Roma, 16 Ott 2018 - "Voglio essere sincero, a me non risulta questa cosa. Farò le dovute verifiche ma non mi risulta nulla di simile". L'ha detto il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti commentando a margine di una conferenza stampa la notizia secondo la quale nel corso del Consiglio dei ministri di ieri sera sarebbe stato abolito il numero chiuso per la facoltà di Medicina.
Dell'abolizione se n'era parlato, ma non era stato annunciato come un provvedimento imminente addirittura inserito nella manovra economica del governo. E invece ieri al termine del Consiglio dei Ministri che ha varato il decreto fiscale e disegno di legge sul bilancio di previsione dello Stato per il 2019 ecco che è spuntata anche questa misura: "Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi", è scritto nel testo.
Una scelta che dovrebbe riguardare migliaia di studenti che, finora, hanno dovuto cimentarsi con un test (molto contestato) per accedere alle facoltà di Medicina di tutta Italia. Il numero chiuso ha sempre suscitato molte polemiche tra i fautori - in genere rettori universitari - e contestatori, soprattutto in questo caso famiglie e associazioni degli studenti che spesso hanno denunciato un eccesso di difficoltà e l'inadeguatezza dei quiz. Di certo c'è che - ad esempio - solo quest'anno gli aspiranti camici bianchi sono stati 66.907 (erano 62.695 nel 2016) e i posti disponibili a Medicina e Odontoiatria circa diecimila: praticamente solo uno su 7 ce l’ha fatta.
II ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, aveva parlato in passato di revisione e allargamento del numero dei candidati, ma della decisione presa dal Cdm a quanto pare non è stato informato. Certamente a trarre vantaggio da questa decisione saranno soprattutto gli studenti che dal prossimo anno potranno iscriversi liberamente a una dei corsi di studi più ambiti, difficili e importanti. Non mancano però anche in questo caso le critiche.
"Ci aspettavamo un intervento importante del governo nel campo della formazione dei medici, ma l'abolizione del numero chiuso per l'accesso alle facoltà di Medicina, senza un congruo aumento delle borse di specializzazione rischia di essere un boomerang". Lo afferma il presidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Pierluigi Marini. "I giovani laureati in medicina che non entreranno nelle scuole di specializzazione si troveranno in una sorta di imbuto: non potranno accedere ai concorsi pubblici e dovranno per forza di cose cercare lavoro all'estero. Se non si aumentano le borse di specializzazione assisteremo ad una nuova fuga di cervelli all'estero".
"Si parla di eliminazione del numero chiuso a Medicina: bene l'intenzione, sosteniamo da anni che l'attuale sistema di accesso vada superato. Ma non si dice in quale modo, non si fa un minimo accenno alla copertura economica e agli investimenti che si devono fare per attuare una simile manovra da subito. Così facendo si rischia solo di mandare in tilt le Università. Oltretutto si parla solo di medicina, dimenticando altri corsi di studio, come ad esempio architettura, dove la barriera di accesso all'entrata deve essere eliminata subito in quanto i richiedenti sono addirittura inferiori rispetto ai posti disponibili".








