{"id":86153,"date":"2011-12-02T15:13:58","date_gmt":"2011-12-02T14:13:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/02\/12\/2011\/rapporto-censis-i-giovani-i-piu-colpiti-dalla-crisi-italia-fragile-e-stanca"},"modified":"2011-12-02T15:13:58","modified_gmt":"2011-12-02T14:13:58","slug":"rapporto-censis-i-giovani-i-piu-colpiti-dalla-crisi-italia-fragile-e-stanca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2011\/12\/02\/rapporto-censis-i-giovani-i-piu-colpiti-dalla-crisi-italia-fragile-e-stanca\/","title":{"rendered":"Rapporto Censis: I giovani i pi\u00f9 colpiti dalla crisi, Italia fragile e stanca"},"content":{"rendered":"<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'\">&nbsp;<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">In Italia i giovani sono al centro della crisi: la difficile situazione economica si \u00e8 abbattuta come una scure sugli under 35. In 4 anni il numero degli occupati \u00e8 diminuito di 980.000 unit\u00e0 e nel 2010 quasi un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni non studia ne' lavora, consegnando cos\u00ec al Belpaese un triste primato a livello europeo.<SPAN class=apple-converted-space>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;Lo rivela il 45esimo rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Inoltre molto alta, rispetto alla medie Ue \u00e8 la quota degli scoraggiati: l'11,2% tra i 15 e 24 anni, e addirittura il 16,7% di quelli tra i 25 e 29, non \u00e8 interessato ne' a lavorare ne' a studiare, mentre la media europea \u00e8 pari rispettivamente al 3,4% e all'8,5%.<SPAN class=apple-converted-space>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">Dunque il futuro della ripresa occupazionale resta incerto e mentre il mercato \u00e8 sempre pi\u00f9 incapace di garantire sbocchi professionali, i mestieri manuali sembrano non conoscere crisi. Nel mercato del lavoro i pi\u00f9 colpiti sono stati i giovani, per quanto vittime loro malgrado di un calo demografico senza precedenti. Tra il 2007 e il 2010 il numero degli occupati \u00e8 diminuito di 980.000 unit\u00e0, e tra i soli italiani le perdite sono state oltre 1.160.000. Poco meglio \u00e8 andata alla generazione immediatamente precedente. Anche tra i 35-44enni la crisi ha mietuto vittime, con un impatto decisamente pi\u00f9 contenuto: 100.00 posti di lavoro in meno, per un calo dell'1,4%.<SPAN class=apple-converted-space>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">Di contro, nelle generazioni pi\u00f9 mature i livelli occupazionali non solo sono stati salvaguardati, ma sono addirittura aumentati: +7,2% l'occupazione tra i 45-54enni e +12,9% tra i 55-64enni. La quota dei giovani cosiddetti 'Neet', sottolinea il Censi, ha ripreso a crescere con l'inizio della crisi economica, attestandosi nel 2010 al 22,1% rispetto al 20,5% dell'anno precedente.<SPAN class=apple-converted-space>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;Tra il 2007 e il 2010 \u00e8 aumentata l'occupazione straniera (quasi 580.000 lavoratori in pi\u00f9, di cui circa 200.000 nell'ultimo anno, con un incremento complessivo del 38,5%), mentre quella italiana ha registrato la perdita di 928.000 posti di lavoro (-4,3%), di cui 335.000 nell'ultimo anno. La frenata della crisi nel 2010 (bruciati 153.000 posti di lavoro, contro i 380.000 del 2009) e i dati positivi per il 2011 (+0,4% gli occupati nel primo semestre) fanno sperare in una chiusura d'anno con segno positivo. Viene meno la capacit\u00e0 di tenuta dell'occupazione a tempo indeterminato. Dopo due anni di tendenziale stabilit\u00e0, si riduce dell'1,3% nel 2010 e dello 0,1% nel primo semestre del 2011. Si segnala per\u00f2' una crescita significativa del lavoro a termine (+1,4% nel 2010 e +5,5% nei primi sei mesi del 2011) e del lavoro autonomo (dopo cinque anni di contrazione, nel 2010 c'\u00e8 una prima tiepida crescita: +0,2%).<SPAN class=apple-converted-space>&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;L'Italia \u00e8 un paese \"in sospensione\", in cui la forza della famiglia sta cedendo e il risparmio \u00e8 in pericolo \"Il modello italiano della famiglia polifunzionale - spiega il centro studi - inizia a mostrare segni di debolezza, con riferimento alla patrimonializzazione e alla solidariet\u00e0 intergenerazionale. \u00c8 vero che all'82% di famiglie italiane proprietarie della loro abitazione corrispondono percentuali molto pi\u00f9 basse negli altri Paesi europei, mentre l'attivo finanziario delle famiglie, al netto dei debiti, ammonta al 175% del Pil, quota maggiore che in Francia (131,5%), Germania (125,2%) e Spagna (77,5%)\". Ma in valore assoluto \"c'\u00e8 stata un'erosione significativa di questo patrimonio, passato dai 3.042 miliardi di euro del 2006 a 2.722 miliardi (-10,5% in valori correnti, -16,3% in valori reali). Se all'inizio degli anni 80 il reddito da lavoro, soprattutto dipendente, era il 70% del reddito familiare complessivo, nel 2010 questa quota si \u00e8 ridotta fino al 53,6%\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">L'Italia \"\u00e8 fragile, forse per la prima volta da decenni,&nbsp;con una crisi che viene dall'esterno, cio\u00e8 dal non governo della&nbsp;finanza globalizzata; ma si esprime anche sul piano interno un&nbsp;sentimento di stanchezza collettiva, di non reazione alla&nbsp;fenomenologia domestica della crisi (la caduta dell'occupazione e dei&nbsp;consumi), di inerte fatalismo rispetto alla insolubilit\u00e0 del problema&nbsp;del debito pubblico\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">Il sistema \"si ritrova inaspettatamente fragile: annaspando&nbsp;sulla difesa dei meccanismi che supportavano la good reputation, e&nbsp;ancor pi\u00f9 annaspando sulle decisioni che dovrebbero e potrebbero&nbsp;rilanciare lo sviluppo\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: black; mso-bidi-font-family: Arial\">\"In questo complessivo affanno, non ci aiuta l'isolamento -&nbsp;scrive il Censis - Una societ\u00e0 che aveva realizzato la sua&nbsp;ricostruzione post-bellica, il suo boom economico, la sua&nbsp;industrializzazione (di massa come di qualit\u00e0) nell'alveo di una riconquistata appartenenza occidentale, di un primigenio protagonismo&nbsp;europeista e di una presenza planetaria del suo made in Italy, sembra&nbsp;oggi fuori dai grandi processi internazionali; al massimo, li rincorre&nbsp;faticosamente\".<\/SPAN><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; In Italia i giovani sono al centro della crisi: la difficile situazione economica si \u00e8 abbattuta come una scure sugli under 35. 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