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Intelligenza artificiale, il Consiglio approva all’unanimità il Testo Unificato per lo sviluppo e il governo dell’IA in Sardegna.

Cagliari, 10 Mar 2026 - Cagliari 10 marzo 2026 – La seduta è stata aperta dal presidente del Consiglio, Piero Comandini, che dopo le formalità di rito ha concesso la parola al consigliere Luca Pizzutto (Sinistra Futura), il quale ha espresso solidarietà e vicinanza ai sardi che, a seguito del conflitto in Medio Oriente, “cercano di ritornare nell’Isola”.

Quindi la parola è stata concessa al presidente della Commissione Programmazione, Alessandro Solinas (M5S), per l’illustrazione del testo unico n. 75, 81 e 16, che fa sintesi di tre proposte di legge – a suo tempo presentate da Ticca (Riformatori), Alessandro Solinas (M5S) e Piano (Pd) – sul tema dell’intelligenza artificiale dal titolo “Disposizioni in materia di promozione, sviluppo sostenibile e sistema di governo dell'intelligenza artificiale in Sardegna”.

La proposta normativa – ha spiegato l’esponente della maggioranza – mira a creare un quadro organico per favorire l'adozione e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA) in Sardegna. Tra i principali obiettivi si segnalano: la promozione dell’IA per incentivare la crescita economica e sociale, migliorare i servizi pubblici, rafforzare l'ecosistema dell'innovazione e preparare la forza lavoro alla transizione digitale; la creazione di una struttura amministrativa per la gestione delle politiche sull'IA, con il coinvolgimento di enti come CRS4, Sardegna Ricerche e Sardegna IT; la promozione dell'educazione digitale nelle scuole, nelle università e nella pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla riduzione del divario di genere e alla preparazione per le professioni emergenti; il sostegno alle imprese e l’attrazione di talenti per l'adozione dell'IA nelle piccole e medie imprese, con supporto alle start-up e misure per attrarre e trattenere talenti altamente qualificati; l’utilizzo dell'IA nella sanità e nella pubblica amministrazione per migliorare i servizi pubblici e sanitari, garantendo trasparenza, sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali.

Tra gli strumenti previsti: l’istituzione dell’Hubias (centro di eccellenza per l'IA presso il CRS4, che coordinerà gli hub territoriali per l'innovazione aperta); l’Osservatorio regionale sull'IA per il monitoraggio e il supporto alle politiche regionali sull'IA; la piattaforma digitale regionale per la promozione della collaborazione tra attori dell'innovazione e il registro dei sistemi di IA nella PA, per la tracciabilità e la trasparenza nell'uso dell'IA da parte degli enti pubblici.

Lo stanziamento finanziario per il 2026 è pari a un milione e duecentomila euro. Il consigliere Solinas ha posto l’accento sulla necessità di una formazione adeguata ed efficace e ha sottolineato i miglioramenti che un corretto governo delle potenzialità dell’IA garantirà negli enti locali e nel sistema sanitario regionale. «Con questa norma – ha affermato il consigliere del M5S – la Sardegna ritorna al centro dei processi di innovazione tecnologica».

Il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, ha ricordato l’iniziativa legislativa avanzata dal suo gruppo politico e si è detto soddisfatto della sintesi proposta con l’approvazione del testo unificato all’esame dell’Aula. L’esponente della minoranza ha insistito sulla necessità di “ricostruire un ecosistema dell’innovazione in Sardegna, come è stato trent’anni fa con le attività del CRS4 e degli altri enti operanti nel settore”. «L’intervento legislativo – ha precisato Ticca – non vuole regolamentare qualcosa che non si può limitare al perimetro di una legge, ma stimolare la crescita e la formazione per valorizzare le potenzialità dell’intelligenza artificiale e limitarne i rischi». Tra gli articoli citati in termini positivi dal capogruppo dei Riformatori, l’articolo 10 che disciplina l’uso dell’IA negli enti locali.

Soddisfatto del testo unico anche Luigi Piano (Pd), primo firmatario della proposta normativa avanzata, in materia, dal Pd che, dopo alcune considerazioni di carattere generale sullo sviluppo, i settori di impiego e la diffusione dell’IA, ha posto l’accento sull’impatto che tale innovazione comporta in ambito economico e sociale e per la nascita di nuove professioni. «Un cambiamento profondo – ha affermato l’esponente della maggioranza – che richiede l’introduzione di norme solide e aggiornate, in linea con la cornice normativa europea e italiana». Particolare rilievo è stato dato all’impiego dell’IA nelle pubbliche amministrazioni, nella sanità e, in particolare, per il sostegno atteso nelle amministrazioni dei piccoli comuni dell’Isola, al fine di ridurre le disparità tra aree centrali e periferiche. «La Sardegna – ha affermato il consigliere Piano – può guidare il processo di innovazione con un principio chiaro: la tecnologia deve essere al servizio dell’uomo, mai il contrario».

Il consigliere di FdI, Fausto Piga, ha preannunciato il favore dei gruppi dell’opposizione al provvedimento ma ha posto l’accento sulle questioni politiche che – a suo giudizio – il Campo largo “tenta di nascondere con un ordine dei lavori consiliare che vuole far apparire una condizione di normalità, come se tutto andasse bene”. «Non è così – ha affermato Piga – le tensioni interne alla maggioranza che governa la Regione e lo scontro tra Pd, Cinque Stelle e la presidente Todde penalizzano la Sardegna ed è motivo di ritardi e perdite di tempo». L’onorevole Piga, riprendendo le recenti dichiarazioni del segretario regionale del Pd, ha parlato “di una Giunta che naviga a vista” e ha definito la “tregua annunciata dal Pd” come “il riconoscimento nei fatti di una guerra politica in atto tra il partito di maggioranza relativa, i Cinque Stelle e la presidente Todde”. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha quindi concluso il suo intervento auspicando “un chiarimento sulla crisi che ha investito la maggioranza”.

Il capogruppo di “Uniti per Todde”, Sebastiano Cocco, ha ricordato la proposta di legge n. 117 presentata dal suo gruppo sul tema della transizione digitale, per esprimere apprezzamento al testo unificato che disciplina l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’esponente della maggioranza ha quindi ricordato che già da 70 anni si conosce l’IA e ha definito “una vera rivoluzione la sua introduzione”, facendo riferimento anche ai “pericoli connessi al progresso”. Il consigliere Cocco ha quindi svolto una serie di considerazioni sulla distinzione tra intelligenza naturale («è relazionale») e intelligenza artificiale («è funzionale») per affermare che etica e IA “non sono ambiti separati”. «L’algoretica – ha affermato Cocco – deve guidare le scelte del legislatore ed è centrale per stabilire quali principi devono orientare le decisioni degli algoritmi». «Il futuro si governa e non si subisce – ha concluso il capogruppo Upt – e con questo testo diciamo che la Sardegna non sarà periferia del futuro».

Gianluca Mandas (M5S), annunciando il suo voto a favore, ha ricordato che ormai una persona su cinque  fa uso di sistemi basati sull’IA. Noi dobbiamo affrontare  questo tema – ha detto - con una consapevole umiltà: governare questo fenomeno per un Consiglio regionale è difficile, quasi impossibile, perché è una materia in continua evoluzione. L’IA corre, stravolge il contesto economico, sociale e civico, relazionale, umano e etico. Davanti a queste tematiche così alte possiamo solo tentare di costruire una cornice all’interno della quale la Regione Sardegna potrà muoversi.  Non si può avere  l’ambizione di governare l’IA ma abbiamo l’obbligo di regolamentare l’uso dell’IA nella pubblica amministrazione. Questo Testo unificato è un punto di partenza.  Sarà solo il tempo a dirci se questa legge saprà adattarsi all’intelligenza artificiale.  

Maria Laura Orrù (Alleanza verdi sinistra) ha detto che si tratta di una legge importante ma nonostante questo lAaula è distratta e l’opposizione non è entrata nel merito. È una buona legge dall’impostazione di fondo condivisibile e lontana dai soliti stereotipi. Per Orrù è una scelta azzeccata quella di non creare un’agenzia autonoma ma riconoscere il ruolo del CRS4 come hub regionale. Il CRS4 è uno dei pochi centri in Sardegna che dispone di competenze su l’IA. In questo momento conviene affittare capacità di calcolo anziché costruirle e il CRS4 è la scelta più giusta.  La Sardegna deve poter governare il cambiamento affinchè la transizione tecnologica si trasformi in possibilità di sviluppo. Per Orrù è anche corretta la scelta dei fondi messi a disposizione che sembrano pochi, ma in questa fase non è così.  Bisogna prima di tutto far crescere le competenze.  Se la Sardegna vuole avere il ruolo di protagonista deve collegarsi ai centri a livello mondiale all’avanguardia sull’IA. Credo - ha concluso - che la priorità assoluta debba essere applicare l’intelligenza artificiale nei comuni.

Per Giovanni Chessa (FI) l’approvazione di questo testo è una “scelta di vita” perché ci può dare l’opportunità di stare al passo con i tempi. Se non mettiamo in condizione – ha affermato -  i dipendenti pubblici di utilizzare al  meglio l’intelligenza artificiale saremo perdenti. L’IA se costruita bene, e messa in mano alle persone giuste, è un valore aggiunto. La cosa più importante è formare i nostri dipendenti pubblici. È una legge di buonsenso.  Voterò a favore perché credo nella tecnologia e nel progresso. Mi auguro che i miei colleghi puntino molto nella formazione del personale della PA.

Giuseppe Meloni, assessore alla Programmazione, ha detto che questo Testo Unificato rappresenta un passaggio rilevante per la nostra Regione. Ormai il cambiamento è già in atto, la politica ha il dovere di governare il cambiamento, orientarlo, dotarlo di una visione ed evitare che la Sardegna subisca questo processo. Merito principale di questa legge è dare alla Sardegna in materia una strategia. Stiamo costruendo una governante moderna. Si è scelto di valorizzare ciò che esiste, dando un ruolo fondamentale a CRS4 e Sardegna ricerche. Due pilastri complementari. L’Hub situato al CRS4 sarà il centro della tecnologia. Questa è una legge per oggi che parla ai giovani, investe in maniera significativa anche nella PA e introduce strumenti  fondamentali   per  la sicurezza informatica. Non può esserci innovazione senza protezione digitale. Altro punto decisivo è la formazione, bisogna formare le persone al cambiamento del paradigma digitale. Non possiamo permettere che l’innovazione crei disuguaglianze.  Questo Testo Unificato – ha detto il vicepresidente della Giunta - offre strumenti importanti e prevede un impegno importante: non lasciare indietro nessuno.  Questa legge nasce dall’unificazione di tre Proposte di legge, guarda lontano e risponde alla domanda: la Sardegna vuole subire questo processo? No, noi vogliamo preparare un futuro di innovazione che produca benessere per tutti.

Chiusa la discussione generale, l’aula ha votato il passaggio agli articoli e poi senza discussione tutti gli articoli del testo. Via libera anche agli emendamenti:

4 (Alessandro Solinas e più), presentato all’articolo 3, che prevede la sostituzione del comma 2 dell’articolo 3 con “La struttura opera in stretta collaborazione e coordinamento con il responsabile della transizione digitale della Regione e con le autorità e gli organismi regionali e statali competenti in materia;

5 (Alessandro Solinas e più), presentato all’articolo 4, sostitutivo totale che definisce i compiti dell’Agenzia regionale Sardegna ricerche;

6 (Alessandro Solinas e più) che nel comma 3 dell’articolo 6 dopo le parole “il segretario generale della Regione” aggiunge “il responsabile della transizione digitale della Regione;

L’emendamento 1(Alessandro Solinas e più), sempre all’articolo 6, che inserisce il comma 6 bis “L’osservatorio redige annualmente una relazione sull’attività svolta e la trasmette alla struttura amministrativa di cui all’articolo 3, comma 1, nonché al Consiglio regionale”;

L’emendamento 2 all’articolo 9 (Alessandro Solinas e più) che introduce alla fine del comma 2 “assicurando agli interessati la conoscibilità del suo funzionamento e la tracciabilità del suo utilizzo” e abroga il comma 3 dell’articolo 9;

L’emendamento 3 (Alessandro Solinas e più), che inserisce l’articolo 10 bis sulla sicurezza cibernetica nella pubblica amministrazione regionale e locale.

L’emendamento 7 (Alessandro Solinas e più), che sostituisce i commi 2, 3 e 4 dell’articolo 20 “Per le finalità di cui agli articoli 5 e 8 è autorizzata, in via sperimentale, la spesa di euro 1.200.000 per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.

Per dichiarazione di voto è intervenuto Alessandro Solinas (M5S) che ha ringraziato i firmatari delle proposte di legge confluite nel testo Unificato e Franco Mula (FdI) che ha dichiarato il voto favorevole.

Il Testo unificato è stato approvato all’unanimità.

Si è poi passati al secondo punto all’ordine del giorno la PL 127 “Disposizione per il sostegno alla fruizione dei centri estivi”. La Proposta di Legge è stata illustrata dalla prima firmataria Camilla Soru (Pd) che ha detto che questa legge nasce da un’analisi delle dinamiche socio economiche delle famiglie. Organizzare il tempo in estate spesso non è più compatibile con le famiglie dove i genitori lavorano entrambi e, in Sardegna, dove si lavora proprio nel periodo estivo con i contratti stagionali. I centri estivi sono diventati – ha detto la presidente della Seconda Commissione - centri di formazione, fondamentali per lo sviluppo dei bambini, un pezzo della parte formativa, un continuo della scuola.  Il costo delle rette, però, dei centri estivi è spesso proibitivo. Per molte famiglie è un ostacolo, molte famiglie non possono permetterselo e così diminuisce l’equità della formazione.   Questa PL – ha detto Camilla Soru - prevede delle risorse da destinare ai comuni per abbattere le rette dei centri estivi. Fino ad ora erano previsti solo rimborsi, con questa legge l’erogazione dei contributi viene anticipato. Credo fortemente - ha concluso Soru - che questa legge possa dare boccata d’ossigeno alle famiglie e ridurre le disparità.

Francesca Masala, relatrice di minoranza e vicepresidente della Seconda commissione (FDI ha parlato di intento nobile e concreto.  Il centro estivo è una vera risorsa per le famiglie. Illustrando articolo per articolo la legge ha detto che l’intento è la lotta alle diseguaglianze economiche e sociali.  Potranno beneficiarne tutti i bambini residenti in Sardegna anche quelli con disabilità e i contributi saranno erogati in anticipo.    Credo che questa legge – ha detto Masala - rappresenti una proposta concreta, efficace e reale ai bisogni delle famiglie sarde. Nessuna famiglia deve restare esclusa. È un provvedimento che mette al centro i bambini, i ragazzi e le famiglie sarde.  Le politiche per l’infanzia non sono un costo ma un investimento per il futuro della Sardegna. Francesca Masala ha chiesto, a nome del capogruppo, di apporre la firma di tutti i componenti del gruppo alla Proposta di legge.

Giudizio positivo sulla proposta di legge anche da parte di Antonio Sau (Pd): «Quando parliamo di Centri Estivi stiamo parlando della qualità della crescita dei bambini e delle comunità dove vivono. Le città e i centri urbani sono sempre meno a misura di bambino. L’estate diventa un periodo lungo in cui cresce il rischio di isolamento. Per questo i centri estivi rappresentano un presidio sociale e comunitario. Offrono possibilità di gioco e relazioni tra pari. I bambini crescono non solo nelle aule scolastiche ma anche nelle esperienze comunitarie. Le attività ludiche e relazionali sono lo strumento più efficace per rompere l’isolamento. L’accesso ai centri estivi, per i costi, è spesso impossibile per le fasce più deboli. Per questo è necessario investire per garantire l’accesso libero a tutti».

Sulla stessa lunghezza d’onda Lara Serra (M5S): «In Commissione abbiamo lavorato in modo veloce. Questo significa che c’è unità d’intenti. Quando si parla di famiglia e genitorialità il percorso è più semplice. Questa legge dà un grande sostegno ai genitori garantendo un servizio fondamentale per i ragazzi quando le scuole sono chiuse. Le risorse investite sono ben spese. Per questo chiedo di apporre la firma di tutto il nostro gruppo».

Stessa richiesta da parte di Paola Casula (Sinistra Futura): «La proposta ha una grande valenza sociale. Non parliamo solo di un bonus ma della possibilità di offrire un contributo economico alle famiglie e creare nuovi servizi dove non ci sono. Con questo provvedimento guardiamo al benessere delle comunità e dei nostri giovani. Nei centri estivi i ragazzi avranno la possibilità di divertirsi e socializzare. In questo modo si riducono le diseguaglianze e si garantisce un accesso paritario ai percorsi educativi».

Per il capogruppo di Sinistra Futura Luca Pizzuto «la proposta di legge in discussione dà l’opportunità a tutti i figli e figlie di Sardegna di incontrare i propri pari e di socializzare quando le scuole sono chiuse. Investire sui bambini può cambiare le sorti della nostra terra. Questa legge è motivo d’orgoglio e per questo la sosteniamo convintamente».

Giudizio positivo anche da parte dell’assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas che ha ringraziato le commissioni per il lavoro svolto: «Questa legge dimostra che si può mettere al centro dell’azione politica le famiglie, i bambini e le bambine sarde. Come madre ho vissuto la difficoltà ogni estate su come gestire i bambini quando le scuole sono chiuse. Questa proposta di legge è importantissima, riesce a intercettare i bisogni di tante famiglie e delle comunità che avranno a disposizione questi servizi».

Il vicepresidente Frau ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato.

Via libera anche ai sette articoli della legge. Approvato un emendamento aggiuntivo all’articolo 6 che modifica la norma finanziaria destinando alle finalità della legge un milione di euro per il 2026 e tre milioni per ciascuna delle annualità 2027 e 2028.

Il provvedimento, con voto elettronico finale, è stato approvato all’unanimità (45 voti su 45).

L’aula è quindi passata all’esame della proposta di legge n.11 (Pizzuto e più) che istituisce il Reddito di Studio.

«Proponiamo uno strumento nuovo – ha detto il primo firmatario Luca Pizzuto (Sinistra Futura) – l’idea è dare a tutti la possibilità di studiare e di riconvertirsi. Lo studio è un lavoro, è giusto garantire un reddito agli studenti. Crediamo inoltre che la scuola e l’istruzione siano gli strumenti per comprendere la realtà in modo critico. In Sardegna abbiamo dati drammatici sull’analfabetismo funzionale e di ritorno. Il 17 per cento degli studenti arriva al massimo alla licenza media. Aumentano i giovani tra i 15 e i 34 anni che non lavorano. L’uscita dalla povertà non è solo una questione economica ma di emancipazione. Vogliamo dare ai giovani-adulti che hanno superato la possibilità di riconvertirsi. Vogliamo offrire loro una nuova opportunità. La legge è rivolta anche a chi è rimasto senza lavoro, alle donne vittime di violenza e ai pensionati che vogliono rimettersi in gioco. Lo strumento naturalmente va calibrato ma questo lo vedremo in seguito. Questa legge genererà nuovi posti di lavoro, è anche un modo per rispondere all’abbandono scolastico. Ci crediamo tanto, è uno strumento che può generare nuove opportunità per la Sardegna».

La relatrice di minoranza Francesca Masala (FdI), pur esprimendo un giudizio complessivamente positivo, ha chiesto alcune modifiche al testo: «L’intento è nobile e condivisibile: promuovere la crescita sociale attraverso l’istruzione – ha detto Masala – tuttavia alcune espressioni utilizzate nel testo sollevano perplessità di natura giuridica, in particolare nell’articolo 1 dove di parla di diritto alla felicità e al benessere. Sono concetti astratti. Occorrere evitare ambiguità e retorica. Per questo auspico una correzione dell’articolo 1. L’istruzione è uno strumento efficace ma deve poggiare su norme serie e coerenti».

Per Camilla Soru (Pd), la legge in discussione può avere un impatto importante sul fenomeno della dispersione scolastica che colpisce in modo drammatico la Sardegna: «Abbiamo la percentuale più alta in Italia di persone che non hanno nemmeno un diploma. Gli studi ci dicono che nelle famiglie nelle quali i genitori non hanno studiato è difficile che studino i figli. Un ragazzo figlio di genitori laureati ha più probabilità di proseguire gli studi. Questa legge non è solo giusta. Interveniamo sulle famiglie per fare apprezzare il ruolo della scuola e dell’istruzione».

Paola Casula (Sinistra Futura) ha espresso soddisfazione per l’iter della legge: «Papa Francesco ha detto che la scuola ci insegna a capire la realtà. Il reddito di studio può dare un contributo fondamentale per lo sviluppo delle nostre comunità. Le statistiche danno un quadro preoccupante per la Sardegna. Noi vogliamo invertire la rotta. Questa proposta dà nuova speranza ai giovani e a tutta la Sardegna. Se facessimo una stima di 10mila iscritti avremmo circa 1500 posti di lavoro in più. Aumentiamo la conoscenza della popolazione per aumentare le opportunità».

Stesso giudizio da parte di Lara Serra (M5S): «È una legge di prospettiva che dà una visione del mondo. L’istruzione deve essere al centro della nostra politica. È importante dare una nuova opportunità a adulti che si sono persi. Ci sono molte persone che, per ragioni diverse, si trovano senza un titolo di studio. Tutti meritano di avere una nuova opportunità. Dobbiamo avere il coraggio di intraprendere strade mai battute».

Soddisfazione da parte dell’assessora all’Istruzione Ilaria Portas: «Ringrazio il mio gruppo. Questa legge è stata pensata diversi anni fa. Oggi finalmente arriva in aula. È un’emozione forte. Si può attraversare il mare senza un’imbarcazione? Si può avere uno Stato libero se nessuno rimuove gli ostacoli di cui parla l’articolo 3?  Vengo da una famiglia umile, i miei genitori mi hanno dato la possibilità di studiare, L’istruzione è l’arma più potente di cui disponiamo. L’ignoranza è invece l’arma più forte dei tiranni per manipolarci. È importante che in una legge si parli di diritto alla felicità».

Il presidente Piero Comandini ha quindi sospeso la seduta e convocato la Seconda Commissione per l’esame degli emendamenti e per consentire alla Giunta di fornire all’Aula le indicazioni sulla copertura finanziaria della norma.

I lavori del Consiglio riprenderanno alle 15.30.

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