Press "Enter" to skip to content

Gentiloni e Presidente Conte: “Piano europeo è svolta storica, ora stati approvino”

Bruxelles, 28 Maggio 2020 - Il piano europeo da 750 miliardi di euro per fronteggiare gli effetti del coronavirus sull'economia del vecchio continente proposto dalla commissione di Bruxelles è una "svolta storica", perché "siamo abituati a una politica economica dell'Ue fatta solo di regole, tetti e controlli. Adesso ci saranno certamente le regole, i tetti e i controlli, ma la politica economica europea avrà delle risorse comuni".

Lo afferma il commissario europeo agli Affari economici, Paolo Gentiloni, a Radio Anch'io. "Adesso vedremo quando gli Stati membri daranno il via libera a questa proposta - ha aggiunto - la commissione ha fatto la sua parte in modo adeguato e persino ambizioso.

La commissione è pronta ad emettere questi titoli, a finanziare questi programmi. Alcuni partiranno già quest'anno, altri collegati al prossimo budget del bilancio europeo partiranno l'anno prossimo" Con i cosiddetti Paesi frugali "l'accordo non sarà facile, ma ci si arriverà", ha aggiunto Gentiloni, ai microfoni di Radio Anch'io parlando del piano di rilancio dell'economia da 750 miliardi di euro "Next Generation Eu", proposto ieri dalla Commissione europea.

"Penso che le loro grandi imprese e i loro sindacati - ha proseguito Gentiloni - siano assolutamente convinti che qui si tratta non di fare un'operazione caritatevole perché nessuno le chiede, ma si tratta di perseguire degli interessi comuni, che sono anche gli interessi delle imprese svedesi, danesi e olandesi e dei loro lavoratori. Perché - ha insistito - il mercato unico ha i suoi vantaggi e non è che ci si può rinunciare facilmente. Questi sono tra i Paesi che ne approfittano di più. Quindi io ho visto una reazione iniziale che non è stata di porta in faccia ma la tipica reazione che è solo l'inizio di un negoziato. E sul piano diplomatico io interpreto una reazione di questo genere come una reazione che rende possibile un accordo. Non sarà facile ma ci si arriverà".

Anche il presidente Conte ha detto di aver sempre creduto quando in pochi ci avrebbero scommesso sul Recovery fund europeo.

“In molti, anche sul piano interno, mi invitavano ad essere cauto e a non espormi dicendo che avrei sicuramente rimediato una cocente sconfitta politica. Ma sono stato sempre consapevole che una reazione europea forte e unitaria era assolutamente necessaria non solo per l’Italia ma anche per il futuro stesso dell’Europa”.

Con i leader europei più contrari o perplessi – ha aggiunto Giuseppe Conte - mi sono confrontato più volte, anche in modo molto franco, invitandoli a considerare che senza una risposta adeguata avremmo distrutto il mercato unico e compromesso irrimediabilmente tutte le catene di valore. Una risposta buona ma tardiva sarebbe stata inutile”. Il premier riconosce che “ora c’è ancora molto da lavorare. Ci aspetta un Consiglio europeo molto impegnativo e dobbiamo cercare di rendere tempestiva l’attivazione di questi nuovi strumenti”.

More from ARCHIVIOMore posts in ARCHIVIO »