Macomer (Nu), 20 Ago 2022 – Dal post pandemia alla crisi economica scatenata dalla guerra, dalla mancanza di ricambio generazionale nei campi alla totale assenza di politiche lungimiranti fino alla mancanza di programmi elettorali per l’agroalimentare in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Nonostante sia uno dei settori trainanti dell’economia italiana, vale il 15% del Pil nazionale, l’agroalimentare è rimasto fuori dalle agende politiche regionali e nazionali. Un immobilismo totale che preoccupa il Consorzio di tutela del Pecorino Romano, che attraverso il suo presidente Gianni Maoddi richiama la politica alle sue responsabilità.
Subito politiche per la ripresa - “Nonostante la situazione nazionale e internazionale non sia delle migliori, tanto da mettere in difficoltà un settore come quello dell’agroalimentare che traina l’economia del Paese, la politica è totalmente immobile e priva di strategie, concentrata a dividersi seggi e candidature ma totalmente assente sui problemi reali che gli operatori del settore vivono”, dice Maoddi. “Gli interventi sull’agroalimentare sono totalmente spariti dalle agende e dai programmi elettorali dei partiti: nessuno parla delle difficoltà che ogni giorno vengono affrontate, non ci sono proposte concrete per risollevare il settore dopo la pandemia e la guerra, per contribuire a far fronte ai costi di produzione e trasformazione, ingigantiti da una speculazione senza precedenti come quelli di esportazione”.
Numeri eccellenti da proteggere – conclude Maoddi, la prima cosa da fare con urgenza è puntare sul ricambio generazionale, in modo da garantire un futuro alla produzione del Pecorino Romano, per la Sardegna di fondamentale importanza. E i numeri lo confermano: nel sistema delle DOP, il Pecorino Romano rappresenta il 52% dei prodotti derivanti dal latte ovino nell’UE e l’85% in Italia. Il Consorzio che lo tutela conta 12.000 aziende zootecniche, circa 25.000 addetti complessivi e 40 caseifici. Il valore alla produzione, 326mila quintali, è pari a 375 milioni di euro e al consumo di oltre 600 milioni. Com









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