Kherson, 11 Nov 2022 - Isoldati ucraini sono stati accolti oggi da una folla festante nel centro di Kherson, poche ore dopo che il Cremlino aveva comunicato di aver completato il ritiro della regione. Non è dunque avvenuta la dura battaglia urbana che molti temevano, non c'era nessuna trappola pronta a scattare. Sotto occupazione dal primo marzo, Kherson era l'unica capitale regionale che i russi erano riusciti a conquistare dall'inizio dell'invasione su larga scala.
Sarebbero 30 mila i militari russi che hanno riparato sulla sponda orientale del Dnipro: qui le versioni divergono, per Mosca è stato un trasferimento ordinato, per fonti ucraine una ritirata caotica, tra soldati che si spogliano delle uniformi, abbandonano le armi, annegano nel fiume.
Diversi video geolocalizzati nella centrale piazza Svobody (libertà) mostrano l'esultanza dei cittadini davanti al palazzo del Municipio, gli slogan “gloria all'Ucraina, gloria agli eroi” scanditi in coro, le bandiere sventolate, le lacrime di gioia, gli abbracci e i selfie con i primi soldati di Kiev entrati nel centro cittadino.
Ieri sera i blogger militari filorussi riferivano che le forze russe che attraversavano il fiume si trovavano sotto un soverchiante fuoco nemico: sarebbero stati cinque, secondo il Cremlino, gli attacchi notturni dell'artiglieria di Kiev.
Quella da Kherson è stata la terza grande ritirata russa dall'inizio dell'invasione, la prima a riguardare un grande centro abitato. A marzo le forze di Mosca avevano abbandonato i dintorni della capitale Kiev, a settembre la regione nord-orientale di Kharkiv. La regione di Kherson è una delle quattro di cui il presidente russo Vladimir Putin ha rivendicato l'annessione a fine settembre: perderne la capitale rappresenta una battuta d'arresto probabilmente definitiva al piano originario che prevedeva di avanzare lungo la costa del Mar Nero, verso Mykolaiv e Odessa e fino alla Transnistria, la regione controllato de facto da Mosca in territorio moldavo. "Torna la vita a Kherson" questo il commento ai video che circolano sui social ucraini.
L'avanzata ucraina è stata più veloce di quanto le stesse autorità di Kiev suggerivano solo poche ore prima: il ministro della Difesa Oleksii Reznikov stimava una settimana di tempo. Il portavoce di Putin Dmitry Peskov ha negato che le notizie di oggi rappresentino “un'umiliazione” per il Cremlino.
Oggi sono circolate anche le immagini del crollo del ponte Antonovsky, l'unico che permetteva di oltrepassare il Dnipro nelle vicinanze di Kherson. I blogger militari filorussi affermano che probabilmente è stato fatto saltare subito dopo il completamento del ritiro. In ogni caso, era stato già gravemente danneggiato da mesi di bombardamento ucraino.
Come procederà il conflitto dopo questa importante vittoria ucraina? Gli esperti statunitensi dell’Institute for Study of War, “non valutano che i combattimenti si fermeranno a causa del clima invernale. Il fango autunnale può rallentare o fermare i movimenti militari, ma il clima invernale può danneggiare molto di più le forze russe, male equipaggiate, rispetto a quelle ucraine, che invece potrebbero essere in grado di sfruttare il terreno ghiacciato per muoversi più facilmente rispetto ai periodi piovosi".
Prosegue Isw: “Un cessate il fuoco fornirebbe al Cremlino la pausa di cui ha disperatamente bisogno per rimettersi in sesto”, per questo “i combattimenti proseguiranno sull'asse meridionale, a Bakhmut nella regione di Donetsk (l'unico luogo in cui le forze russe stanno ancora tentando offensive significative) e nel nord della regione di Luhansk. I funzionari russi sono impegnati nel tentativo di addestrare 120.000 coscritti da schierare in prima linea in primavera. Le forze ucraine probabilmente mirano a liberare quanto più territorio possibile prima dell'arrivo dei rinforzi russi”.












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