{"id":86914,"date":"2012-01-03T15:13:59","date_gmt":"2012-01-03T14:13:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/03\/01\/2012\/stipendi-da-record-mondiale-per-i-parlamentari-piu-di-sedicimila-euro-al-mese"},"modified":"2012-01-03T15:13:59","modified_gmt":"2012-01-03T14:13:59","slug":"stipendi-da-record-mondiale-per-i-parlamentari-piu-di-sedicimila-euro-al-mese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2012\/01\/03\/stipendi-da-record-mondiale-per-i-parlamentari-piu-di-sedicimila-euro-al-mese\/","title":{"rendered":"Stipendi da record mondiale per i parlamentari: Pi\u00f9 di sedicimila euro al mese"},"content":{"rendered":"<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">I parlamentari italiani sono unici. Infatti, di distinguono (un cattivo esempio per la giustizia sociale ed un pugno allo stomaco per un operaio che dopo 20 di duro lavoro prende solo 1.200 euro circa) nel mondo come i pi\u00f9 strapagati di goni altra realt\u00e0 politica del pianeta. E nonostante tutto si rifiutano ancora di partecipare al risanamento del paese ben sapendo che il governo Monti ha strizzato per bene i soliti noti ma senza toccare la parte meno onorevole del paese: i parlamentari in generale. Loro, forti dell\u2019autonomia, dicono che i tagli se le faranno da soli. Non si sa quando. Ma dicono, li faremo. Certamente saranno tagli irrisori che nulla avranno a che fare con la giustizia sociale. Quindi non ci si stupisca se la fede nei politici e nella politica \u00e8 del tutto scomparsa e i partiti ormai non sono pi\u00f9 credibili. Rimane ormai imperante nel panorama nazionale la dura e reale fede dell\u2019antipolitica. Ma nonostante tutto, i nostri Deputati, Senatori e dipendenti dei due rami del parlamento (anche questi con stipendi vergognosi che in alcuni casi guadagnano come un topo manager di una azienda privata), ogni mese prendono pi\u00f9 di 16 mila euro lordi al mese in tasca. Contro i 13.500 di un deputato francese, i 12.600 di uno tedesco, i poco pi\u00f9 di 10 mila euro che guadagna un rappresentante della Camera olandese, i 9.200 di un deputato belga, gli 8.650 di un austriaco, per non parlare dei 4.630 euro che costituiscono il \u00abmisero\u00bb appannaggio di un deputato spagnolo. Le tabelle che mettono a nudo i privilegi della politica italiana sono l\u00ec, appena pubblicate dalla Commissione Giovannini sul sito della Funzione pubblica: gli eletti del Bel Paese costano da un minimo del 20 per cento fino al 400 per cento in pi\u00f9 rispetto ai colleghi.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN>Dati che parlano chiaro, ma che rischiano di servire a ben poco.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Deputati e senatori italiani, insomma, si mettono in tasca il 60% in pi\u00f9 rispetto alla media europea. Ma quella media resta pur sempre un calcolo \u00aba spanne\u00bb, come ammette la stessa Commissione, e su queste basi sar\u00e0 molto difficile, anzi praticamente impossibile, far scattare la mannaia sui costi della politica italiana. La norma voluta da Giulio Tremonti e attesa dai presidenti di Camera e Senato sembrava molto semplice, stipendi parametrati alla media europea, ma in realt\u00e0 rischia di rivelarsi inapplicabile.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Quell'articolo del decreto di luglio, come scrive la stessa Commissione, presenta infatti \u00abaspetti di ambiguit\u00e0 e talvolta di contraddittoriet\u00e0\u00bb. E il gruppo di lavoro guidato dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, composto da esperti di chiara fama, compreso un rappresentante di Eurostat, \u00e8 letteralmente impazzito per tirarne fuori qualcosa di sensato. Senza riuscirci.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Non solo per i tempi strettissimi che sono stati concessi alla Commissione, o perch\u00e9 la richiesta di una proroga \u00e8 stata rifiutata da Palazzo Chigi, che ha ricordato come il termine ultimo per la consegna del lavoro sia quello del 31 marzo 2012. Alla Commissione ci sono volute intere settimane per arrivare a definire che cosa debba essere considerato nel \u00abtrattamento economico omnicomprensivo\u00bb cui fa riferimento la legge per le cariche apicali della pubblica amministrazione. Altre settimane di lavoro, confronti, discussioni, per dare un senso alla definizione, invece, del \u00abcosto\u00bb relativo al trattamento economico omnicomprensivo che la legge prescrive di calcolare per i parlamentari.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Poi c'\u00e8 stato il problema dell'individuazione degli organismi \u00abomologhi\u00bb a quelli italiani che in molti casi negli altri Paesi non ci sono (solo 16 istituzioni sulle 31 considerate dalla legge italiana perch\u00e9 fossero parametrate a quelle europee, hanno dei corrispondenti pi\u00f9 o meno simili), la definizione del concetto di retribuzione (la legge italiana fa riferimento al lordo, ma come si sa a parit\u00e0 di retribuzione lorda le tasse e contributi fanno una differenza abissale), poi quello della ponderazione sul Pil (gi\u00e0, ma di quale Pil, se a prezzi correnti o a parit\u00e0 di potere d'acquisto la legge non lo dice), ed infine la raccolta dei dati. Spesso non ufficiali, e che sono arrivati attraverso i canali diplomatici solo a partire dal 13 dicembre scorso. Fatto sta che dopo tre mesi di riunioni, <SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/SPAN>la Commissione Giovannini ha alzato le braccia e si \u00e8 arresa.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Ha pubblicato il rapporto entro il 31 dicembre come prevede la legge. Ma le conclusioni sono disarmanti: \u00abLa Commissione considera i dati contenuti del tutto provvisori e di qualit\u00e0 insufficiente per una loro utilizzazione ai fini indicati dalla legge\u00bb. Se qualcuno pensa di tagliare gli stipendi dei parlamentari e dei vertici dell'amministrazione pubblica usando questa strada, dice in sostanza la Commissione, si sbaglia di grosso. \u00abDi fatto \u00e8 stato chiesto alla Commissione di condurre in pochi mesi lo studio degli assetti istituzionali e organizzativi di sei Paesi, pi\u00f9 l'Italia, con un dettaglio mai realizzato in letteratura e visto l'utilizzo a fini legali dei risultati, con l'esigenza di raccogliere dati di elevata qualit\u00e0, inconfutabili e pienamente comparabili\u00bb.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Considerati tutti i limiti, non deve stupire la conclusione del rapporto Giovannini. \u00abNonostante l'impegno profuso e tenendo conto dell'estrema delicatezza del compito ad essa affidato, nonch\u00e9 delle attese dell'opinione pubblica sui suoi risultati, la Commissione non \u00e8 in condizione di effettuare il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l'accuratezza richiesta dalla normativa\u00bb.<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Abbiamo scherzato? Pu\u00f2 darsi. \u00abLe difficolt\u00e0 finora incontrate dovrebbero far riflettere il legislatore sull'effettiva applicabilit\u00e0 della norma di riferimento della quale (non a caso) non si trova alcuna analogia negli altri principali Paesi dell'Unione europea\u00bb, si legge nel rapporto della Commissione. Insomma: per andare avanti servono dei correttivi alla legge, e bisogner\u00e0 pensarli molto presto, perch\u00e9 il mandato ultimo della Commissione scadr\u00e0 alla fine di marzo.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Cos\u00ec, in attesa delle mitiche \u00abmedie\u00bb ci si deve cos\u00ec accontentare di una paio di tabelle riferite al trattamento economico e previdenziale dei deputati e dei senatori italiani ed europei, ma piene zeppe di note a margine e farcite di formulette matematiche. Oltre a questo, il rapporto della Commissione non si spinge. Non servir\u00e0 a tagliare gli stipendi dei nostri parlamentari, ma se non altro offre all'opinione pubblica un paio di conferme, verificate scientificamente, e scontatissime.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Su base omogenea, quindi senza contare la spesa per i collaboratori, e dunque considerando soltanto l'assegno materialmente incassato, i parlamentari italiani sono i pi\u00f9 pagati d'Europa. Se si considera anche il contributo per portaborse e uffici stampa gli italiani sono battuti solo dai francesi, ma con una differenza fondamentale. In Italia i contributi per i collaboratori (3.690 euro per i deputati, 4.180 per i senatori) sono erogati formalmente ai gruppi politici di appartenenza, sotto la voce spese di rappresentanza, ma poi da questi vengono girati ai rispettivi titolari. Molto pi\u00f9 semplicemente in Francia c'\u00e8 una linea di credito offerta dal Parlamento per pagare i collaboratori, che se non viene utilizzata, deve essere restituita. Mentre in quasi tutti gli altri Paesi, spesso, il collaboratore del deputato o del senatore \u00e8 gi\u00e0 un dipendente stipendiato dell'istituzione di appartenenza.<SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"COLOR: #464646\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Anche sul trattamento previdenziale dei nostri parlamentari c'era qualche vago sospetto, che la Commissione Giovannini puntualmente conferma. Almeno fino al 31 dicembre scorso, quando \u00e8 scattato il meccanismo del contributivo pro rata, gli italiani primeggiavano in Europa. Dopo cinque anni di mandato il vitalizio maturato era di 2.486 euro al mese, in Francia di 780 euro. Tre volte di meno. Maturato, per giunta, con una contribuzione previdenziale superiore: oltre il 10% dello stipendio contro l'8,6% versato dai parlamentari italiani.<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'\">&nbsp;<\/SPAN><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I parlamentari italiani sono unici. 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