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Arrestata la sorella del boss Matteo Messina Denaro: è accusata d’associazione mafiosa: la donna avrebbe aiutato per anni il fratello a sottrarsi alla cattura e gestito “cassa” di famiglia e pizzini.

Cagliari, 3 Mar 2023 - È finita in carcere anche Rosalia, la sorella di Matteo Messina Denaro: avrebbe aiutato il capomafia a tenere i rapporti con i suoi uomini, durante la sua lunga latitanza, gestendo per suo conto la "cassa" di famiglia (il denaro), e la rete di trasmissione dei "pizzini". Rosalia - detta Rosetta - è la maggiore delle quattro sorelle di Messina Denaro, madre di Lorenza Guttadauro, l'avvocato che dal giorno del suo arresto assiste l'ex boss (e moglie di Filippo Guttadauro che ha scontato 14 anni per associazione mafiosa ed è tuttora in carcere).

Ma c'è di più, è da un ritrovamento nella sua abitazione, prima di Natale, che è partita la prima “traccia” che ha portato alla cattura del boss latitante da trent'anni.

Nell'intercapedine di una sedia un appunto "dettagliato" sulle condizioni di salute del fratello. Lo aveva nascosto Rosalia Denaro ed era stato rinvenuto dai militari mentre, il 6 Dicembre scorso, stavano piazzando delle cimici nella sua abitazione.
Da quelle righe scritte a penna, il via all'operazione per catturare il boss, mentre stava recandosi in clinica per curare la sua patologia.

I Ros lo fotografano, e poi lo rimettono al suo posto (in modo da non insospettire la donna). Qualche ora dopo, la foto viene analizzata dagli inquirenti e si scopre che è un vero e proprio "diario clinico di un malato di cancro": ma a chi si riferisce? - si domandano gli investigatori - nessuno dei familiari di Rosalia, da quanto risulta ai Carabinieri, soffre di patologie oncologiche. Ed allora scatta il sospetto che si tratti del latitante. I militari partono dalle indicazioni dettagliate sulla patologia e dalle date in cui il paziente, del quale ovviamente Rosalia non fa il nome, è stato operato. Attraverso accertamenti effettuati prima al Ministero della Salute e poi su banche dati sanitarie nazionali, arrivano ad identificare un maschio di età compatibile con quella del latitante che si è sottoposto agli stessi interventi chirurgici indicati nell'appunto. 

Si tratta di un geometra di Campobello di Mazara e nipote del boss locale, Andrea Bonafede: ma i tabulati telefonici dimostrano, però, che il geometra non può essere il paziente oncologico di cui si parla nel pizzino, perché nei giorni in cui il malato subiva le operazioni, una a Mazara del Vallo l'altra a Palermo, Bonafede si trovava a casa sua a Campobello.

Gli indizi a quel punto conducono tutti a Messina Denaro: l'analisi della cartella sanitaria digitale porta gli inquirenti alla visita prenotata a nome Bonafede alla clinica "La Maddalena". 
Era il 16 Gennaio scorso: alle 9.15, scatta il blitz che mette fine alla trentennale latitanza del padrino di Castelvetrano.

L'operazione che ha portato all'arresto di Rosalia Messina Denaro è stata condotta dal Ros, dai carabinieri del Comando provinciale di Trapani e dello squadrone eliportato dei Cacciatori di Sicilia. 
In corso decine di perquisizioni nella provincia di Trapani.

La misura cautelare disposta dal Giudice per le indagini preliminari, Alfredo Montalto. 

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