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Benzinai: “No sciopero. Rischio di chiusura per mancanza di liquidità”. Conte: “Troveremo soluzione”

Roma, 25 Mar 2020 - Il governo cerca di scongiurare lo stop dei benzinai che - secondo i rappresentanti di categoria - dovrebbe già partire da questa notte: "Non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio", sostengono in una nota. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha convocato una conference call con i presidenti delle associazioni dei distributori di carburanti. La conference, secondo quanto si apprende, dovrebbe tenersi nel pomeriggio, alle 16.

L'eventuale chiusura delle pompe di benzina - spiega Alessandro Zavalloni, Segretario generale della Fegica Cisl (Federazione Italiana Gestori Carburanti e Affini) non è uno sciopero, che "non è stato mai proclamato alcuno sciopero, né c'è stata l'intenzione di farlo. Noi siamo impegnati a rimanere aperti e a mantenere il servizio. E spiega: "Si rischia di chiudere perché stanno esaurendosi le scorte sottoterra, non abbiamo liquidità per acquistare e le compagnie non portano il prodotto se non vengono pagate sull'unghia. Chiediamo la sospensione temporanea del pagamento del prodotto. Nell'emergenza c'è bisogno di strumenti di emergenza, abbiamo provato a chiedere delle turnazioni. Non siamo eroi, non siamo martiri, ma non vogliamo neanche essere carne da macello per strada" conclude.

Sulla questione - ieri sera, durante un intervento tv - è intervenuto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: "La rifornitura di carburante è necessaria, indispensabile per far funzionare la macchina dello Stato e servire tutta la comunità nazionale soprattutto in emergenza - ha sottolineato - Invito tutti gli addetti ai lavori a soprassedere all'annuncio fatto di sciopero. Troveremo una soluzione con la ministra De Micheli. E comunque non consentiremo si arrivi all'interruzione di questo servizio".

"Noi, da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio", spiega una nota congiunta dei sindacati Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommerci. Gli addetti al rifornimento hanno subito una riduzione pesantissima delle entrate ma difficilmente possono abbassare la saracinesca.

I concessionari autostradali, su richiesta dei dicasteri, si dicono disponibili ad applicare misure provvisorie di sostegno come la sospensione del corrispettivo contrattuale da parte dei gestori di carburante e la gestione della pulizia dei piazzali. Dal canto loro, i gestori potranno concordare con i concessionari autostradali periodi di apertura alternata, in funzione della dinamica del traffico. I dicasteri, comunque, sottolineano che dovranno essere, in ogni caso assicurati, i rifornimenti in modalità self-service. Il tutto, ovviamente, per garantire la mobilità delle merci e dei servizi essenziali del trasporto.

Il Garante della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali invita le stesse Organizzazioni sindacali a revocare immediatamente l'astensione, ribadendo che il fermo invito fino al 30 marzo 2020, per tutte le organizzazioni sindacali, a non effettuare scioperi che coinvolgano i servizi pubblici essenziali, che rischiano di aggravare la condizione dei cittadini durante lo stato di emergenza epidemiologica.

"Gli imprenditori hanno ragione, essendo fuori dai benefici concessi dal governo. Subiscono il danno generato da questa emergenza ma non sono difesi dallo stato. Dobbiamo scongiurare serrate come quella dei benzinai che erogano un servizio essenziale. Il nostro obiettivo è quello di evitare i fallimenti delle nostre imprese" dice il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani.