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Tornano le proteste ad ‘alta quota’: a Portovesme 4 operai protestano su una ciminiera a 100 metri di altezza.

Carbonia, 28 Feb 2023 – Tornano le proteste nell’ormai quasi ex zona industriale del Sulcis. Infatti, 4 operai hanno riavviato le proteste ad ‘Alta quota’ salendo su una torre alta 100 metri.
Dalla punta della ciminiera dell’impianto Kss quattro operai della Portovesme stanno portando avanti la loro protesta contro lo stop degli impianti.

Dopo l'accordo sottoscritto a gennaio tra Portovesme srl, Regione Sardegna e sindacati oggi scatta quindi la mobilitazione: "In segno di protesta ci asserragliamo nella ciminiera più alta della fabbrica. Chiediamo alla politica sarda e nazionale un impegno concreto per risolvere il problema del caro energia elettrica". 

I lavoratori dell’azienda hanno spiegato dettagliatamente in una nota che oggi, 28 febbraio, “è la data entro la quale si devono presentare le soluzioni tecnico-giuridiche per interrompere la procedura di fermata dell'80% delle attività della Società, con la chiusura di interi reparti e dell'impianto di raffinazione di San Gavino Monreale. 

La situazione, legata al caro energia e le proposte di risoluzione sono state sottoscritte lo scorso 20 gennaio durante l'incontro tra la Regione Sardegna, Portovesme Srl, RsuPortovesme Srl e Segreterie Territoriali dei sindacati di categoria. 

Da ieri i dipendenti sono in assemblea permanente, nel piazzale della Portovesme srl, con presidio nella portineria degli appalti, dove sono state anche piazzate alcune tende.

Le procedure di Cassa Integrazione sono partite "mettendo addirittura in taluni casi i lavoratori gli uni contro gli altri, come si è potuto constatare in questi giorni negli appalti, anello debole del sistema produttivo che andrebbe maggiormente tutelato così come i lavoratori somministrati".

Gli operai scrivono “con grande rammarico” che il 28 febbraio è arrivato “senza che ci sia stato nessun atto concreto, sia di tipo commerciale tra privati, che di fonte governativa e/o legislativa per calmierare il prezzo e garantire la continuità produttiva – hanno aggiunto nella nota -  Prendiamo atto che gli incontri e le buone intenzioni emerse durante gli incontri con i Parlamentari sardi nei mesi scorsi e il ruolo della Regione Sardegna non hanno prodotto un risultato tangibile. A oggi i livelli istituzionali non hanno messo in campo nessuna iniziativa finalizzata a modificare le azioni dell'azienda".   

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