{"id":74519,"date":"2012-06-15T00:00:00","date_gmt":"2012-06-14T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2012\/06\/15\/cna-sardegna-penalizzata-dai-tagli-alla-spesa-pubblica-la-pa-contribuisce-per-il-26-al-valore-aggiunto-regionale\/"},"modified":"2012-06-15T00:00:00","modified_gmt":"2012-06-14T22:00:00","slug":"cna-sardegna-penalizzata-dai-tagli-alla-spesa-pubblica-la-pa-contribuisce-per-il-26-al-valore-aggiunto-regionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2012\/06\/15\/cna-sardegna-penalizzata-dai-tagli-alla-spesa-pubblica-la-pa-contribuisce-per-il-26-al-valore-aggiunto-regionale\/","title":{"rendered":"Cna &#8211; Sardegna penalizzata dai tagli alla spesa pubblica: la PA contribuisce per il 26% al valore aggiunto regionale"},"content":{"rendered":"<p>La drastica revisione della spesa pubblica attuata dal Governo Monti avr\u00e0 un impatto particolarmente negativo sull'economia della Sardegna. Nella nostra regione infatti la pubblica amministrazione crea circa il 26% del valore aggiunto regionale, contro una media nazionale del 17%, mentre la spesa pro-capite complessiva del settore pubblico allargato raggiunge livelli paragonabili a quelli medi delle regioni del Centro-Nord e la spesa per investimenti pubblici supera di gran lunga la media del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>L'allarme viene lanciato dalla CNA sarda che evidenzia i potenziali effetti negativi delle politiche economiche del Governo in una regione come la Sardegna particolarmente sensibile alle dinamiche della spesa pubblica. Secondo l'associazione artigiana, anche il sistema Province-Enti locali, che dovr\u00e0 essere rimodulato a partire dal 2013 in conseguenza dell\u2019esito dei referendum dello scorso 6 maggio, rischia di perdere il suo ruolo trainante nella gestione della spesa pubblica per effetto dei tagli del Governo agli enti locali e soprattutto per le forti limitazioni alla spesa previsti dal Patto di stabilit\u00e0 interna. Secondo l'elaborazione fornita dal Centro studi della CNA&nbsp;sui dati della Banca d'Italia, il sistema delle province sarde ha infatti contribuito nel 2009 per il 2,4% sugli investimenti pubblici regionali (circa 90 milioni, in buona sostanza opere pubbliche), mentre la spesa corrente si \u00e8 attestata a 244 milioni di euro, di cui il 32% per la remunerazione del personale (contro una media nazionale del 27%). Viceversa attualmente, gli ultimi dati si riferiscono ai primi quattro mesi del 2012, il numero e l\u2019importo delle gare per lavori pubblici bandite dalle amministrazioni provinciali sarde si sono ridotti notevolmente a causa della stagnazione della domanda dei Comuni e del forte ridimensionamento delle risorse mandate in gara.<\/p>\n<p>2012 di recessione: Pil sardo in calo del 2%&nbsp; - Le recenti previsioni sull'andamento dell'economia regionale (Unioncamere\/Prometeia, aprile 2012) prospettano, per il 2012, una recessione che in Sardegna potrebbe essere anche maggiore che in altre regioni del Mezzogiorno, e comunque sugli stessi livelli di quella media nazionale (IMF Aprile 2012). Il calo del Prodotto Interno Lordo della regione sarda potrebbe infatti arrivare a sfiorare il -2%. Un calo che arriva dopo un 2011 di stagnazione e un 2010 in cui l'economia aveva dato solo timidi segnali di ripresa.<\/p>\n<p>Come accennato, il settore della Pubblica Amministrazione contribuisce, infatti, a circa il 26% del valore aggiunto regionale, contro una media nazionale del 17%, mentre, in termini procapite, la spesa complessiva del settore pubblico allargato (che comprende oltre agli Enti Pubblici anche gli enti in qualche misura da essi controllati) nella nostra regione mostra livelli paragonabili a quelli medi delle regioni del Centro-Nord (quasi 18 mila euro per residente). E lo stesso si pu\u00f2 dire per quanto riguarda la spesa pubblica per investimenti (conto capitale), che supera i 2 mila euro pro-capite, contro i 1.700 euro della media delle regioni del Mezzogiorno. In particolare, il sistema delle Province sarde, che dovr\u00e0 subire una riconfigurazione come conseguenza dell\u2019esito del referendum del 6 Maggio, ha contribuito nel 2009 per il 2,4% sugli investimenti pubblici, circa 90 milioni (in buona sostanza opere pubbliche), mentre la spesa corrente si attestava a 244 milioni di euro, di cui il 32% per la remunerazione del personale (contro una media nazionale del 27%).<\/p>\n<p>Il ruolo delle Province&nbsp; - In questo contesto, il ruolo delle Province nella promozione di opere pubbliche \u2013 che come \u00e8 noto sar\u00e0 completamente rivoluzionato in seguito agli esiti del referendum dello scorso 6 maggio - sembra, come gi\u00e0 accennato, particolarmente penalizzato nella fase attuale: nei primi quattro mesi del 2012, il numero e l\u2019importo delle gare per lavori pubblici bandite dalle amministrazioni provinciali sarde si sono ridotti rispettivamente del 49% e 61%. Una dinamica che riguarda gran parte delle amministrazioni territoriali, e sulla quale il dato pi\u00f9 influente \u00e8 la stagnazione della domanda dei Comuni, e il loro forte ridimensionamento in termini di risorse mandate in gara. In controtendenza l\u2019Anas, che in soli quattro mesi ha promosso una spesa di 8,9 oltre 340 milioni, ovvero quasi il 70% del mercato regionale. Un dato da ricondurre alla pubblicazione a febbraio e aprile di quattro grosse gare di importo unitario superiore a 50 milioni, relative ai lavori di adeguamento a 4 corsie dell'itinerario Sassari-Olbia (lotto 7 - 103 milioni, lotto 8 \u2013 86,5 milioni, lotto 6 \u2013 79 milioni, lotto 5 \u2013 66,6 milioni). Se si escludesse questo risultato eccezionale, il mercato si ridurrebbe a 165 milioni, segnando un calo anche economico rispetto al primo quadrimestre 2011, dell\u2019ordine del 35%.<\/p>\n<p>L\u2019analisi - In un contesto nazionale&nbsp; e internazionale estremamente incerto e complesso - dichiarano&nbsp; Bruno Marras e Francesco Porcu, presidente e segretario regionali di CNA Sardegna -&nbsp; \u00e8 facile prevedere che l'impostazione di austerity dettata dalle esigenze di revisione dei conti pubblici, culminata con la recente strategia di spending review, avr\u00e0 un impatto negativo sull'economia regionale, un'economia particolarmente sensibile alle dinamiche della spesa pubblica.<\/p>\n<p>Da tempo sosteniamo l\u2019esigenza che in Sardegna si apra il cantiere delle riforme, da cui ci attendiamo il riordino e la semplificazione del nostro sistema amministrativo-istituzionale, che va riconfigurato secondo una scala che guardi all\u2019efficienza e alla funzionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono questi i temi che andrebbero affrontati con&nbsp; urgenza e non quelli che purtroppo la cronaca di questi giorni mette in evidenza.<\/p>\n<p>Sul tema delle indennit\u00e0 agli onorevoli regionali \u2013 dichiarano Bruno Marras e Francesco Porcu\u2013 si \u00e8 scritta una pagina buia per l\u2019istituzione autonomistica.<BR>Sconcerta l\u2019urgenza con cui viene ripresentata una norma cancellata dalla volont\u00e0 popolare.<\/p>\n<p>Urgenza che stride \u2013 dichiarano i vertici CNA \u2013 con i tempi normalmente impiegati dal Consiglio regionale per rispondere ai bisogni della collettivit\u00e0 e del sistema produttivo. Cos\u00ec la politica si dimostra sorda ed indifferente ai bisogni della comunit\u00e0. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La drastica revisione della spesa pubblica attuata dal Governo Monti avr\u00e0 un impatto particolarmente negativo sull&#8217;economia della Sardegna. 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