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L’appello delle donne ucraine a papa Francesco: Chiediamo aiuto per la liberazione dei prigionieri di guerra.

Kiev, 30 Dic 2022 - Donne, madri, mogli, sorelle chiedono alla Chiesa e alle organizzazioni internazionali di mediare per la liberazione dei propri parenti e amici in mano alle forze armate russe. Questi sono i rappresentanti di associazioni ucraine per la liberazione dei prigionieri di guerra accolti lo scorso mercoledì all'udienza generale di Papa Francesco nella sala Nervi e al termine si sono intrattenute con il pontefice. 

Secondo stime delle stesse associazioni, sarebbero 15 mila i prigionieri detenuti nelle autoproclamate repubbliche filorusse, in territorio ucraino o nelle carceri della Federazione russa, dei quali si è persa ogni traccia e contatto. Di questi 1.300 sono stati liberati dai russi. "Ci rivolgiamo alle organizzazioni internazionali come l'Onu e la Croce Rossa - spiega Viktoria, una delle donne impegnate nella ricerca dei prigionieri di guerra - chiedendo loro di agire, come anche agli ambasciatori, per esempio, della Turchia". "Ci rivolgiamo alle organizzazioni non governative, alla Chiesa ucraina. Tanti militari ucraini vengono lasciati al freddo e spesso senza cibo - continua Viktoria.

Molti soldati ucraini sono stati infatti presi prigionieri in estate ed è impossibile fornire loro vestiti caldi invernali. Tanti, inoltre, hanno bisogno di prendere medicinali ogni giorno per curare varie malattie e questo rischia di non avvenire. Tutti dobbiamo fare pressioni a livello internazionale perché si possa agire nel rispetto del diritto internazionale, per capire dove i prigionieri ucraini sono detenuti, quali sono le loro condizioni fisiche e perché le famiglie possano entrare in contatto diretto con loro. Noi siamo fiduciose perché percepiamo il supporto di tutto il mondo". "Purtroppo vediamo che la situazione si è fermata dopo un periodo di contatti e trattative tra il governo ucraino e quello russo che si parlavano attraverso mediatori - prosegue Viktoria. Chiediamo di riprendere questo processo negoziale e per questo speriamo nel sostegno delle organizzazioni internazionali, che potrebbero però fare di più rispetto alla situazione attuale. Vediamo che anche il nostro governo ucraino sta facendo molto, però tutto è fermo da diverso tempo". 

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