Conte presenta il Piano per il Sud: oltre cento miliardi di euro in dieci anni

Conte da il via al nuovo piano di rinascista del Sud

Gioia Tauro, 15 Feb 2020 – Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato all’Istituto Superiore “F. Severi” di Gioia Tauro il “Piano per il Sud”. Con lui il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, e il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Il Piano prevede oltre cento miliardi di euro in dieci anni per spingere gli investimenti e rendere attrattivo il Meridione.
Un Sud rivolto ai giovani, connesso e inclusivo, un Mezzogiorno impegnato per la svolta ecologica, frontiera dell’innovazione e aperto al mondo nel Mediterraneo. Sono queste le “missioni” del Piano per il Sud. Il progetto è decennale e, basandosi su “un’idea di Sud al 2030”, mira a creare una strategia e un “nuovo metodo” per lo sviluppo del Mezzogiorno. Tra le misure previste, gli investimenti sulla filiera dell’istruzione, a partire dalla lotta alla povertà educativa minorile, con l’apertura delle scuole per un maggior numero di ore al giorno, il potenziamento dell’edilizia scolastica, l’estensione della No Tax area, l’attrazione dei ricercatori al Sud, l’ammodernamento delle infrastrutture, per “spezzare l’isolamento di alcune aree del Mezzogiorno e l’isolamento dei cittadini in condizioni di bisogno”, con il rinnovo della dotazione tecnologica sanitaria, i finanziamenti del Fondo infrastrutture sociali per comuni medi e piccoli, l’investimento in nuovi nidi, nell’inclusione abitativa per cittadini e lavoratori svantaggiati e nelle “Case della salute”.
Il piano si concentra anche sulla cosiddetta “svolta ecologica”, attraverso una sperimentazione di economia circolare, il potenziamento del trasporto sostenibile, i contratti di filiera e di distretto nel settore agroalimentare e la gestione forestale.
Il piano si concentra anche sulla cosiddetta “svolta ecologica”, attraverso una sperimentazione di economia circolare, il potenziamento del trasporto sostenibile, i contratti di filiera e di distretto nel settore agroalimentare e la gestione forestale. Sul tema dell’innovazione, il progetto si pone l’obiettivo di “supportare il trasferimento tecnologico e il rafforzamento delle reti tra ricerca e impresa, nell’ambito di una nuova strategia di politica industriale”. Tra le “missioni” del piano c’è anche il rafforzamento “della vocazione internazionale dell’economia e della società meridionale” e l’adozione di una “opzione strategica mediterranea, anche mediante il rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES) e i programmi di cooperazione allo sviluppo”.
Per quanto concerne il lavoro, nel Piano Sud 2030, oltre a un “processo di rigenerazione delle amministrazioni pubbliche”, sono previste anche misure per “rafforzare la competitività del sistema produttivo” e “la creazione di buona occupazione per giovani e donne”. Tra queste, un incentivo all’occupazione femminile, il credito d’imposta per investimenti al Sud, l’iniziativa “Cresci al Sud” e il “Protocollo Sud” con Cassa Depositi e Prestiti e Invitalia.
“Nel mio discorso di insediamento del Governo, chiedendo la fiducia alle Camere, avevo affidato al Parlamento un impegno solenne, rivolto a tutti gli italiani: rilanciare il Sud, abbattere le barriere che dividono il Paese, ridurre gli squilibri territoriali, arginare lo spopolamento delle aree interne, fermare l’esportazione delle nostre eccellenze migliori: i giovani”, ha detto il premier Giuseppe Conte, intervenendo a Gioia Tauro.
“Questo è un progetto corale di tutti noi che abbiamo assunto questo impegno con tutti i cittadini”, ha precisato Conte. “Siamo qui a piantare le radici delle nostre idee, è un progetto molto ambizioso con una prospettiva decennale”.
“Parte integrante del Piano Sud 2030 sarà l’attività di nuova programmazione per il periodo 2021-27, delle risorse della politica di coesione nazionale ed europea. L’ammontare complessivo di risorse aggiuntive per il Sud ammonta a circa 123 miliardi di euro”, ha annunciato il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano, oggi a Gioia Tauro (Reggio Calabria) in occasione della presentazione del Piano per il Sud 2030.
“Siamo qui a Gioia Tauro perché le nostre idee inizino a germogliare e a far rumore per scuotere il Meridione e, con esso, l’Italia intera”, ha rimarcato il presidente del Consiglio, sottolineando l'”ampio respiro” del progetto Sud, “perché gli interventi spot non hanno mai funzionato” per il Meridione.
“Mai più rassegnazione, mai più disagio, mai più causa persa. Non vogliamo più narrazioni tossiche per il sud, le vogliano esiliare e mandare via. Il Sud deve diventare sinonimo di eccellenza”, dice il premier Conte presentando il Piano sud 2030 “Siamo qui a piantare le radici delle nostre idee, de nostri progetti che portiamo qui in questo corposo progetto. È molto ambizioso. Noi non operiamo su una prospettiva annuale, ma decennale, è la prima volta che un governo progetta un impegno decennale per il Sud. Siamo qui a Gioia Tauro per far germogliare le nostre idee”, ha detto il presidente del Consiglio.
“La clausola del 34% è una svolta, economica, sociale e culturale, è un vincolo per chi verrà dopo di noi. Avere detto che d’ora in poi ogni investimento pubblico deve dedicare il 34% al Sud è un vincolo per chi verrà dopo di noi, lo dovranno rimuovere se vorranno e se ne assumeranno la responsabilità”, ha detto il presidente del Consiglio.
“Il rilancio del Sud non può non passare per le infrastrutture: sono previsti 33 miliardi di investimenti in opere appaltabili entro il 2021. Abbiamo un contratto di programma Anas – Rfi molto corposo”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando all’Istituto Superiore F. Severi di Gioia Tauro per presentare il Piano per il Sud. “Abbiamo un progetto concreto, Roma-Reggio Calabria sono 700 chilometri, Roma-Torino 690, perché se vado a Torino ci devo impiegare poco più di quattro ore e a Reggio cinque? Stiamo lavorando per portare il tempo di percorrenza dei treni a quattro ore e stiamo lavorando sulla qualità dei servizi. Abbiamo stanziato 3 miliardi per l’alta velocità anche al Sud con alcuni snodi fondamentali. Il 10 marzo De Micheli sarà in Calabria per inaugurare il terzo lotto della statale Jonica”.
Il Piano si articola in due fasi. Nel triennio 2020-2022, l’obiettivo è la “massimizzazione dell’impatto delle misure previste nella Legge di Bilancio 2020, che consenta di incrementare gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno”. Una seconda fase, poi, è prevista nella nuova programmazione per il periodo 2021-27 della politica di coesione nazionale ed europea. L’ammontare complessivo di risorse aggiuntive per il Sud è di circa 123 miliardi di euro.
“Emozione nel presentare questo Piano sud, che è un piano per l’Italia. Abbiamo voluto mantenere un impegno: mettere il Sud in cima ai nostri pensieri e farlo per tutto il Paese. Per anni si è parlato di immigrazione, ma ci si è dimenticati dell’emigrazione dal sud. Con questo Piano vogliamo garantire il diritto a restare. Se si va via, però, non è solo per mancanza di lavoro. Quello manca anche altrove. Ciò che manca al Sud è la prospettiva di futuro. Per questo nasce Piano 2030, per dare una prospettiva”. A dirlo il ministro Giuseppe Provenzano.
Il piano per il Sud intende “massimizzare l’impatto delle misure già previste in legge di bilancio e che molti ministeri stanno mettendo in atto in questi giorni. Questo perché il Sud rischia di tornare in recessione e non ce lo possiamo permettere”, ha detto il ministro Giuseppe Provenzano, presentando il piano a Gioia Tauro (Reggio Calabria), con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Ù
“Renzi? Che ha detto Renzi del Sud? Non ha detto niente? Cosa c’è di più importante oggi come notizia di un piano decennale per il sud?”. Così il premier Giuseppe Conte a Gioia Tauro dove, applaudito dalla sala, continua: “I cittadini dalla politica vogliono questo, la risposta è qui, non nelle polemiche”. Poi rivolgendosi alla stampa presente il premier aggiunge: “Non volevo essere offensivo, dobbiamo rispettare anche il ruolo della stampa ma da questo applauso spontaneo tutti noi dobbiamo, politici e stampa, afferrare quella che è la concretezza dell’attività politica. È facile riempire un articolo del giornale con un’uscita polemica, più difficile riempirla di contenuti.
“Se io devo lavorare per realizzare il programma di governo, è una tale responsabilità che lo realizzerei mettendo da parte qualsiasi personalismo. Eventuali simpatie o antipatie non conterebbero, perché sono naturalmente portato a guardare il bene comune e l’interesse collettivo superiore”, ha detto, parlando con i giornalisti a Gioia Tauro, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a proposito delle polemiche con Matteo Renzi e Italia Viva. “Non personalizziamo – ha risposto a chi gli domandava se si fida dell’ex premier -non ho problemi con Renzi e non li avrò mai”. Il premier: “Ho programma da realizzare, no a Conte Ter” “Io ho la responsabilità di governo e ho chiesto la fiducia per realizzare un programma. Che senso avrebbe lavorare ad un Conte Ter?”, ha detto il premier alla Conferenza per il sud.
“Non ho sentito nessuno di Iv ma considerate che eravamo prima in riunione a palazzo Chigi e poi sono partito per venire qui: ma le mie porte sono aperte”, ha detto Conte a Gioia Tauro. Il leader di Italia Viva Renzi aveva scritto su Facebook: “Se hanno pronto un Conte Ter senza di noi, prego, si accomodino. Noi pensiamo all’Italia e teniamo alte le nostre battaglie”.
Renzi nel post aveva ricordato che “in politica c’è chi guarda i sondaggi e punta alla simpatia e chi guarda i dati Istat e punta alla crescita, al Pil, alla fiducia delle imprese”. L’ex premier spiegava: “Questo è il mio ultimo post sulla prescrizione. Adesso che la posizione è chiara, parliamo di tasse, di cantieri, di crisi aziendali. L’Italia rischia una crisi economica devastante, il Governo deve cambiare passo”.
“Nuove opportunità per i giovani, troppo spesso costretti ad abbandonare la loro terra e i loro affetti” commenta il premier questa mattina su Facebook. “In viaggio verso la Calabria per presentare il Piano Sud 2030. Oggi è il giorno in cui si celebra l’amore. Io amo l’Italia, io amo il suo Sud. In pochi hanno cantato questo sentimento come Rino Gaetano, che aveva origini calabresi”. Così il premier Giuseppe Conte aveva scritto in un post pubblicato su Facebook mentre era ancora in viaggio verso Gioia Tauro per presentare il Piano per il Sud. Il presidente del Consiglio aveva citato la canzone del cantante calabrese che si intitola “Ad esempio a me piace il Sud”.
“Nel Piano ci sono investimenti, infrastrutture, nuove opportunità per i giovani, troppo spesso costretti ad abbandonare la loro terra e i loro affetti. È in Calabria che oggi apriamo il cantiere dell’Italia di domani. Con tutte le persone che hanno idee chiare e forti, e amano il proprio paese. Se riparte il Sud riparte l’Italia”, aveva scritto il premier Giuseppe Conte in un post su fb.
“Oggi dal Sud vogliamo gettare le basi per il grande cantiere dell’Italia di domani. Dobbiamo costruire le arterie capaci di spingere e collegare le migliori energie dell’Italia, grazie a un Sud finalmente rivolto ai giovani e alle loro legittime aspirazioni. Da loro arriva nuovo ossigeno per il Paese: sta a noi incoraggiarli e sostenerli, asfaltando la strada del riscatto”, afferma il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, in una lettera aperta pubblicata oggi dal Quotidiano del Sud – L’Altra voce dell’Italia.
Nel giorno della presentazione del piano a Gioia Tauro, Conte ha ricordato il suo discorso di insediamento del Governo: “Nel giorno della fiducia alle Camere, avevo affidato al Parlamento un impegno solenne, rivolto a tutti gli italiani: rilanciare il Sud, abbattere le barriere che dividono il Paese, arginare lo spopolamento delle aree interne, fermare l’esportazione delle nostre eccellenze migliori: i giovani. Oggi il Governo pianta le radici di quelle idee in Calabria, a Gioia Tauro, con il Piano per il Sud 2030”.
Secondo il premier, “la carenza di investimenti patita da questi territori, negli anni, ha finito per indebolire anche il Nord. Quella che abbiamo intenzione di intraprendere oggi è una netta inversione di marcia: il Sud non è una “causa persa”, ma è la causa su cui investire le migliori energie per far ripartire tutto il Paese”. Conte aggiunge: “L’appuntamento odierno è la testimonianza che stiamo lavorando seriamente e che siamo determinati a varare una serie di misure che vanno a integrare un Piano strutturale di rilancio del Sud”.
Il premier sottolinea: “Non partiamo da zero. C’è un Sud che chiede solo di liberare la sua dirompente forza, testimoniata dalla resilienza che i territori hanno saputo dimostrare negli anni più duri della crisi. Nessuno può perdere il treno di questo Piano, che individua le risorse da attivare, i bisogni da affrontare e i risultati da raggiungere. Investiamo realmente sul Sud, perché è il momento di restituire al Meridione le occasioni che non gli sono state concesse. Fra le leve di questa accelerazione – prosegue – c’è la garanzia e il rafforzamento della clausola del 34% degli investimenti pubblici al Sud, soprattutto da parte di Ferrovie e Anas, il recupero della capacità di spesa sul Fondo di sviluppo e coesione, la spinta verde del green new deal, dell’abbraccio fra economia ed ecologia.
“Dobbiamo correre, tutti insieme, – scrive Conte – per territori connessi, inclusivi, votati all’innovazione, in cui la rete della scuola e della ricerca è il trampolino per una nuova stagione di sviluppo, per nuove occasioni di lavoro. Sulle infrastrutture, ad esempio, non c’è più spazio per accettare la zona retrocessione nella quale vivono le splendide Regioni del Mezzogiorno. Con Ferrovie stiamo lavorando intensamente per accelerare il più possibile la realizzazione dell’Alta capacità e dell’Alta velocità, che vedano protagoniste Napoli, Bari e Reggio Calabria. Ci sono importanti investimenti per il raddoppio delle linee ferroviarie – spiega – stiamo progettando o realizzando (e quindi finanziando) tutto il rafforzamento dei tracciati, Sicilia compresa. Lo stesso vale per le infrastrutture viarie. Il 10 marzo, ad esempio, la ministra De Micheli – annuncia – sarà proprio in Calabria per inaugurare il terzo megalotto della 106 Jonica, una gara d’appalto da oltre 1,3 miliardi di euro”.

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