{"id":74191,"date":"2012-05-16T00:00:00","date_gmt":"2012-05-15T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2012\/05\/16\/gdf-nord-sardegna-nel-mare-di-alghero-recupera-unancora-litica-di-grande-valore-storico-ed-archeologico\/"},"modified":"2012-05-16T00:00:00","modified_gmt":"2012-05-15T22:00:00","slug":"gdf-nord-sardegna-nel-mare-di-alghero-recupera-unancora-litica-di-grande-valore-storico-ed-archeologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2012\/05\/16\/gdf-nord-sardegna-nel-mare-di-alghero-recupera-unancora-litica-di-grande-valore-storico-ed-archeologico\/","title":{"rendered":"Gdf Nord Sardegna: nel mare di Alghero recupera un\u2019ancora litica di grande valore storico ed archeologico."},"content":{"rendered":"<p>Sembrava una banale pietra rozzamente scolpita ma si \u00e8 rivelata un reperto di notevole valore storico ed archeologico. La scoperta \u00e8 dovuta ai militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Alghero che ha riportato alla luce, nelle acque di Bosa Marina, una preziosa ancora litica a gravit\u00e0 della tipologia enea del peso di circa 50 Kg., risalente presumibilmente all\u2019era preistorica, quando i naviganti cominciavano ad&nbsp; industriarsi per conferire all\u2019ancora di pietra una forma appropriata con l\u2019aggiunta di elementi, per lo pi\u00f9 di legno, capaci di esercitare una certa presa sul fondale. Il peso variava da 50 a 100 kg toccando in casi eccezionali i 600 kg.<\/p>\n<p>Le Fiamme Gialle, coordinate dal Tenente Sancineto, in collaborazione con il Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale di Cagliari, hanno immediatamente raggiunto il punto esatto segnalato in precedenza dal titolare del \u201cDiving Malesh\u201d di Bosa che aveva notato per caso l\u2019antico manufatto. Cos\u00ec, attraverso l\u2019impiego delle motovedette e dei sub esperti del Corpo, \u00e8 stata attivata dapprima una ricognizione del fondo marino; successivamente, i finanzieri hanno portato a termine il delicato recupero dell\u2019ancora liticaIl prezioso reperto storico \u00e8 stato presto mostrato ai responsabili della Sovrintendenza Archeologica di Sassari per le ulteriori verifiche relative all\u2019esatta individuazione del periodo storico.<\/p>\n<p>Denominate dagli archeologi PF3 (pietre forate 3), queste ancore sono delle lastre di pietra di varie forme geometriche, per lo pi\u00f9 trapezoidali, con tre fori. Un foro praticato in alto attraverso il quale si assicurava l\u2019ancora alle navi con delle cime in fibra vegetale o animale ed altri due fori nella parte inferiore dove si collocavano le marre in legno che avevano la funzione di \u201cmordere\u201d il fondo marino. Entrarono in uso nel 2\u00b0 millennio a.C. ed i pi\u00f9 antichi esemplari sono stati rinvenuti a Cipro e Creta. Rimasero in uso fino al VII e VI secolo a.C., finch\u00e9 non furono sostituite con le ancore a ceppo litico.<\/p>\n<p>Ritrovamenti di questo tipo di ancora sono stati fatti in tutto il Mediterraneo, in particolare in Turchia, Egitto, Mar Nero, Grecia, Malta, Francia, Spagna e persino in Inghilterra. In Italia ci sono stati dei ritrovamenti nelle coste Ioniche, Tirreniche ed Adriatiche e questo ritrovamento \u00e8 un\u2019ulteriore prova che le coste del Mar di Sardegna, in particolare quelle occidentali, erano dei luoghi di partenza, transito e scambio di merci con i&nbsp; paesi del Mediterraneo, anche in epoche molto remote.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il primo ritrovamento di ancore storiche effettuato dal Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari, impegnato in prima linea in mare e sul territorio a tutela del patrimonio storico ed archeologico nazionale. Da ricordare, tra l\u2019altro, l\u2019ancora litica ritrovata sempre dalla Guardia di Finanza nelle acque di S. Antioco il 1\u00b0 settembre del 2011, oggi custodita presso il Museo Archeologico di Sant\u2019Antioco<\/p>\n<p>Alle ore 16.30 del 16 maggio si terr\u00e0, presso il Comando della Sezione Operativa di Alghero \u2013 via Garibaldi 45 - una conferenza stampa per illustrare, alla presenza della dott.ssa Gabriella Gasperetti della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari, le immagini e le fasi salienti del recupero. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembrava una banale pietra rozzamente scolpita ma si \u00e8 rivelata un reperto di notevole valore storico ed archeologico. 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