Cagliari, 16 Giu 2023 – “Il sistema sanitario si presenta oggi per la Sardegna particolarmente articolato, complesso e altresì diversificato. È verissimo ed oggettivo. Le intenzioni politiche invece? Sono sempre chiare, precise e puntuali, obiettivo unico, demolire la sanità pubblica, in favore forse di una privata, e abbandonare i pazienti sardi”.
“È di queste ultime ore la notizia sull’ampliamento del Brotzu di Cagliari e di come l’assessore Doria abbia tuonato in modo secco. Un progetto tra l’altro già partito che mette in luce come non ci sia una visione continua in Regione. Un progetto che si vuole bloccare. Secondo il nostro assessore non avrebbe senso investire soldi pubblici, dato che sono ospedali, Brotzu e Businco, che a breve andranno in pensione… Esiste uno studio di fattibilità, creato e pubblicato nel 2021, che esclude chiaramente la possibilità di realizzare questo tipo di iniziative. Perché spendere nuovamente soldi dei contribuenti?”
Questo significa bloccare tutti gli investimenti già programmati, i soldi spesi per la progettazione e gli studi di fattibilità. Mentre si continua a parlare di grandi centri regionali, le nostre eccellenze le stanno facendo andare in rovina. Parlo di oncologia, dove i nostri cittadini sono costretti ad andarsene oltre tirreno per le cure. Parlo dei centri trapianti, del microcitemico e di tutti quei reparti, come la neuroriabilitazione del Brotzu e la neuropsichiatria infantile dei vari nosocomi sardi che, nei singoli territori hanno creato legami e credibilità con le persone, con la gente reale e comune. Di certo non con i grandi politici.
Nei mesi scorsi, ho presentato un’interrogazione sugli oltre 200 milioni di euro che il Ministero della salute, già da anni, ha messo a disposizione della regione Sardegna da destinare all'edilizia sanitaria. Ad oggi non risulta che dall'assessorato regionale alla sanità e politiche sociali abbiano perfezionato l'iter per entrarne in possesso.
“Mi voglio dissociare pubblicamente anche dalle parole del neoeletto sindaco di Iglesias Mauro Usai. Abbiamo combattuto insieme per anni perché l’ospedale unico non ci fosse. Oggi sulla stampa leggo il contrario. Continuerò questa battaglia anche da sola. Non è possibile pensare a interessi politici, e lasciare a casa, nello sconforto psicologico, migliaia di cittadini e pazienti che giustamente si curano ed hanno riferimenti ad Iglesias. Non è possibile pensare di unire Iglesias e Carbonia e non mi stancherò mai di dirlo. Come pensano che i malati possano recarsi nell'ospedale del Sirai o dell'ipotetico e fantomatico ospedale unico, se ogni 2 o 3 settimane muore qualcuno nella Strada Provinciale 2?
Perché non potenziano di risorse umane il Cto di Iglesias dato che è un ospedale con blocchi operatori, reparti, pronto soccorso, riabilitazione, ambulatorio analisi recentemente ristrutturati e perfettamente a norma essendo un fiore all'occhiello della sanità regionale peraltro facilmente raggiungibile percorrendo la SS 130 e con gli innesti per la 131?
“È, infine, confermata la notizia della Corte dei Conti. I milioni che dovevano servire a snellire le liste d’attesa per permettere ai sardi di potersi curare col servizio sanitario pubblico, non sono stati spesi, e qualcuno doveva adoperarsi e farlo. E dunque, sono irrimediabilmente persi. Voglio rendervi partecipe dei numeri precisi. Abbiamo perso oltre 9 milioni di euro per le liste d’attesa”. Com










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