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Congresso mondiale delle famiglie voluto solo dall’estrema destra: al via tra le polemiche la kermesse di Verona.

Verona, 29 Mar 2019 - Piazza Bra "blindata" ma situazione tranquilla senza contestazioni stamani, per l'avvio dei lavori del controverso 13/o Congresso mondiale delle famiglie, che andrà avanti a Verona fino a domenica.

All'apertura della kermesse al palazzo della Gran Guardia il governatore del Veneto Luca Zaia: "L'omofobia per me è una malattia, una patologia. Per cui io non sono qui a parlare male di tutto quello che sono le coppie omosessuali".

"In questo Paese è riconosciuto un diritto sacrosanto alle unioni e quindi alla legittimazione giuridica della coppia omosessuale punto e basta. Tutto il resto sono divagazioni sul tema che in un paese libero si possono assolutamente portare avanti ma che non centrano nulla con quella che poi è la realtà", conclude Zaia.

"La famiglia originale, doc, divinae pienamente umana, non confessionale, è la più autentica culla della vita, generatrice di civiltà, prima e insostituibile scuola di valori civili". Lo ha affermato il vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, nel saluto al Congresso.

"Dobbiamo focalizzarla in quanto realtà umana - ha aggiunto Zenti - per il resto ci pensiamo noi vescovi, che siamo su un altro piano. Auspico un dialogo sereno e obiettivo, con argomentazioni razionali, per far riscoprire la famiglia come valore imprescindibile in cui ci si senta al sicuro come nel grembo materno. Sappia mantenersi sempre di alto profilo nel quadro valoriale senza prestare il tallone d'Achille a chi aspetta la polemica".

Le accuse di chi contro-manifesterà domani parlano di evento medioevale, di una visione che tende a sminuire il ruolo della donna. I promotori, da parte loro, assicurano che si tratta di un Congresso in cui trionferà il modello della famiglia tradizionale, quella composta cioè da un uomo e una donna, tutto "in linea con i principi della Costituzione".

Il Congresso di Verona, del resto, ha visto spaccarsi nettamente su due posizioni contrapposte le due anime del governo, il M5s, contrario e al lavoro su una "riposta" alla kermesse veronese negli studi di Cinecittà, e la Lega che a Verona andrà in forze con ben tre ministri. Con una battaglia che è proseguita fino a qualche giorno fa e che ha visto alla fine la vittoria di chi ha preteso che venisse tolto il patrocinio di Palazzo Chigi, ovvero il M5s e il premier Giuseppe Conte.