{"id":90315,"date":"2012-08-30T15:14:03","date_gmt":"2012-08-30T14:14:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/30\/08\/2012\/ricatto-con-le-intercettazioni-il-quirinale-tuona-falsi-torbida-manovra-destabilizzantecon-un-presunto-scoop"},"modified":"2012-08-30T15:14:03","modified_gmt":"2012-08-30T14:14:03","slug":"ricatto-con-le-intercettazioni-il-quirinale-tuona-falsi-torbida-manovra-destabilizzantecon-un-presunto-scoop","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2012\/08\/30\/ricatto-con-le-intercettazioni-il-quirinale-tuona-falsi-torbida-manovra-destabilizzantecon-un-presunto-scoop\/","title":{"rendered":"Ricatto con le intercettazioni, il Quirinale tuona: &#8220;Falsi, torbida manovra destabilizzante&#8221;con un presunto scoop."},"content":{"rendered":"<p>\"La pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter 'ricattare' il Capo dello Stato\" \u00e8 \"risibile\". E' quanto si legge in una nota del Quirinale che respinge con forza \"ogni torbida manovra destabilizzante\", in riferimento all'ultimo numero del settimanale Panorama, che ha pubblicato le ultime indiscrezioni sulle intercettazioni che riguardano Giorgio Napolitano. <br \/>La \"campagna di insinuazioni e sospetti\" nei confronti del Presidente della Repubblica - si legge nella nota del Quirinale - ha raggiunto un nuovo apice con il clamoroso tentativo di alcuni periodici e quotidiani di spacciare come veritiere alcune presunte ricostruzioni delle conversazioni intercettate tra il Capo dello Stato e il senatore Mancino. Alle tante manipolazioni si aggiungono, cos\u00ec, autentici falsi. Il Presidente, che non ha nulla da nascondere ma valori di libert\u00e0 e regole di garanzia da far valere, ha chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi in termini di principio sul tema di possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici, e ne attende serenamente la pronuncia. Quel che sta avvenendo, del resto, conferma l'assoluta obbiettivit\u00e0 e correttezza della scelta compiuta dal Presidente della Repubblica di ricorrere alla Corte costituzionale a tutela non della sua persona ma delle prerogative proprie dell'istituzione. Risibile perci\u00f2 \u00e8 la pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter \"ricattare\" il Capo dello Stato. Resta ferma la determinazione del Presidente Napolitano di tener fede ai suoi doveri costituzionali. A chiunque abbia a cuore la difesa del corretto svolgimento della vita democratica spetta respingere ogni torbida manovra destabilizzante\".<\/p>\n<p>\"Nel tentativo di delegittimare il presidente della Repubblica, alcuni giornali fingono di avanzare 'ipotesi di scuola' che tanto somigliano alla verit\u00e0. Ma finiscono per dare concretezza a un tentativo di ricatto\". Nella premessa di Panorama, la chiave di lettura abbracciata anche dal pm palermitano Antonio Ingroia, mentre la polemica 'avviata' dalla campagna del Fatto Quotidiano viene rilanciata da Libero e Giornale e Antonio Di Pietro invita il capo dello Stato a rinunciare al conflitto di attribuzioni che oppone il Quirinale alla Procura di Palermo.<\/p>\n<p>&nbsp;\"In particolare, tra le persone oggetto delle discussioni fra il capo dello Stato e un amico di vecchia data come Mancino ci sarebbero stati Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo. Napolitano, in particolare, avrebbe espresso forti riserve sull'operato della Procura e sull'apparato mediatico che fiancheggia acriticamente le toghe siciliane. Anche su Di Pietro le confidenze telefoniche a Mancino non avrebbero risparmiato critiche. E' noto che l'ex pm e attuale leader dell'Italia dei Valori non goda di buona stampa nell'entourage del Quirinale per quel populismo giudiziario che da 15 anni condiziona gran parte del centro-sinistra, impedendo la crescita di una cultura garantista e riformista. E parole molto poco benevole con il ricorso a metafore assai lontate dal linguaggio ovattato proprio delle alte cariche istituzionali infine sarebbero state riservate anche a Berlusconi, al quale verrebbe addebitata la responsabilit\u00e0 di aver appannato l'immagine internazionale dell'Italia al punto da fare tirare un sospiro di sollievo dalle parti del Colle per la sua uscita di scena da Palazzo Chigi\".<\/p>\n<p>\"Qualcuno sapeva, a partire dagli stessi indagati - ha detto ieri sera il pm Ingroia parlando sul palco di Pontremoli - di aver parlato con varie persone, anche con il Capo dello Stato. Lo sapeva non solo chi indagava, ma anche chi aveva parlato al telefono. Sapeva con chi e cosa aveva detto, non escludiamo anche questo\".<\/p>\n<p>Ingroia ha ricordato che la Procura di Palermo deposit\u00f2 le intercettazioni rilevanti e che \"non vi era ombra di quelle di cui si sta parlando. Poi si seppe che alcune utenze telefoniche, fra le quali quelle di Mancino, erano state controllate. Usc\u00ec su Panorama l'indiscrezione. A quel punto i magistrati fecero intendere che quelle telefonate esistevano\". L'articolo, dunque, non si basa su informazioni uscite dalla Procura di Palermo, sostiene Ingroia. \"Qualora fossero corrispondenti al contenuto - ha spiegato - e questo va accertato, bisogner\u00e0 accertare anche da chi sono uscite.<\/p>\n<p>Sarebbe un gravissimo illecito, e la Procura di Caltanissetta dovrebbe accertare responsabilit\u00e0, visto che fra i sospettati ci sarebbero anche magistrati di Palermo. Ma noi abbiamo la coscienza a posto, non abbiamo messo in giro le intercettazioni\".<\/p>\n<p>\"Ma che cosa avr\u00e0 detto l'uomo del Colle sui pm di Palermo? E davvero ha riservato a Berlusconi \u00abcommenti taglienti\u00bb? Come pure a Di Pietro? - \u00e8 la domanda retorica di Libero - Le telefonate di Napolitano, dunque. <\/p>\n<p>onversazioni intercettate fra il capo dello Stato e Nicola Mancino, ministro dell'Interno nel '92 e indagato per falsa testimonianza dalla Procura siciliana nell'inchiesta sulla cosiddetta \"trattativa Stato-mafia\" - quella che, secondo i magistrati, sarebbe stata intavolata proprio nel '92 fra boss e apparati dello Stato per il tramite di Marcello Dell'Utri, con i primi decisi a intimorire le istituzioni a suon di bombe e stragi, ed \u00e8 stato chiesto il rinvio a giudizio per dodici fra boss e politici e generali dell'Arma. Comunque: Mancino \u00e8 accusato di non aver detto tutto di quel che sapeva, dunque falsa testimonianza, e a inchiesta in corso telefon\u00f2 pi\u00f9 volte al Quirinale, parlando con il consigliere del presidente Loris D'Ambrosio e a lui esprimendo le sue preoccupazioni, fino a chiedere un intervento dello stesso Napolitano (D'Ambrosio \u00e8 poi morto d'infarto lo scorso 26 di luglio)\".<\/p>\n<p>&nbsp;\"A complicare il gi\u00e0 complicato puzzle di parole, messe insieme in ordine sparso da Napolitano con Mancino - spiega il Giornale - ci sarebbero anche giudizi taglienti su alcuni magistrati siciliani e sull'apparato mediatico che fiancheggia acriticamente le toghe siciliane. E poi nel corso di quelle simpaticissime due o pi\u00f9 conversazioni telefoniche tra Napolitano e l'amicone Mancino emergerebbe anche un'altra bella e sonora bocciatura del capo dello Stato. Nei riguardi di Antonio Di Pietro\".<br \/>E ancora, scrive Maria Antonietta Calabr\u00f2 sul Corriere della Sera il sito \"Lettera 43 ha rivelato l'esistenza di una telefonata di Giorgio Napolitano alla Procura di Caltanissetta per 'perorare' la causa dell'applicazione all'inchiesta su via D'Amelio, dove morirono Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, dell'aggiunto di Milano Ilda Boccassini\".<\/p>\n<p>\"Se \u00e8 vero anche solo un decimo di quanto scrive Panorama nel numero in edicola da oggi, scoppier\u00e0 un pandemonio. Chiss\u00e0 quante saette colpiranno il Quirinale, per altro da tempo coinvolto in polemiche velenose - scrive Vittorio Feltri nell'editoriale del Giornale - (...) Le intercettazioni riguardanti il Quirinale, in teoria, non dovrebbero essere mai divulgate in quanto coperte da segreto. Per\u00f2 il nostro \u00e8 il Paese di Pulcinella, i cui segreti notoriamente non rimangono tali a lungo. Quindi aspettiamoci di leggere, una bella mattina, la riproduzione integrale, su un sito internet o su un quotidiano, di tutte le riservate conversazioni di Mancino con Napolitano\".<\/p>\n<p>Dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, intanto, arriva una prima smentita a quanto pubblicato peroprio sul web da Lettera43 sulla telefonata allo stesso Lari dal Quirinale: \"Smentisco categoricamente di avere ricevuto pressioni dal Quirinale sull'applicazione della collega Boccassini a Caltanissetta e, in generale, sulle indagini relative alla 'trattativa' condotte dal mio ufficio\". Anzi, \"da Napolitano - ha aggiunto Lari - ho ricevuto solo parole di incoraggiamento, sia in occasione delle commemorazioni, sia quando il presidente ha indicato gli organismi deputati a darci pi\u00f9 mezzi per le indagini. E proprio le sue parole utilizzai per chiedere alla Dia pi\u00f9 uomini per l'inchiesta\".<\/p>\n<p>\"Credo che la pubblicazione sia una violazione al segreto istruttorio e se si tratta solo di una squallida denigrazione, \u00e8 chiaro il tentativo di ricatto nei confronti del Presidente della Repubblica\", commenta Antonio Di Pietro. \"A questo punto - ha detto il leader dell'Idv a Marina di Grosseto per un dibattito - \u00e8 sconcertante e credo che Napolitano farebbe meglio a dare l'autorizzazione perch\u00e9 queste carte possano essere lette e mi auguro prenda in mano al pi\u00f9 presto la situazione e si tolga dall'imbarazzo di un ricatto\".<\/p>\n<p>Raggiunto da Rainews, il direttore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, dice la sua: \"Avevamo previsto che si arrivasse a questo. Siamo certi che Napolitano non abbia nulla da nascondere ma ora \u00e8 tardi, i guai sono arrivati. Quello che scrive Panorama \u00e8 sconcertante, anche perch\u00e9 le frasi riportaste possono essere vere o no... Ricatto al Quirinale? Il problema \u00e8 che i ricatti nascono quando non c'\u00e8 trasparenza. I giornali fanno il loro mestiere, chi rappresenta le istituzioni dovrebbe dire come stanno le cose per evitare questi veleni\".<\/p>\n<p>\"E' una cosa primitiva, non consona ad una societ\u00e0 liberale che le intercettazioni private vengano sbattute sulle pagine dei giornali\". Cos\u00ec Pier Ferdinando Casini ha risposto a chi gli ha chiesto un commento sulla pubblicazione di indiscrezioni che riguardano le telefonate del Presidente Giorgio Napolitano.<\/p>\n<p>\"Nel tentativo di delegittimare il presidente della Repubblica, alcuni giornali fingono di avanzare 'ipotesi di scuola' che tanto somigliano alla verit\u00e0. Ma finiscono per dare concretezza a un tentativo di ricatto\". Nella premessa di Panorama, la chiave di lettura abbracciata anche dal pm palermitano Antonio Ingroia, mentre la polemica 'avviata' dalla campagna del Fatto Quotidiano viene rilanciata da Libero e Giornale e Antonio Di Pietro invita il capo dello Stato a rinunicare al conflitto di attribuzioni che oppone il Quirinale alla Procura di Palermo.<\/p>\n<p>&nbsp;\"In particolare, tra le persone oggetto delle discussioni fra il capo dello Stato e un amico di vecchia data come Mancino ci sarebbero stati Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo. Napolitano, in particolare, avrebbe espresso forti riserve sull'operato della Procura e sull'apparato mediatico che fiancheggia acriticamente le toghe siciliane. Anche su Di Pietro le confidenze telefoniche a Mancino non avrebbero risparmiato critiche. E' noto che l'ex pm e attuale leader dell'Italia dei Valori non goda di buona stampa nell'entourage del Quirinale per quel populismo giudiziario che da 15 anni condiziona gran parte del centro-sinistra, impedendo la crescita di una cultura garantista e riformista. E parole molto poco benevole con il ricorso a metafore assai lontante dal linguaggio ovattato proprio delle alte cariche istituzionali infine sarebbero state riservate anche a Berlusconi, al quale verrebbe addebitata la responsabilit\u00e0 di aver appannato l'immagine internazionale dell'Italia al punto da fare tirare un sospiro di sollievo dalle parti del Colle per la sua uscita di scena da Palazzo Chigi\".<\/p>\n<p>\"Qualcuno sapeva, a partire dagli stessi indagati - ha detto ieri sera il pm Ingroia parlando sul palco di Pontremoli - di aver parlato con varie persone, anche con il Capo dello Stato. Lo sapeva non solo chi indagava, ma anche chi aveva parlato al telefono. Sapeva con chi e cosa aveva detto, non escludiamo anche questo\".<\/p>\n<p>Ingroia ha ricordato che la Procura di Palermo deposit\u00f2 le intercettazioni rilevanti e che \"non vi era ombra di quelle di cui si sta parlando. Poi si seppe che alcune utenze telefoniche, fra le quali quelle di Mancino, erano state controllate. Usc\u00ec su Panorama l'indiscrezione. A quel punto i magistrati fecero intendere che quelle telefonate esistevano\". L'articolo, dunque, non si basa su informazioni uscite dalla Procura di Palermo, sostiene Ingroia. \"Qualora fossero corrispondenti al contenuto - ha spiegato - e questo va accertato, bisogner\u00e0 accertare anche da chi sono uscite.<\/p>\n<p>Sarebbe un gravissimo illecito, e la Procura di Caltanissetta dovrebbe accertare responsabilit\u00e0, visto che fra i sospettati ci sarebbero anche magistrati di Palermo. Ma noi abbiamo la coscienza a posto, non abbiamo messo in giro le intercettazioni\".<\/p>\n<p>\"Ma che cosa avr\u00e0 detto l'uomo del Colle sui pm di Palermo? E davvero ha riservato a Berlusconi \u00abcommenti taglienti\u00bb? Come pure a Di Pietro? - \u00e8 la domanda retorica di Libero - Le telefonate di Napolitano, dunque. Conversazioni intercettate fra il capo dello Stato e Nicola Mancino, ministro dell'Interno nel '92 e indagato per falsa testimonianza dalla Procura siciliana nell'inchiesta sulla cosiddetta \"trattativa Stato-mafia\" - quella che, secondo i magistrati, sarebbe stata intavolata proprio nel '92 fra boss e apparati dello Stato per il tramite di Marcello Dell'Utri, con i primi decisi a intimorire le istituzioni a suon di bombe e stragi, ed \u00e8 stato chiesto il rinvio a giudizio per dodici fra boss e politici e generali dell'Arma.<\/p>\n<p>Mancino \u00e8 accusato di non aver detto tutto di quel che sapeva, dunque falsa testimonianza, e a inchiesta in corso telefon\u00f2 pi\u00f9 volte al Quirinale, parlando con il consigliere del presidente Loris D'Ambrosio e a lui esprimendo le sue preoccupazioni, fino a chiedere un intervento dello stesso Napolitano (D'Ambrosio \u00e8 poi morto d'infarto lo scorso 26 di luglio)\".<\/p>\n<p>&nbsp;\"A complicare il gi\u00e0 complicato puzzle di parole, messe insieme in ordine sparso da Napolitano con Mancino - spiega il Giornale - ci sarebbero anche giudizi taglienti su alcuni magistrati siciliani e sull'apparato mediatico che fiancheggia acriticamente le toghe siciliane. E poi nel corso di quelle simpaticissime due o pi\u00f9 conversazioni telefoniche tra Napolitano e l'amicone Mancino emergerebbe anche un'altra bella e sonora bocciatura del capo dello Stato. Nei riguardi di Antonio Di Pietro\".<\/p>\n<p>E ancora, scrive Maria Antonietta Calabr\u00f2 sul Corriere della Sera il sito \"Lettera 43 ha rivelato l'esistenza di una telefonata di Giorgio Napolitano alla Procura di Caltanissetta per 'perorare' la causa dell'applicazione all'inchiesta su via D'Amelio, dove morirono Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, dell'aggiunto di Milano Ilda Boccassini\".<\/p>\n<p>\"Se \u00e8 vero anche solo un decimo di quanto scrive Panorama nel numero in edicola da oggi, scoppier\u00e0 un pandemonio. Chiss\u00e0 quante saette colpiranno il Quirinale, per altro da tempo coinvolto in polemiche velenose - scrive Vittorio Feltri nell'editoriale del Giornale - (...) Le intercettazioni riguardanti il Quirinale, in teoria, non dovrebbero essere mai divulgate in quanto coperte da segreto. Per\u00f2 il nostro \u00e8 il Paese di Pulcinella, i cui segreti notoriamente non rimangono tali a lungo. Quindi aspettiamoci di leggere, una bella mattina, la riproduzione integrale, su un sito internet o su un quotidiano, di tutte le riservate conversazioni di Mancino con Napolitano\".<\/p>\n<p>Dal procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, intanto, arriva una prima smentita a quanto pubblicato proprio sul web da Lettera43 sulla telefonata allo stesso Lari dal Quirinale: \"Smentisco categoricamente di avere ricevuto pressioni dal Quirinale sull'applicazione della collega Boccassini a Caltanissetta e, in generale, sulle indagini relative alla 'trattativa' condotte dal mio ufficio\". Anzi, \"da Napolitano - ha aggiunto Lari - ho ricevuto solo parole di incoraggiamento, sia in occasione delle commemorazioni, sia quando il presidente ha indicato gli organismi deputati a darci pi\u00f9 mezzi per le indagini. E proprio le sue parole utilizzai per chiedere alla Dia pi\u00f9 uomini per l'inchiesta\".<\/p>\n<p>\"Credo che la pubblicazione sia una violazione al segreto istruttorio e se si tratta solo di una squallida denigrazione, \u00e8 chiaro il tentativo di ricatto nei confronti del Presidente della Repubblica\", commenta Antonio Di Pietro. \"A questo punto - ha detto il leader dell'Idv a Marina di Grosseto per un dibattito - \u00e8 sconcertante e credo che Napolitano farebbe meglio a dare l'autorizzazione perch\u00e9 queste carte possano essere lette e mi auguro prenda in mano al pi\u00f9 presto la situazione e si tolga dall'imbarazzo di un ricatto\".<\/p>\n<p>Raggiunto da Rainews, il direttore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, dice la sua: \"Avevamo previsto che si arrivasse a questo. Siamo certi che Napolitano non abbia nulla da nascondere ma ora \u00e8 tardi, i guai sono arrivati. Quello che scrive Panorama \u00e8 sconcertante, anche perch\u00e9 le frasi riportaste possono essere vere o no... Ricatto al Quirinale? Il problema \u00e8 che i ricatti nascono quando non c'\u00e8 trasparenza. I giornali fanno il loro mestiere, chi rappresenta le istituzioni dovrebbe dire come stanno le cose per evitare questi veleni\".<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter &#8216;ricattare&#8217; il Capo dello Stato&#8221; \u00e8 &#8220;risibile&#8221;. E&#8217; quanto si legge in una nota del Quirinale che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90315"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90315\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}