Roma, 23 Dic 2019 - Un tasso alcolemico dell'1,4 ed esito non negativo per altre varie sostanze stupefacenti, pari a tre volte quello consentito dalla legge per mettersi alla guida. Questi i risultati dei test compiuti su Pietro Genovese, figlio del regista Paolo, indagato a piede libero con l'accusa di omicidio stradale per aver investito e ucciso le due 16enni nella notte tra sabato e domenica a Corso Francia a Roma. Sul passato del 20 enne ci sarebbero anche due casi di possesso di droga. Nel pomeriggio intanto - all'istituto di medicina legale dell'università della Sapienza - verrà effettuata l'autopsia sui corpi delle due ragazze come disposto dal Pm Roberto Felici.
Inviata entro oggi alla Procura informativa della Polizia di Roma Capitale sull'incidente Sarà inviata entro oggi in procura a Roma dagli agenti della Polizia di Roma Capitale del Gruppo Parioli un'informativa dettagliata sull'incidente. Nella comunicazione di notizia di reato sono contenuti gli esiti dei rilievi eseguiti sul luogo dell'incidente, i primi risultati degli esami tossicologi, le testimonianze raccolte e le altre fonti di prova emerse nel corso dell'attività investigativa. Al 20enne alla guida, Pietro Genovese, sono stati sequestrati la macchina e il cellulare, quest'ultimo in particolare per verificare se il giovane lo stesse utilizzando.
Sarebbe risultato positivo agli esami alcolemici e tossicologici Pietro Genovese. Lo si apprende da fonti della polizia locale. A quanto riferito solo ulteriori esami, i cui esiti arriveranno nei prossimi giorni, potranno stabilire i parametri ed il livello di sostanze rinvenute.
"Voglio giustizia, non vendetta". È quanto ha riferito la mamma di Camilla al suo legale, l'avvocato Cesare Piraino. "Il padre, la madre e la sorella di Camilla sono distrutti per quanto accaduto - spiega il penalista -. Una famiglia unita, colpita in modo tragico da questa vicenda. Attendiamo i risultati dell'esame autoptico, verrà svolto un esame esterno delle salme, per accertare la dinamica di quanto accaduto". La mamma di Gaia lancia un appello: "Chiunque abbia ritrovato il cellulare di mia figlia lo consegni alle forze dell'ordine".
"Una strada in cui di notte tutti corrono può diventare pericolosa". Corso Francia, la via di Roma dove hanno perso la vita due sedicenni investite, viene descritta così dai suoi frequentatori. Mentre sono ancora tutte da chiarire le dinamiche che hanno portato al tragico incidente, sotto i riflettori finisce la sicurezza stradale. Con l'osservatorio Asaps (l'Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) che sottolinea: "Sono stati 612 i pedoni morti sulle strade italiane nel 2018, circa due al giorno, con un incremento del 2% rispetto al 2017 e del 7,4% rispetto al 2016. La città che ha registrato il maggior numero di decessi è Roma con 59, dieci in più rispetto al 2017".
Mentre sul luogo dell'impatto con l'auto che le ha investite si accumulano mazzi di fiori per le giovani, un loro amico si sfoga: "Ieri tornavano a casa dopo aver passato la serata in giro. Qui a Corso Francia corrono tutti e spesso passano col semaforo rosso". Interpellato dall'Ansa anche Alessio Ottaviano manager del ristorante T-Bone Station racconta: "Poco dopo la mezzanotte abbiamo sentito un grande frastuono e come me sono usciti anche alcuni clienti dal locale. Pensavamo ad un tamponamento, poi abbiamo visto le due ragazze per terra. Sulle dinamiche non possiamo dire nulla, non ho visto. Quella è una strada larga, dritta, dove di notte tutti corrono e che per questo può diventare pericolosa. Bisognerebbe fare qualcosa per obbligare la gente a mantenere una velocità adeguata".
A stretto giro interviene il vicepresidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani (FI): "In quel tratto di Roma Nord troppi corrono come forsennati e aumenta il dolore per una disgrazia che poteva essere evitata". Durissimo il Codacons secondo cui "Roma è una vera e propria 'giungla stradale' dove regna oramai l'anarchia e il rispetto delle regole del Codice della strada è sempre più un miraggio. A dirlo - afferma il presidente Carlo Rienzi - sono i numeri ufficiali su incidenti, morti e feriti registrati sulle strade della capitale: il 2018 si è chiuso con un bilancio tragico di 143 morti a Roma, di cui oltre un terzo (57 vittime) sono proprio pedoni. Non va meglio nel 2019: solo nei primi 11 mesi dell'anno, e solo nell'area urbana della città (escluso Gra e zone oltre il Gra) gli incidenti sono stati 27.000, con 111 vittime e 12.568 feriti". Secondo l'associazione dei consumatori l'elevata incidentalità in città è "determinato da un lato dall'assenza di controlli da parte delle forze dell'ordine, dall'altro dal peggioramento delle condizioni dell'asfalto e dalla segnaletica inadeguata".
Cordoglio dal Campidoglio con la sindaca Virginia Raggi che in giornata esprime "profondo dolore per la tragica morte" delle due ragazze e aggiunge: "Aspettiamo che si faccia chiarezza ma guidare in modo responsabile è un dovere".











