Oristano, 8 Mar 2022 – Il personale della Polizia di Stato di Oristano, al termine di una brillante e rapida attività d’indagine, ha arrestato un 56enne, originario di Fonni, ma da tempo residente nell’Oristanese, in quanto responsabile della detenzione ai fini di spaccio di un ingente quantitativo di stupefacenti.
Nelle campagne di Masullas, all’interno di un ovile, gli agenti della Squadra Mobile, coadiuvato dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine Sardegna e dalle unità cinofile anti esplosivo e antidroga della Questura oristanese, hanno rinvenuto, a seguito di accurata perquisizione, oltre 250 chilogrammi di Marijuana già sbocciolata e contenuta all’interno di due cisterne di circa 2000 litri ciascuna, interrate in prossimità dell’ovile.
L’importante operazione di polizia è avvenuta a seguito di accertamenti effettuati dagli investigatori della Mobile, che da tempo avevano notato movimenti sospetti nei pressi dell’ovile. E, quindi, è stato predisposto un servizio mirato in particolare alla ricerca di armi, che si riteneva l’uomo tenesse occultate presso la sua abitazione, ma senza aver riscontro in merito.
Il controllo veniva poi esteso anche all’interno e intorno ai due capannoni che costituiscono l’ovile, dove uno dei cani antidroga e il suo conduttore hanno trovato, appeso ad una delle rotoballe di foraggio presenti sul posto, un rametto di Marijuana con ancora attaccati due piccoli boccioli di infiorescenza. Pertanto sono stati chiesti chiarimenti all’allevatore, ma questi ha riferito di non aver contezza della provenienza di quel rametto.
Le operazioni per la ricerca di armi sono terminate con esito negativo mentre proseguivano quelle in flagranza di reato finalizzate alla ricerca di stupefacenti.
A poca distanza di uno dei capannoni, adiacente ad una sala di mungitura, i poliziotti hanno notato la presenza di terra smossa e di un piccolo pezzo di nailon che spuntava dal terreno e perciò attirati da tale circostanza, hanno effettuato un controllo più accurato, accertando il fatto che lì sotto era stato certamente interrato qualcosa.
In considerazione dei fatti veniva contattato un escavatorista esperto il quale, giunto sul posto con un mezzo idoneo, ha dissotterrato le due cisterne, all’interno delle quali erano stati occultati oltre 250 chilogrammi di Marijuana.
Le successive analisi disposte dalla Procura della Repubblica ed eseguite dal Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica rilevavano un principio attivo dello stupefacente eccezionalmente alto, con picchi superiori al 25% di THC.












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