Cagliari, 13 Magg 2021 - Dopo Meloni ha preso la parola Solinas (Cinque stelle), che ha detto: “Do il bentornato al presidente Solinas, che mancava dall’aula da tanto tempo. Immagino si sia conclusa la prova di forza dentro la maggioranza. Mi auguro che intervenga e ci spieghi un po’ di cose ma certo questa legge dimostra che il presidente Solinas vuole creare una piramide alternativa a quella esistente per gestire il potere. Mentre la Sardegna è in gravissima difficoltà e rischia di esserlo sempre di più siamo in quest’Aula da un mese e mezzo a discutere una legge inutile”.
Per Maria Laura Orrù (Progressisti) “è necessario fare chiarezza su tante cose, compresi i contributi elettorali dati da una società per realizzare una discarica e incassati dai Fratelli d’Italia in Sardegna, Una faccenda poco chiara di cui parla oggi il quotidiano Domani”.
Ha preso la parola l’on. Daniele Cocco (LeU), che ha riferito di un colloquio con l’assessore Nieddu circa i disservizi della sanità nuorese. “Io non capisco più con chi devo interloquire per risolvere un problema grave. A Nuoro si rischia la vita da più di un mese per mancanza di strumentazione. Ecco perché la Regione va riformata. Ma non così”.
Per il Pd Comandini si è detto soddisfatto ironicamente perché “la pace è tornata in famiglia e la polvere è messa sotto il tappeto. Cosa possono sperare di più i sardi di fronte a una situazione così felice? Avete dimostrato in questi anni di saper stare insieme soltanto quando vi dividete il potere. Ho avuto anche molta fiducia nella Lega e ho creduto alle sue parole sulla necessità di organizzare la stagione turistica ma alla fine di questa giornata mi rendo conto che la volontà di stare insieme per un obiettivo comune voi non ce lo avete”.
Sempre dal Pd Corrias ha segnalato il fatto che “tutta la vostra azione politica si informa intorno a scelte arbitrarie. Diteci quali sono i vostri scopi visto che avete previsto più di cinque milioni di euro per gli uffici di gabinetto del presidente della Regione e degli assessori. Avete cancellato o no quella norma? Ci consentite o no di parlare di sanità, un tema decisamente più urgente per i sardi?”.
Il capogruppo del Pd ha ribadito le ragioni dell’opposizione: “E’ un provvedimento sbagliato per contenuti e per tempistica”, ha detto Gianfranco Ganau, “e vedrete quante impugnazioni ci saranno da parte del governo verso questo testo di legge. Nulla si dice invece sui progetti strategici per la Sardegna, nulla si fa per istruire nelle commissioni dei provvedimenti che arrivino migliorati in Consiglio, come una riforma vera della Regione e dei suoi assessorati”.
L’on. Roberto Deriu (Pd) ha chiesto la convocazione della Giunta per il regolamento mentre l’on. Eugenio Lai (LeU) ha detto che “tutti i consiglieri di maggioranza che sino all’altro giorno dicevano che questa legge è una vergogna oggi sono addirittura in silenzio. E’ tutto molto chiaro: nulla si dice della crisi economica che la Sardegna sta vivendo e interessa soltanto eliminare la meritocrazia dalla Regione Sardegna”.
Per Desirè Manca “è un miraggio la presenza del presidente Solinas, dopo 47 giorni dalla presentazione di questa vergognosa legge. Glielo dico in faccia: lei ha avuto il coraggio di tenerci in ostaggio qui per 47 giorni per accontentare i suoi appetiti. Una legge con cui regalate più di sei milioni di euro pubblici per nomine fiduciarie: 240 mila euro l’anno al segretario generale, 700 mila euro per i capi dipartimento, tutti fiduciari. Tre capi di gabinetto per il presidente e pure gli addetti al cerimoniale, le leggi che disciplinano i funerali. Nulla che riguardi i vaccini, i ritardi nei ristori o proposte per la crisi che vive il popolo sardo”.
E’ intervenuta poi Caddeo (Progressiti), che ha ribadito “la richiesta al presidente Solinas di tornare in commissione ritirando il provvedimento di legge. E’ una legge inopportuna in questo momento storico oltre ad avere una copertura finanziaria eccessiva. Ma non è possibile affrontarla a metà della legislatura. Sarà impossibile spiegarla, anche ai vostri elettori che non potranno partecipare ai concorsi per i posti che assegnerete fiduciariamente”.
Il presidente del Consiglio ha messo in votazione l’emendamento soppressivo 250 all’articolo 6 e su questo ha preso la parola Agus (Progressisti): “Questa norma è una evidente intrusione, non è chiaro cosa voglia fare la giunta. È una norma comunque irricevibile”.
Da più parti l’opposizione ha chiesto alla Presidenza del Consiglio di indicare l’orario di conclusione dei lavori. Per l’on. Manca (Cinque Stelle) “l’emendamento 250 soppressivo è da condividere”. L’esponente pentastellata ha rievocato il contenuto del provvedimento e le nomine fiduciarie.
A favore dell’emendamento è, poi, intervenuto Massimo Zedda (Progressisti) che ha sottolineato che la maggioranza si sta addentrando in una materia assai delicata, che è già stata oggetto di attenzioni particolari. Per Zedda è rischioso sanare con legge vicende che riguardano nomine. Zedda ha suggerito d’ approvare questo emendamento e cassare l’articolo 6. Roberto Li Gioi (M5S) ha annunciato il voto favorevole ai quattro emendamenti presentati dalla minoranza e ha evidenziato come sembra che il gruppo della Lega si sia ricreduto su quanto affermato precedentemente sul Dl in esame. Maria Laura Orrù (Progressisti) ha rimarcato la scarsa presenza in aula sia del presidente Solinas sia dell’assessore degli Affari generali, Valeria Satta, e ha ribadito che anche diversi sindacati, che rappresentano i dipendenti regionali, si sono espressi contro questo disegno di legge.
Il presidente Pais ha messo in votazione l’emendamento 250 (=261=798=892) che è stato approvato con 52 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astenuto.
Sull’ordine dei lavori è intervenuto il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, che ha chiesto di capire a che ora si sarebbero chiusi i lavori, suggerendo una convocazione della Conferenza dei capigruppo.
Il presidente Pais ha aperto l’esame dell’emendamento 262 (Zedda e più) che inserisce l’articolo 6bis “Disciplina del telelavoro e del lavoro agile”. Sull’ordine dei lavori è intervenuta la consigliera del M5S Desirè Manca ha chiesto al presidente Pais di tutelare tutti consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione. Manca ha chiesto al presidente Pais quale fosse la sua idea sull’ordine dei lavori. Il presidente ha garantito che non c’era l’intenzione di lavorare ad oltranza.
Sull’ordine dei lavori è intervenuto Massimo Zedda (Progressisti), che ha chiesto chiarimenti su alcuni emendamenti dichiarati decaduti. Sul 263 il presidente Pais ha affermato che è stato trasferito all’articolo 11, mentre sul 917 ha affermato che avrebbe fatto un approfondimento con gli uffici.
Zedda ha quindi illustrato l’emendamento aggiuntivo 262 che vuole disciplinare il telelavoro e il lavoro agile nella Amministrazione regionale. Zedda ha ricordato la differenza tra il telelavoro e il lavoro agile, ricordando che quest’ultimo può essere svolto ovunque, e non necessariamente dalla propria abitazione, e che i dipendenti vengono valutati in base ai carichi di lavoro attribuiti giornalmente e mensilmente. Zedda ha sottolineato che grazie al telelavoro alcune tipologie di dipendenti hanno potuto contare su una migliore qualità di vita anche con un beneficio economico legato al risparmio su spostamenti e affitti. Il telelavoro è molto importante, secondo Zedda, anche per ridurre il rischio di spopolamento dei piccoli centri. Favorevole all’emendamento anche la consigliera dei Progressisti Maria Laura Orrù, che ha ribadito l’importanza dell’introduzione del lavoro agile e del telelavoro.
Il presidente Pais ha sospeso i lavori in aula per due minuti. Alla ripresa ha messo in votazione l’emendamento 262 che è stato approvato con 51 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astenuto.
Il presidente Pais è passato all’articolo 7 tra le proteste dell’opposizione. Dopo il parere del relatore di maggioranza e della Giunta sugli emendamenti, il presidente Pais ha chiuso la seduta. Com







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