{"id":73402,"date":"2012-01-01T00:00:00","date_gmt":"2011-12-31T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2012\/01\/01\/da-oggi-in-vigore-le-novita-sul-fisco-imu-aliquote-fino-allo-06-sulla-prima-casa-aspettando-le-nuove-rendite-catastali\/"},"modified":"2012-01-01T00:00:00","modified_gmt":"2011-12-31T23:00:00","slug":"da-oggi-in-vigore-le-novita-sul-fisco-imu-aliquote-fino-allo-06-sulla-prima-casa-aspettando-le-nuove-rendite-catastali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2012\/01\/01\/da-oggi-in-vigore-le-novita-sul-fisco-imu-aliquote-fino-allo-06-sulla-prima-casa-aspettando-le-nuove-rendite-catastali\/","title":{"rendered":"Da oggi in vigore le novit\u00e0 sul fisco: Imu, aliquote fino allo 0,6% sulla prima casa Aspettando le nuove rendite catastali"},"content":{"rendered":"<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #464646; FONT-SIZE: 10.5pt\">L\u2019Imu\u00bb, l'acronimo dell'imposta municipale propria che da oggi prende il posto dell'Ici sicuramente nel nuovo anno sar\u00e0 la parola pi\u00f9 conosciuta dagli italiani. Il decreto salva Italia, infatti, da un punto di vista formale non ha inventato questo nuovo tributo, che in realt\u00e0 era previsto gi\u00e0 dal decreto delega sul federalismo municipale della primavera 2011, ma ne ha stabilito l'entrata in vigore con un anticipo di due anni, sia pure in via \u00absperimentale\u00bb.<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #464646; FONT-SIZE: 10.5pt\">Rispetto alla formulazione originaria dell'imposta ci sono per\u00f2 tre novit\u00e0 che rischiano di rendere piuttosto salato il conto per i padroni di casa. La prima \u00e8 che il proprietario dovr\u00e0 pagare anche per l'appartamento in cui risiede mentre l'Imu nella sua prima versione prevedeva l'esenzione assoluta, come si \u00e8 verificato con l'Ici dal secondo semestre 2008. La seconda \u00e8 che la base imponibile \u00e8 aumentata del 60% rispetto a quella dell'Ici: in pratica nel caso in cui fino al 2011 si sia pagato su un valore di 100 mila euro dal 2012 il calcolo va effettuato su 160 mila. La terza \u00e8 che quest'imposta \u00e8 municipale fino a un certo punto, perch\u00e9 i comuni potranno decidere quanto far pagare, ma possono tenersi per intero solo gli incassi della prima casa, mentre dovranno spartire con lo Stato gli introiti derivanti dagli altri immobili, secondo una complicata procedura di calcolo: dovranno infatti stornare all'Erario lo 0,38% dell'imponibile teorico di seconde case, negozi, uffici eccetera. Molte amministrazioni si troveranno quindi di fronte al dilemma amletico se ripianare o no i vuoti di bilancio calcando la mano sui residenti (nonch\u00e9 elettori). Certo, alle amministrazioni municipali il decreto salva Italia in teoria lascia uno spazio di manovra molto ampio: i municipi potranno infatti deliberare per le prime case entro un ventaglio di aliquote che va da un minino dello 0,2% a un massimo dello 0,6% sul valore catastale rivalutato come dicevamo sopra. In tutti i casi il calcolo dell'imposta prevede l'applicazione una detrazione fissa di 200 euro su tutte le residenze (anche quelle di lusso) pi\u00f9 una variabile, di 50 euro per ogni figlio di et\u00e0 inferiore ai 26 anni e convivente con il proprietario, fino a un massimo di altri 400 euro. Secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio nella conferenza stampa di fine anno queste detrazioni porteranno 6 milioni di contribuenti a non pagare l'imposta per la loro prima casa.<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #464646; FONT-SIZE: 10.5pt\">Sugli altri immobili, residenziali e non, il margine di oscillazione su cui i comuni possono giostrare va dall'aliquota minima dello 0,46% a quella massima dell'1,06%. Con la vecchia Ici le aliquote arrivavano al massimo allo 0,7%, elevabile solo in particolari condizioni fino allo 0,9% nelle grandi citt\u00e0 e solo per le abitazioni sfitte.<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; COLOR: #464646; FONT-SIZE: 10.5pt\"><BR style=\"WIDOWS: 2; ORPHANS: 2; WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px\"><SPAN style=\"BACKGROUND: white\"><SPAN style=\"WIDOWS: 2; ORPHANS: 2; FLOAT: none; WORD-SPACING: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px\">In realt\u00e0 per\u00f2 il conto per i proprietari di questi beni rischia di essere meno pesante di quanto apparirebbe a prima vista, perch\u00e9 l'Imu assorbe la cosiddetta Irpef fondiaria, cio\u00e8 l'imposta sul reddito \u00abvirtuale\u00bb dell'immobile, tributo che invece coesisteva con l'Ici. Nei comuni dove le aliquote non toccheranno i massimi i contribuenti non registreranno particolari aggravi. Un esempio pu\u00f2 chiarire meglio il concetto: un contribuente con aliquota Irpef (comprensiva di addizionali) del 45% e una casa del valore imponibile nel 2011 di 200 mila euro su cui il comune chiedeva lo 0,7% pagava di imposte un totale di 2.300 euro. Nel 2012 se il comune adotter\u00e0 l'aliquota media dello 0,76% il conto dell'Imu sar\u00e0 di 2.432 euro. Certo, se invece l'amministrazione vorr\u00e0 spremere il massimo (1,06%) si arriver\u00e0 a 3.390 euro, ma scegliendo un'aliquota cos\u00ec alta deve anche mettere in conto il crollo del mercato immobiliare locale. Non potr\u00e0 godere del vantaggio dell'assorbimento dell'Irpef fondiaria chi invece non la paga: si tratta dei proprietari che danno l'immobile in locazione e delle societ\u00e0 che non pagano l'Irpef sui redditi ma l'Ires sui profitti. Per loro i comuni hanno la facolt\u00e0 (ma non l'obbligo) di stabilire aliquote agevolate fino a un minimo dello 0,4%; difficilmente lo faranno per il motivo ricordato sopra: lo 0,38% andr\u00e0 comunque allo Stato.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana','sans-serif'; BACKGROUND: white; COLOR: #464646; FONT-SIZE: 10.5pt\">Gli analisti dell'immobiliare concordano nel rilevare che l'introduzione dell'Imu \u00e8 destinata ad avere un impatto negativo sul mercato, forse pi\u00f9 in termini di transazioni che di prezzo, con un contraccolpo psicologico destinato a durare almeno fin quando arriveranno (entro marzo, salvo ulteriori proroghe) le delibere dei comuni, sulla base delle quali sar\u00e0 possibile fare anche i conti. Conseguenze ancora pi\u00f9 marcate potrebbe per\u00f2 averla un'altra novit\u00e0 annunciata negli ultimi giorni dall'esecutivo, e cio\u00e8 la volont\u00e0 di porre mano alla revisione dei valori catastali. Il proposito di riuscirci entro la fine naturale della legislatura a primavera 2013 appare come una \u00abmission impossible\u00bb. L'intenzione sarebbe infatti quella di varare una riforma grazie alla quale il Catasto sia davvero in grado di identificare il valore di mercato di ognuno dei 60 milioni di immobili censiti nel nostro Paese. Va per\u00f2 detto che lo scostamento tra valori catastali e valori di mercato \u00e8 davvero forte e che nella determinazione degli imponibili fiscali l'equit\u00e0 non \u00e8 certo di casa, visto che, ad esempio, vecchi immobili centrali e di pregio nelle grandi citt\u00e0 spesso pagano meno tasse rispetto a case periferiche ma con minore anzianit\u00e0 di servizio. E se l'ipotesi di una riforme appare ineludibile (anche se i tempi probabilmente si misureranno in anni e non in mesi) sta di fatto che il messaggio \u00abcambieremo il Catasto\u00bb si associa immediatamente a un altro, e cio\u00e8 \u00abaumenteremo ancora le tasse\u00bb.<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Imu\u00bb, l&#8217;acronimo dell&#8217;imposta municipale propria che da oggi prende il posto dell&#8217;Ici sicuramente nel nuovo anno sar\u00e0 la parola pi\u00f9 conosciuta dagli italiani. 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