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Lavori Consiglio Sardegna – Approvato Ordine del giorno unitario “sulla strategia e le azioni da intraprendere per contrastare il preoccupante fenomeno della violenza di genere e in merito all’istituzione di un percorso di tutela per le vittime di violenza” (2).

Cagliari, 1 Ott 2021 - Il capogruppo dei progressisti, Francesco Agus, ha ringraziato le colleghe per “aver onorato la seduta solenne del Consiglio regionale” ed è entrato subito nel merito dell’argomento ricordando “che quando si discute di questi temi, si è convinti che non si possa tornare indietro rispetto ai livelli di consapevolezza nel frattempo raggiunti”. «Non è così – ha insistito il consigliere dell’opposizione – perché viviamo un tempo nel quale sono stati fatti molti passi indietro rispetto al passato anche recente». Agus ha quindi rimarcato le differenti condizioni sociali, economiche, culturali, lavorative, nel quale si consumano le violenze ai danni delle donne ed ha affermato: «Per ogni femminicidio consumato ce ne sono decine che si fermano un gradino prima».

Agus ha quindi insistito sul ruolo e sul compito del Consiglio, soprattutto in ordine alle proposte di modifica della normativa nazionale («deve essere aggiornata e il caso Dina Dore lo dimostra») e sui necessari stanziamenti per dare seguito ad azioni e programmi di contrasto e prevenzione alla violenza («dobbiamo trovare le risorse per i centri anti violenza, per migliorare l’efficacia del reddito di libertà ed inserire le figure professionali utili a garantire sostegno alle donne in crisi»). In chiusura dell’intervento la proposta di un confronto con Corecom, ordine e sindacato dei giornalisti al fine di evitare alcune banalizzazioni o peggio strumentalizzazione nelle cronache dei delitti.

Ha concentrato il suo intervento sulle conseguenze del confinamento per Covid il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau che però in apertura, ha sottolineato in maniera critica “l’assenza del presidente del Consiglio e di quello della Regione dai lavori della seduta statutaria”. Sul tema oggetto del confronto, l’esponente della minoranza ha insistito sul fatto che “la pandemia ha acutizzato le differenze di genere e moltiplicato gli episodi di violenza tra le mura domestiche, provocando un preoccupante incremento dei femminicidi”. Il consigliere dei democratici ha quindi elencato una serie di disparità che penalizzano le donne nel lavoro e nella quotidianità dell’esistenza. «In Sardegna – ha spiegato Ganau – nelle dinamiche di genere registriamo più 20% di occupati maschi rispetto alle donne e nonostante queste abbiano più alti livelli di istruzione, tendono ad avere salari inferiori rispetto a quelli riservati ai maschi». «Serve sconfiggere le diseguaglianze di genere – ha dichiarato il capogruppo – con adeguate politiche per l’occupazione e con efficaci politiche per la famiglia».

L’esponente dell’esecutivo regionale ha quindi ribadito la conduzione delle politiche assessoriali in linea con quanto stabilito dal piano strategico nazionale che fonda su quattro assi: prevenzione, sostegno, perseguire gli autori di violenza, assistenza e promozione. Nieddu ha quindi ricordato l’integrazione tra i diversi interventi di contrasto alla violenza di genere e non ha mancato di evidenziare gli effetti della convivenza forzata a causa del confinamento, sulla recrudescenza dei fenomeni di violenza sulle donne. «Si pensi – ha spiegato l’assessore – alle difficoltà nelle quali hanno dovuto operare i centri anti violenza o all’interruzione forzata di tanti progetti personalizzati per l’uscita dal tunnel della violenza».

«La nostra Regione – ha però affermato l’assessore – può dirsi all’avanguardia nel contrasto alle violenze di genere e non sono poche le azioni e le misure su cui possiamo contare». Tra le positive novità anche l’istituzione e l’operatività dell’osservatorio regionale con un dedicato sistema informatico, nonché una sostanziale uniformità nei diversi centri di accoglienza. La Regione conta su undici centri antiviolenza mentre 5 sono le case di accoglienza. I principali stanziamenti riguardano: circa 715 mila euro per il reddito di libertà, 200 mila euro a valere sulla legge 20 e altrettanti per le politiche per le pari opportunità.

A conclusione dell’intervento dell’assessore Nieddu, il presidente dell’Assemblea, Giovanni Antonio Satta, ha sospeso la seduta per favorire la presentazione di un ordine del giorno unitario. (A.M.)

Alla ripresa dei lavori, il vice presidente Satta ha informato l’Aula del rientro dal congedo del consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, e ha annunciato che è stato presentato un ordine del giorno unitario, sottoscritto da tutti i rappresentanti dei gruppi “sulla strategia e le azioni da intraprendere per contrastare il preoccupante fenomeno della violenza di genere e in merito all’istituzione di un percorso di tutela per le vittime di violenza”.

Tra i principali interventi, il testo impegna il Presidente e la Giunta ad assicurare continuità ai finanziamenti, alle attività e al funzionamento dei centri e delle reti antiviolenza territoriali e dei centri e servizi per uomini autori di violenza al fine di rafforzare la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e a prevedere sempre maggiori azioni per il reinserimento economico e sociale, con particolare attenzione al mondo del lavoro, delle donne vittima di violenza; garantire, attraverso l'istituzione del ''Fondo di solidarietà alle vittime di violenza e ai loro figli" con interventi di sostegno a titolo di contributo spese per le cure mediche e psicologiche e per il completamento del percorso formativo e autonomia; costituzione e implementazione della “rete regionale contro la violenza di genere”, definire l’iter di attuazione del percorso di protezione denominato “Rete regionale contro la violenza di genere”, adottare  il “Piano regionale triennale di prevenzione e contrasto alla violenza e alle discriminazioni legate all’identità di genere.

Tra i punti principali dell’ordine del giorno anche quello di istituire l’Assessorato per le Pario opportunità e la Commissione speciale per la lotta alla disparità di genere, valorizzare la differenza di genere e l’affermazione della specificità, libertà e autonomia femminile per il raggiungimento della parità giuridica, sociale ed economica; approvare un piano strategico di valenza pluriennale per il contrasto alla violenza e alla discriminazione per motivi legati al sesso, al genere, all'orientamento sessuale ed all'identità di genere attraverso una doppia azione di educazione e prevenzione con progetti che coinvolgano ogni scuola di ordine e grado, anche attraverso protocolli di intesa con l'Ufficio scolastico, ma anche operare per la rimozione di ogni forma di disuguaglianza pregiudizievole, di discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle persone, indipendentemente dal loro genere. Il testo impegna il Presidente e la Giunta anche a dare attuazione  ad  implementare  il finanziamento  dei  programmi  di  sensibilizzazione e prevenzione in cui siano previsti contenuti e modalità di comunicazione,  nonché gli strumenti, accessibili a tutti i soggetti interessati e in particolare a tutte le donne e persone con disabilità, in particolare sensoriali, intellettive e psico-sociale per rendere operativa la presa in carico integrata da parte dei soggetti facenti parte della rete antiviolenza; inoltre, il materiale informativo deve essere fornito in formati adatti ad essere consultati dalle stesse donne con diverse disabilità; e infine a promuovere percorsi specifici per assicurare ai figli delle vittime di violenza un adeguato sostegno psicologico, il diritto allo studio e alla formazione, anche attraverso l'erogazione di contributi economici, nonché azioni per agevolare il loro inserimento nel mondo lavorativo. Il presidente ha quindi messo in votazione il documento che è stato approvato. 

La seduta è stata chiusa, il Consiglio regionale sarà convocato a domicilio. Com

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