Teheran, 8 Mar 2026 - "L'erede designato in Iran, il figlio di Khamenei, è stato ferito ma a quanto pare è ancora vivo". Lo ha reso noto in un post su X Amit Segal, giornalista dell'emittente israeliana Channel 12 e Ynet. Mojtaba Khamenei, il secondogenito della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, è considerato il favorito ad essere scelto come nuovo leader dall'Assemblea degli Esperti.
La guerra contro l'Iran continuerà senza sosta e senza compromessi, afferma il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un video messaggio. Israele ha "un piano organizzato con molte sorprese" per la prossima fase della guerra con l'Iran, ha dichiarato Netanyahu, "per destabilizzare il regime e consentire il cambiamento". Il premier israeliano si è poi rivolto alle Guardie della Rivoluzione: "Anche voi siete nel nostro mirino. A chiunque deporrà le armi non verrà fatto alcun male. Chi non lo farà, il suo sangue ricadrà sulla sua testa". In un nuovo appello al popolo iraniano, Netanyahu ha detto che "il momento della verità si avvicina". Israele "non sta cercando di dividere l'Iran", ha assicurato il premier, "stiamo cercando di liberare l'Iran". Ma in ultima analisi, "dipende da voi" liberare l'Iran, ha concluso.
"L'apertura del presidente Pezeshkian alla de-escalation nella nostra regione, a condizione che lo spazio aereo, il territorio e le acque dei nostri vicini non vengano utilizzati per attaccare il popolo iraniano, è stata quasi immediatamente uccisa dall'errata interpretazione da parte del presidente Trump delle nostre capacità, determinazione e intenzioni". È l'accusa che arriva dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, in una dichiarazione diffusa stasera al termine di una giornata che si era aperta con la dichiarazione 'distensiva' di Pezeshkian e le scuse ai Paesi del Golfo, seguita da una sua parziale correzione dopo che Donald Trump aveva parlato di "resa" di Teheran e poi dall'affermazione del capo della magistratura Gholamhossein Mohseni Ejei, secondo cui continueranno gli attacchi contro i Paesi che aiutano "il nemico". Se Trump cerca l'escalation, è proprio ciò a cui le nostre potenti forze armate sono preparate da tempo, ed è proprio ciò che otterrà", ha minacciato Araghchi, citando il rapporto dell'intelligence americana, secondo cui "la guerra all'Iran è destinata a fallire".
"La responsabilità di qualsiasi intensificazione dell'autodifesa da parte dell'Iran ricadrà interamente sull'amministrazione statunitense", ha affermato ancora il capo della diplomazia di Teheran, secondo cui "la disavventura durata una settimana del signor Trump è già costata all'esercito statunitense 100 miliardi di dollari, oltre alle vite di giovani soldati". "Quando i mercati riapriranno, tale costo aumenterà vertiginosamente e sarà trasferito direttamente ai cittadini americani alle stazioni di servizio", ha detto Araghchi, parlando dei prezzi del petrolio e della benzina. Quindi il ministro ha citato il rapporto del National intelligence council, "che rappresenta il contributo delle 18 agenzie di intelligence degli Stati Uniti, secondo cui la guerra contro l'Iran è destinata a fallire". Araghchi ha ricordato di aver avvertito "gli inviati di Trump che la guerra non avrebbe migliorato la loro posizione negoziale: questi avvertimenti sono stati trasmessi? Il popolo americano ha votato per porre fine al coinvolgimento in costosi pantani in Medio Oriente. Invece, si è ritrovato con un'amministrazione che Netanyahu, dopo decenni di tentativi falliti, è finalmente riuscito a ingannare per combattere le guerre di Israele - ha concluso il ministro - Questa è una guerra scelta da una piccola cricca di 'Israel Firsters', e 'Israel First' significa sempre ''America Last'".
I sistemi di difesa aerea hanno intercettato i razzi lanciati stasera contro l'ambasciata statunitense a Baghdad, hanno riferito all'AFP fonti della sicurezza. Si è trattato del primo attacco del genere all'ambasciata di Baghdad dall'inizio della guerra in Medio Oriente, scatenata da un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. A Baghdad sono stati uditi forti scoppi, riferiscono i giornalisti dell'AFP, e un testimone nei pressi della Zona Verde fortificata, che ospita l'ambasciata statunitense, ha riferito di aver visto le difese aeree attivate sulla zona. "Sono stati lanciati quattro razzi... verso l'ambasciata", ha dichiarato un funzionario della sicurezza, aggiungendo che le difese aeree ne hanno intercettati tre, mentre uno è caduto in un'area aperta della base aerea dell'ambasciata. Altre due fonti di sicurezza confermano l'attacco: una di queste afferma che tutti i razzi sono stati abbattuti, compreso quello caduto sulla base aerea. Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani afferma di aver ordinato alle forze di sicurezza di trovare gli autori dell'"atto terroristico" contro l'ambasciata statunitense. Afferma che "prendere di mira le missioni diplomatiche e le ambasciate che operano in Iraq è un atto che non può essere giustificato o accettato in nessuna circostanza"
Al Jazeera conferma che un drone ha preso di mira una base militare statunitense nei pressi dell'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione del Kurdistan iracheno. Il corrispondente di Al Jazeera ha riferito di un fuoco antiaereo dopo aver udito diverse esplosioni. Le difese aeree sembrano aver attaccato il drone. Non ci sono commenti immediati da parte di funzionari statunitensi o iracheni
La maggior parte degli americani si oppone all'azione militare in Iran. Secondo un sondaggio di Npr-Pbs-Marist, il 56% degli americani si oppone fermamente alla campagna rispetto a un 44% che la sostiene.
Benjamin Netanyahu contro i leader occidentali, che accusa di essere "deboli e flaccidi". In una dichiarazione video, il premier israeliano ha sostenuto che "molti paesi ci stanno chiedendo di collaborare, perché vedono l'ipocrisia dell'Onu che non ha fatto nulla di fronte al massacro in Iran e vedono la debolezza e la mollezza dei leader occidentali''. Secondo Netanyahu, ''il nostro successo nella guerra porterà non solo alla rimozione della minaccia nucleare e alla pace tra Israele e Iran, ma anche alla pace in tutto il mondo".
La riunione del Consiglio di esperti iraniano per eleggere la nuova Guida Suprema del Paese si terrà nelle prossime 24 ore. Lo ha annunciato il membro del Consiglio e ayatollah Hossein Mozaffari citato dall'agenzia Fars. “I rappresentanti del popolo nell'Assemblea degli Esperti attendono con impazienza che si verifichino le condizioni e deliberino per selezionare un nuovo leader e successore dell'Imam martirizzato” Ali Khamenei e “abbiamo la fiduciosa speranza che, con l'aiuto di Dio, ciò possa avvenire nelle prossime 24 ore” ha affermato Mozaffari. La notizia è rilanciata anche da Ria Novosti.
“Gli Stati Uniti hanno iniziato a utilizzare le basi britanniche per specifiche operazioni difensive per impedire all'Iran di lanciare missili nella regione” scrive su X il Ministero della difesa britannico. I bombardieri B-1 dell'aeronautica militare statunitense sono atterrati presso la base aerea di Fairford, nel sud-ovest dell'Inghilterra, ha osservato oggi l'Afp.
La Casa Bianca sta bloccando le agenzie di intelligence dall'avvertire le forze dell'ordine americane sulla crescenti minacce negli Stati Uniti legate alla guerra in Iran. Secondo quanto riporta il Daily Mail, l'Fbi, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale e l'antiterrorismo stavano preparando venerdì una dichiarazione congiunta per le autorità statali e locali per metterle in guardia sui crescenti rischi dovuti alla guerra. La Casa Bianca ha però “sospeso” la diffusione della dichiarazione. “Stiamo collaborando con le agenzie per verificare che le informazioni siano accurate anchevse questo significa impiegare più tempo per la revisione” si è limitata a osservare la Casa Bianca con il Daily Mail. Nel bollettino di cinque pagine si metteva l'accento sugli obiettivi sensibili e di parlava di “individui radicalizzati che avrebbero potuto sfruttare il conflitto come giustificazione per la violenza”.
Teheran “è semideserta, la città è sotto costanti e massicci bombardamenti. In molti hanno deciso di andarsene, perché rimanere qui sembra davvero molto pericoloso”: è il primo reportage dell'inviato della Cnn, Fred Pleitgen, che con la fotoreporter Claudia Otto, è arrivato ieri in tarda serata nella capitale iraniana. Si tratta dei primi giornalisti di un'emittente americana a recarsi nella Repubblica islamica dall'inizio della guerra. La Cnn precisa di operare in Iran solo con il permesso del governo, e che Pleitgen condivide i suoi reportage con Erin Burnett.
Infine secondo un rapporto classificato del National Intelligence Council ha rilevato che anche un attacco su larga scala all'Iran lanciato dagli Stati Uniti difficilmente riuscirebbe a spodestare il radicato establishment militare e religioso della Repubblica islamica, una valutazione che fa riflettere, mentre l'amministrazione Trump solleva lo spettro di una campagna militare estesa che, secondo i funzionari, è “appena iniziata”. Lo scrive il Washington Post, citando tre persone a conoscenza del contenuto del rapporto. Le fonti del giornale sollevano dubbi sul piano dichiarato del presidente Trump di “ripulire” la struttura di leadership iraniana e insediare un governante di sua scelta.
Il rapporto, completato circa una settimana prima che Stati Uniti e Israele iniziassero la guerra il 28 febbraio, delineava scenari di successione derivanti da una campagna mirata contro i leader iraniani o da un attacco più ampio contro la sua leadership e le istituzioni governative. In entrambi i casi, l'intelligence ha concluso che l'establishment clericale e militare iraniano avrebbe risposto all'uccisione della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, seguendo protocolli volti a preservare la continuità del potere. La prospettiva che l'opposizione frammentata iraniana prenda il controllo del Paese è stata descritta come “improbabile”, hanno affermato le fonti, che hanno parlato a condizione di anonimato per discutere di un rapporto classificato.
Il National Intelligence Council, o Nic, è composto da analisti esperti che producono valutazioni classificate intese a rappresentare la saggezza collettiva delle 18 agenzie di intelligence di Washington. La Cia ha inoltrato le domande all'Ufficio del Direttore dell'Intelligence Nazionale, che ha rifiutato di commentare. La Casa Bianca non ha specificato se il presidente sia stato informato di questa valutazione prima di approvare l'operazione militare. Non sembra che il rapporto di intelligence abbia preso in considerazione altri possibili scenari, tra cui l'invio di truppe di terra statunitensi in Iran o l'armamento dei curdi del Paese per fomentare una ribellione. Non è stato possibile stabilire se la campagna su larga scala esaminata dal documento classificato sia identica alle operazioni attualmente in corso.












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