeliana prevede la cessazione della campagna in Iran non appena cesserà il coinvolgimento degli Stati Uniti. Trump ha detto ai suoi collaboratori che vuole porre fine alla guerra alle sue condizioni e, dopo aver mediato un cessate il fuoco nella guerra di 12 giorni dell'anno scorso, ritiene di poter porre fine ai combattimenti quando vorrà, spiegano ancora i funzionari statunitensi.












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