Il presidente della Compagnia aerea Meridiana, parlando davanti ai consiglieri comunali di Olbia ha detto: “L’azionista Akfed, ha fatto e sta facendo degli sforzi straordinari per sostenere in vita l’Azienda, avendo investito € 350 milioni negli ultimi quattro anni. Ma questi sforzi non sono interminabili e il futuro dell’Azienda può essere assicurato solo attraverso il suo ritorno ad un equilibrio economico”.
“Meridiana è nata in Sardegna – prosegue il presidente - per sviluppare il turismo verso questa isola. Nel corso degli anni, Meridiana si è affiancata a due ulteriori mercati: da un lato quello del trasporto business sulle direttrici fra il Nord e il Sud della Penisola, dall'altro il mercato leisure charter, con l'acquisizione di Eurofly”.
“Questo modello di business non è più sostenibile: la crisi economica, lo sviluppo dell'alta velocità ferroviaria, l'imporsi sulla scena del trasporto europeo di nuovi vettori medio orientali in grado di spostare il traffico di lungo raggio verso i loro hub, ha generato una forte erosione del business caratteristico di un vettore delle nostre dimensioni. In più, la liberalizzazione del settore ha dato spazio alle compagnielow-cost, la cui quota di mercato è cresciuta enormemente. In Italia questo fenomeno è stato accentuato grazie ai generosi contributi offerti dagli aeroporti secondari. La concorrenza sul prezzo è sempre più agguerrita”.
E poi ha aggiunto: “Come affrontare questa situazione? L’unica soluzione è la ristrutturazione della compagnia. E questa la sta facendo Meridiana attraverso il rinnovo della flotta, la riduzione o eliminazione di certe rotte e la riduzione del personale per riflettere la riduzione di attività. Nel 2011, la compagnia ha raggiunto un accordo con i sindacati per una cassa integrazione straordinaria seguita da mobilità per 1350 FTE, oltre a 170 FTE in Meridiana Maintenance. Purtroppo, il perdurare della crisi non consente a Meridiana di incrementare l’attività al fine di ridurre i numeri delle persone destinate alla mobilità al termine della procedura di CIGS, nel giugno 2015”.
Marco Rigotti ha poi commentato “ci dispiace che alcune organizzazioni sindacali abbiano fatto credere ai lavoratori che la Cigs fosse una situazione senza limiti di tempo, incoraggiandoli a rifiutare le opportunità di assunzione di personale navigante presso Air Italy o prendendo in considerazione una revisione del contratto di lavoro in linea con il mercato e coerente con le esigenze dell’Azienda.” Rigotti ha continuato “anche la Continuità Territoriale della Sardegna è stata recentemente riformata basandosi sul prezzo, imponendo una tariffa unica, che ha reso per “ Per Meridiana è insostenibile – conclude la nota - continuare a servire linee che operava dalla fine degli anni '70”.
Oggi - ha concluso Rigotti - l’Azienda intende continuare nel processo di ricerca dell’efficienza e dell’equilibrio economico, che avverrà in particolare attraverso il passaggio ad una flotta composta da soli Boeing (737 e 767) e un ulteriore rafforzamento della strategia commerciale. Il processo di mobilità rappresenta purtroppo un passaggio ineludibile perché l’Azienda abbia un futuro e continui a rappresentare una realtà imprenditoriale importante per la Sardegna.”





