Teheran, 6 Mar 2026 - Nelle prime ore del giorno Israele ha lanciato nuovi bombardamenti su Teheran e contro i quartieri meridionali di Beirut. Tredici le ondate di attacchi odierne mentre le forze Idf hanno attivato le difese aeree per una nuova ondata di missili dall'Iran, che non avrebbe causato vittime. In Iran invece sarebbero ora oltre 1200 i morti.
Nelle acque al largo del Kuwait una petroliera è stata colpita da una "grande esplosione", causando la fuoriuscita di greggio, secondo quanto riferito dall'agenzia britannica di sicurezza marittima Ukmto. Ieri gli Usa hanno confermato di aver silurato e provocato l'affondamento di una nave da guerra iraniana in acque internazionali nell'Oceano Indiano. Sempre ieri un nuovo allargamento del conflitto in corso in Medio Oriente dopo che un missile balistico è stato intercettato in volo dalle difese della Nato prima di entrare nello spazio aereo della Turchia.
Negli Stati Uniti il Senato ha bocciato la risoluzione Dem per fermare la campagna militare americana contro la Repubblica islamica, con 53 voti contrari e 43 favorevoli. Oggi il voto torna alla Camera.
In serata nuovo raid aereo israeliano contro la periferia sud di Beirut e contro le infrastrutture di Hezbollah. È fuga della popolazione da Beirut.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha annunciato ufficialmente il lancio di un massiccio attacco coordinato verso Tel Aviv. Secondo una nota diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale IRNA, l'offensiva non si limita all'impiego di droni, ma include una "raffica di missili Kheibar", progettati per colpire obiettivi strategici nel cuore della metropoli israeliana.
I missili Kheibar (noti anche come Khorramshahr-4) rappresentano una delle punte di diamante dell'arsenale iraniano: si tratta di vettori balistici a medio raggio capaci di trasportare testate fino a 1.500 kg. Con una gittata dichiarata di circa 2.000 chilometri, questi missili sono in grado di raggiungere l'intero territorio israeliano partendo dalle basi profonde nel territorio iraniano. L'operazione "combinata" punta a saturare le difese aeree nemiche, utilizzando i droni come diversivo o per colpire bersagli specifici in contemporanea con i vettori balistici.
L'esercito israeliano ha confermato di aver attivato tutti i sistemi di intercettazione, mentre le sirene di allarme continuano a suonare nelle principali aree urbane dello Stato ebraico.
Il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah ha rivendicato ufficialmente, nella mattinata di venerdì, la responsabilità dell'attacco condotto contro le postazioni dell'esercito israeliano (IDF) situate in prossimità della linea di confine.
"In risposta alla criminale aggressione israeliana che ha colpito decine di città e villaggi libanesi, tra cui la periferia meridionale di Beirut, i combattenti della Resistenza Islamica hanno lanciato un attacco con salve di razzi e fuoco d'artiglieria", ha dichiarato il gruppo in un comunicato ufficiale.
L'offensiva è scattata intorno alle 2:10 del mattino (le 00:10 GMT). Al momento dell'attacco, le sirene antiaeree hanno suonato ripetutamente nelle città israeliane colpite, costringendo i residenti a cercare riparo. Nonostante l'intensità del fuoco, le autorità locali non hanno segnalato, al momento, vittime o danni materiali significativi alle infrastrutture.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno annunciato di aver lanciato una massiccia ondata di attacchi aerei su Teheran nelle prime ore di venerdì mattina. Secondo una nota ufficiale rilasciata dai vertici militari, l'operazione ha preso di mira specificamente le "infrastrutture del regime terroristico iraniano" situate all'interno e nei pressi della capitale.
La televisione di Stato iraniana ha confermato l'offensiva, riferendo di una serie di forti esplosioni avvertite distintamente in diverse zone della città. Al momento non sono ancora noti l'entità dei danni né il numero di eventuali vittime, ma le autorità di Teheran hanno fatto sapere che i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per intercettare i vettori israeliani. L'attacco segna un'ulteriore, gravissima escalation nel conflitto diretto tra i due Paesi, portando lo scontro nel cuore nevralgico della Repubblica Islamica.
Nuovi attacchi aerei iraniani hanno colpito questa mattina il Bahrein, interessando direttamente il centro urbano della capitale. Secondo quanto annunciato dal Ministero dell'Interno del Paese-arcipelago, l'offensiva ha preso di mira infrastrutture civili: "L'aggressore iraniano ha colpito un hotel e due edifici residenziali a Manama, causando ingenti danni materiali ma, fortunatamente, nessuna perdita di vite umane".
In un primo momento, le autorità avevano parlato di due hotel coinvolti, rettificando successivamente il bilancio dei danni. Il dicastero ha inoltre confermato che un incendio, divampato in uno degli edifici residenziali a seguito dell'impatto, è stato prontamente domato dai vigili del fuoco.
L'episodio aggrava ulteriormente la tensione nella regione, arrivando a sole 24 ore di distanza da un altro grave raid. Nella giornata di ieri, infatti, il Bahrein aveva riferito di un attacco aereo iraniano che aveva causato un vasto rogo nella principale raffineria di petrolio statale, colonna portante dell'economia del Paese, incendio poi spento dopo ore di sforzi da parte dei soccorritori.
Stati uniti e Israele non hanno comunicato in anticipo l'attacco contro l'Iran perché non si sentivano sicuri a farlo prima, temendo che la diffusione della notizia potesse compromettere l'obiettivo principale dell'operazione. Lo ha affermato il ministro della Difesa Guido Crosetto nella replica al Senato dopo l'informativa svolta insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani.
"Non si sentivano sicuri a comunicarlo a nessuno, perché era talmente importante il risultato del primo attacco che non l'hanno comunicato a nessuno", ha detto Crosetto, spiegando che l'obiettivo principale era colpire la guida suprema iraniana Ali Khamenei.
Il ministro ha respinto le critiche dell'opposizione sulla mancata informazione preventiva all'Italia. "Non ti inventi cose per fare opposizione, non ti inventi cose che non esistono". Crosetto ha quindi ricostruito la dinamica della decisione. "Questo attacco è stato deciso all'ultimo minuto, quando si è manifestata la possibilità di uccidere la guida suprema iraniana".
Secondo il ministro, anche all'interno della struttura statunitense l'informazione è stata diffusa solo progressivamente. "È stato comunicato anche alla stessa catena di comando americana, non a tutta subito".
Gli alleati sono stati informati soltanto quando l'operazione era già iniziata. "Successivamente, mentre gli aerei erano in volo, sono state avvisate le nazioni amiche, tra cui l'Italia, ma quando gli aerei erano già in volo". Crosetto ha sottolineato che il trattamento riservato all'Italia è stato lo stesso degli altri paesi alleati. "Non dobbiamo sentirci un paese trattato peggio degli altri, perché tutti i paesi sono stati trattati allo stesso modo".
Secondo il ministro, il conflitto è iniziato prima di quanto fosse stato pianificato dagli stessi promotori dell'operazione. "Si è aperta una guerra che tutti stavamo vedendo era preparata, ma che non erano preparati a fare già da subito".
"Alcuni assetti stanno arrivando adesso", ha aggiunto, spiegando che "nelle prime fasi le reazioni non sono state calcolate perché la guerra è partita prima di quanto loro stessi avessero programmato".
Altro che strategia efficace di Usa e Israele o segnali di un Iran ridotto già in ginocchio: gli attacchi contro la Repubblica Islamica rischiano di scatenare un'escalation "incontrollabile", se non le premesse di un'apocalisse. Parola di Richard Shirreff, generale britannico della riserva e già vicecomandante supremo delle forze Nato in Europa fra il 2011 e il 2014, il quale - citato dai media del Regno Unito - afferma di "non poter ricordare un momento geopolitico più pericoloso" in tutta la sua vita. Shirreff osserva come il "danno monumentale ai siti nucleari iraniani" rivendicato da Donald Trump dopo i raid fugaci del giugno scorso "era "chiaramente un errore o una bugia". E rinfaccia al presidente americano di essersi ora imbarcato, al traino di Benyamin Netanyahu, "in un nuovo piano molto più pericoloso, che mira a un cambiamento di regime senza alcuna strategia visibile" di successo. "Nella comunità militare occidentale vi è la sensazione crescente che questa campagna stia finendo fuori controllo", aggiunge il veterano dell'esercito di Sua Maestà, sorpreso "dall'intensità" ed all'ampiezza della risposta di Teheran.
Il suo timore è quello di una guerra generalizzata in Medio Oriente in grado di "risucchiare" l'energia dell'apparato bellico Usa fino a logorarlo. La Cina di Xi Jinping e la Russia di Vladimir Putin sono del resto pronte a suo parere "ad approfittare" della situazione, a tempo debito: la prima "intravvedendo l'opportunità di attuare i suoi piani d'invasione di Taiwan, magari già nel 2027"; la seconda di "raddoppiare gli sforzi nella guerra con l'Ucraina". "Temo che gli storici del futuro possano guardare indietro lo sconsiderato tentativo di regime change in Iran di queste settimane come al catalizzatore di una Terza Guerra Mondiale", conclude il generale Shirreff, aggiungendo che "Il fato del mondo dipende ora da quanto velocemente l'America potrà tirarsi fuori da questo caos mediorientale". Altrimenti l'obiettivo dichiarato di "prevenire una proliferazione nucleare potrebbe innescare la terribile ironia della storia d'una guerra nucleare che distruggerebbe la nostra civilizzazione per come la conosciamo".












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