Cagliari, 13 Magg 2021 - L’Aula è poi passata all’esame dell’emendamento sostitutivo totale n.1084 (Mula e più). L’emendamento proposto dalla maggioranza prevede la creazione di un servizio studi regionale quale ufficio di rango dirigenziale nella Presidenza della Regione. Un servizio con compiti di studio, ricerca e documentazione a supporto dell’attività deliberativa ed amministrativa della Giunta regionale. La dotazione organica e la specificazione delle funzioni è definita con decreto del presidente della Regione, previa delibera di giunta. Il servizio studi è preposto un direttore di servizio.
Contro l’emendamento 1084 si è pronunciato il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Non si capisce perché si voglia cedere questo servizio all’esecutivo – ha detto Agus – se passa questo emendamento il nostro servizio studi sarà definitivamente affossato».
Sulla stessa linea la consigliera del M5S Desirè Manca: «Si pensa alle nomine di nuovi dirigenti e si dimenticano i lavoratori come accaduto con quelli del Porto Canale di Cagliari che oggi hanno protestato sotto il Consiglio regionale e che nessuno ha voluto ascoltare». Negativo anche il giudizio di Roberto Li Gioi (M5S) (“è la fotografia nitida della volontà del presidente della Regione Christian Solinas”) e Piero Comandini (Pd). Per il consigliere del Partito Democratico l’emendamento punta a far decadere tutti quelli proposti dalla minoranza: «E’ il solito “canguro” utilizzato per metterci il bavaglio – ha detto Comandini – ma noi continueremo a dare battaglia. Con questa proposta volete mettere una pietra tombale sull’Ufficio Studi del Consiglio regionale per crearne uno che farà riferimento solo alla Giunta».
Contrario Massimo Zedda (Progressisti): «Un Ufficio studi sarebbe stato utile per definire un piano per la ripresa ma non è servito nemmeno a questo – ha detto Zedda – la cocciutaggine della Giunta ha impedito che si ragionasse su progetti nell’interesse della Sardegna. Non avete tenuto conto della pandemia, si è pensato solo alla moltiplicazione delle poltrone».
Un voto negativo ha annunciato il capogruppo di Leu Daniele Cocco: «Vedo che è arrivata in aula l’assessore al Personale Valeria Satta. Avremo finalmente l’occasione per capire se è contraria a questa legge o se invece la ritiene utile – ha detto Cocco – per noi deve essere completamente rivista».
Ha quindi assunto la presidenza dell’Aula il presidente Michele Pais.
Contro l’emendamento si sono pronunciati Maria Laura Orrù (Progressisti), Alessandro Solinas (M5S), Eugenio Lai (Leu). «Continuate a d aggiungere dotazioni organiche in surplus – ha detto Lai – i nuovi posti che andrete a creare non sono 60, saranno molti di più».
Messo in votazione l’emendamento n.1084 ha ottenuto il via libera del Consiglio (34 sì, 20 no e 1 astenuto).
Il presidente Pais ha quindi aperto la discussione sull’articolo 6 “Modifiche all'articolo 30 della legge regionale n. 31 del 1998 (Sostituzione dei direttori generali e di servizio)”. Ottenuto il parere del relatore di maggioranza e della Giunta, il presidente ha dato la parola al primo degli iscritti: il consigliere dei progressisti Massimo Zedda. L’esponente dell’opposizione, dopo aver ribadito le critiche sull’impianto complessivo della legge, si è concentrato sull’articolo in esame: «Si sta cercando di introdurre un sistema per aggirare la norma che consente ai vecchi nominati di operare per un tempo congruo, solitamente corrispondente alla durata di una legislatura – ha detto Zedda – in questo modo si nominano nuove figure senza sostituire le vecchie. Non è che l’articolo 6 è pensato per qualcuno che ha partecipato al pranzo di Sardara?».
Critico anche il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Con questo articolo sarà possibile, attraverso l’inerzia, mantenere un facente funzioni per tutta la durata della legislatura. Sarebbe utile sapere quanti e chi sono i facenti funzioni nominati dalla Giunta – ha detto Agus – dal sito della Regione non si capisce, sarebbe il caso di correggere gli errori presenti nell’organigramma. Questo articolo avrà ripercussioni non su tutti i sardi, ma su chi oggi fa il facente funzioni di un ente o di un’agenzia della Regione».
Per Giuseppe Meloni (Pd): «La decisione di presentare quest’articolo è coerente a quanto si è fatto nel corso di questa legislatura – ha detto Meloni – tutte le decisioni sono state rimandate. La maggioranza stava litigando fino a mezzora fa. Da due anni tiene in ostaggio il Consiglio. Questo articolo è l’emblema di questo Governo». Segue







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