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Attentato Londra: rivelati i nomi di due dei tre attentatori e poi rilasciate le 10 persone detenute

Londra, 6 Giu 2017 - La polizia britannica ha diffuso le generalità di due dei tre responsabili degli attacchi terroristici di sabato a Londra, rivendicati dall'Isis. Gli assalitori sono stati uccisi dalla polizia dopo avere causato la morte di sette persone e il ferimento di altre 48, prima investendo passanti sul London Bridge e poi compiendo un attacco con coltelli al Borough Market. Si tratta, infatti, di Khuram Butt, nome anticipato dalla Bbc, e di Rachid Redouane.

Butt aveva 27 anni, era sposato con figli, viveva a Barking, zona Est di Londra, in un'abitazione perquisita ieri. Di origini pachistane, considerato capo della cellula, era apparso in un documentario dell'emittente Channel 4 sui fondamentalisti islamici legati ad Anjem Choudary, un predicatore in carcere. Butt era conosciuto dai servizi di sicurezza britannici, ma non c'era nessuna prova che stesse pianificando un attentato.

Redouane invece aveva 30 anni e diceva di avere doppia nazionalità, marocchina e libica, ha riferito il capo della polizia nazionale antiterrorismo Mark Rowley.

I tre terroristi sono stati uccisi dalla polizia dopo aver assassinato sette persone e averne ferite altre quarantotto. Le identificazioni formali degli autori dell'attacco devono ancora essere completate.

Sono state tutte rilasciate le 10 persone fermate in questi giorni nelle indagini sui possibili fiancheggiatori dei tre terroristi che sabato hanno fatto strage a Londra. Lo ha reso noto la polizia, precisando che ogni accusa nei loro confronti è caduta. Il provvedimento è stato deciso dopo la conferma dell'identificazione dei tre killer, tutti uccisi dagli agenti al conclusione dell'attacco.

Per il Regno Unito oggi però è il giorno dello scontro politico. Sotto accusa Theresa May, come ex ministro dell'Interno, per i tagli ai fondi della polizia.

Il leader laburista Jeremy Corbyn invoca apertamente le dimissioni del capo del governo ancor prima delle elezioni di giovedì 8 "per aver presieduto ai tagli" imposti alle forze di polizia mentre era ministro dell'Interno. Intanto i sondaggi vedono ridursi il margine del vantaggio dei conservatori: il partito del premier si attesta al 44% contro un Labour al 37%: lo scarto è di 7 punti, più che dimezzato rispetto alle medie dell'inizio della campagna elettorale.

Si difende Theresa May: la polizia di Londra ha le risorse appropriate e il governo protegge il bilancio delle forze dell'ordine dal 2015. Poi contrattacca sul piano politico: il Labour - ricorda - era contrario ad un aumento della spesa in favore della polizia e il suo stesso leader, Jeremy Corbyn, si era opposto a dare maggiori poteri alle forze dell'ordine.

Cressida Dick, comandante di Scotland Yard, ha fatto sapere che "sarebbe appropriato" rivedere le risorse a disposizione della Met Police, soprattutto dopo i recenti attacchi terroristici.