{"id":71455,"date":"2011-09-16T00:00:00","date_gmt":"2011-09-15T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2011\/09\/16\/upi-ordine-del-giorno-dellassemblea-dei-presidenti-di-provincia-dei-presidenti-dei-consigli-provinciali-e-del-consiglio-direttivo-upi-riuniti-a-roma-15-settembre-2011\/"},"modified":"2011-09-16T00:00:00","modified_gmt":"2011-09-15T22:00:00","slug":"upi-ordine-del-giorno-dellassemblea-dei-presidenti-di-provincia-dei-presidenti-dei-consigli-provinciali-e-del-consiglio-direttivo-upi-riuniti-a-roma-15-settembre-2011","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2011\/09\/16\/upi-ordine-del-giorno-dellassemblea-dei-presidenti-di-provincia-dei-presidenti-dei-consigli-provinciali-e-del-consiglio-direttivo-upi-riuniti-a-roma-15-settembre-2011\/","title":{"rendered":"Upi &#8211; Ordine del Giorno dell\u2019Assemblea dei Presidenti di Provincia, dei Presidenti dei consigli provinciali e del Consiglio direttivo UPI riuniti a Roma 15 settembre 2011"},"content":{"rendered":"<p><FONT face=\"\">Il Consiglio dei Ministri ha approvato l\u20198 settembre 2011, il disegno di legge costituzionale per la \u201csoppressione di enti intermedi\u201d, ovvero per l\u2019abolizione delle Province.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Questa scelta -&nbsp;si legge nella&nbsp;nota dell'Upi - corrisponde alla volont\u00e0 di inseguire le derive demagogiche, ma non segue un coerente disegno di riforma delle istituzioni, legato alla storia del nostro Paese.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Con la proposta di una modifica del titolo V, parte II, che cancella la parola \u201cProvince\u201d dalla Costituzione, il Governo si contrappone alle scelte della maggioranza parlamentare, che solo il 5 luglio scorso,<SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/SPAN>su questo tema, si era opposta palesemente alle proposte abolizioniste di alcune forze politiche e aveva manifestato un orientamento favorevole alla razionalizzazione (e non alla soppressione) delle Province.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Questa scelta comporta una immediata delegittimazione politica delle Province, quali istituzioni costitutive della Repubblica, e degli amministratori provinciali, che sono stati eletti a suffragio universale, direttamente dal popolo.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">La Costituzione prevede che la Repubblica sia costituita da Comuni e Province come enti di governo locale esponenziali di una comunit\u00e0 territoriale e come imprescindibili presidi di un ordinamento pluralistico e democratico.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Principio fondamentale della Costituzione, all\u2019art. 5, \u00e8 il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali che sono legate alla storia del Paese (i Comuni e le Province) e la Corte costituzionale ha pi\u00f9 volte affermato che i principi fondamentali della Costituzione non possono essere oggetto di revisione costituzionale.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Ma, ancor di pi\u00f9, questa scelta costituisce un vulnus alla rappresentanza democratica dei territori. Mentre la gran parte dei corpi sociali \u00e8 organizzata a livello provinciale si fa venire meno l\u2019istituzione democratica che dovrebbe rappresentarli. Viene meno la tradizionale organizzazione dei poteri locali tra il Comune capoluogo e il territorio circostante, che vede nella Provincia l\u2019ente esponenziale che consente di raccordare l\u2019area vasta e i territori rurali intorno al centro urbano di riferimento.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Allo stesso tempo, - vi \u00e8 ancora scritto - &nbsp;questa scelta stravolge la riforma del titolo V, parte II, della Costituzione, poich\u00e9 rimette in discussione l\u2019equilibrio che nel 2001 si era raggiunto tra le Regioni e le Autonomie locali, senza risolvere i principali problemi che la riforma costituzionale del 2001 presentava, ovvero la mancata istituzione del Senato federale e il mancato riconoscimento dell\u2019accesso alla Corte costituzionale per le autonomie locali.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Nella prospettiva di un riordino complessivo delle istituzioni pubbliche \u00e8 evidente che occorre ripensare profondamente il ruolo degli enti intermedi per l\u2019esercizio delle funzioni d area vasta, come \u00e8 indicato chiaramente anche nella relazione al ddl costituzionale, tenendo conto che essi esistono in tutti i grandi paesi europei e sono considerati come essenziali nella Carta europea delle autonomie locali.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Da una prima analisi degli articoli del ddl costituzionale approvato dal Governo sulla soppressione di enti intermedi emergono invece profonde incoerenze di sistema.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Nella Rubrica del titolo V non ci sono pi\u00f9 le Province; la Repubblica \u00e8 costituita da Comuni, Citt\u00e0 metropolitane e Regioni, ma le Citt\u00e0 metropolitane non esistono, n\u00e9 sono individuate chiaramente nella loro natura nel loro ordinamento. Cos\u00ec la Repubblica \u00e8 costituita in Costituzione dalle Citt\u00e0 metropolitane mentre non \u00e8 pi\u00f9 costituita dalle Province, che nella storia unitaria di 150 anni hanno rappresentato l\u2019ente di area vasta intorno al quale si \u00e8 organizzata anche la presenza dello Stato nel territorio.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Si esalta la schizofrenia dell\u2019ordinamento locale in parte affidato allo Stato (per Comuni e Citt\u00e0 metropolitane) e in parte affidato alle Regioni (in toto nelle Regioni a statuto speciale e limitatamente alla disciplina degli enti di area vasta e dell\u2019esercizio associato delle funzioni comunali nelle Regioni a statuto ordinario).<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Questo ha delle gravi conseguenze sull\u2019organizzazione dell\u2019amministrazione periferica dello Stato che fino ad ora si \u00e8 identificata con i territorio provinciale e che dipender\u00e0 in futuro dalle scelte autonome operate dalle Regioni, con la conseguente schizofrenia nell\u2019organizzazione degli uffici periferici delle amministrazioni centrali, che tra l\u2019altro nella disposizioni introdotte nella manovra estiva dovevano essere riorganizzati profondamente attraverso il meccanismo della \u201cspending review\u201d.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Questa scelta infine porta oggettivamente alla definitiva chiusura del percorso di attuazione dell\u2019art. 119 della Costituzione in materia di federalismo fiscale e causa la cancellazione delle norme sull\u2019autonomia di entrata e di spesa delle Province e il percorso di autonomia e responsabilit\u00e0 che era stato avviato. <SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/SPAN><\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">La scelta della regionalizzazione delle Province, contestabile in s\u00e9, potrebbe avere una sua coerenza costituzionale solo se tutto l\u2019assetto del governo locale (per Comuni, Province e Citt\u00e0 metropolitane) fosse affidato alla competenza legislativa regionale, inserendo in Costituzione precisi elementi di garanzia sulla democraticit\u00e0 dei loro organi, sulle funzioni, sulle<SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/SPAN>risorse e sulla possibilit\u00e0 di ricorso alla Corte costituzionale a difesa delle loro attribuzioni locali, come avviene negli ordinamenti di tipo federale, come quello tedesco. Anche se ci\u00f2 non sembra coerente con la nostra tradizione amministrativa ripresa dalla Costituzione del 1947, in quanto le forze politiche del tempo pensavano ad una garanzia dello Stato nella disciplina del governo locale per assicurare un uguale trattamento ai cittadini di tutto il territorio nazionale, la regionalizzazione dell\u2019assetto degli enti locali si pu\u00f2 giustificare con un impianto di tipo federale che faccia assumere alle Regioni un pi\u00f9 esplicito<SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/SPAN>ruolo legislativo e di programmazione e che riservi allo Stato centrale il compito di assicurare l\u2019unit\u00e0 giuridica ed economica della Repubblica.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">La scelta costituzionale di abolizione delle Province ingenera infine ulteriore confusione, pone nel caos le amministrazioni territoriali che oggi dovrebbero essere in prima linea a cercare di dare risposte sulla crisi, causando disservizi per i cittadini e i territori e portando ad un sensibile aumento della spesa pubblica. La mancanza di indirizzi certi al legislatore regionale comporta infatti il rischio che le funzioni di area vasta siano allocate concretamente a livello regionale con l\u2019aumento dei costi derivanti dal passaggio del personale nel comparto delle Regioni e la conseguenza di favorire ulteriormente le tendenze gi\u00e0 in atto di centralismo amministrativo regionale.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\"><B style=\"mso-bidi-font-weight: normal\">Approvate proposte<\/B> - Alla luce delle esposte osservazioni, <U>l\u2019Assemblea dei Presidenti di Provincia, dei Presidenti dei consigli provinciali e il Consiglio direttivo dell\u2019UPI<\/U>, riuniti a Roma, il 15 settembre 2011 approvano le seguenti proposte, sottolineando l\u2019assoluta contrariet\u00e0 rispetto al percorso di riforma costituzionale avviato dal Governo senza il minimo coinvolgimento delle Province.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Le Province - prosegue il documento - non possono essere considerate il \u201ccapro espiatorio\u201d dei mali della Repubblica per la risoluzione dei problemi dei costi della politica: occorre ricordare che sui costi della politica delle Province si \u00e8 gi\u00e0 intervenuti in profondit\u00e0 mentre poco \u00e8 stato fatto su altri livelli di governo.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Le Province non si tirano indietro rispetto all\u2019esigenza di una profonda riforma, ma rivolgono un appello al Parlamento perch\u00e9 affronti in modo coerente un percorso di riordino istituzionale che riguardi tutte le istituzioni della Repubblica.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Per riordinare il sistema istituzionale italiano occorre intervenire in modo coerente su tutti i livelli di governo e di rappresentanza democratica con modifiche di carattere strutturale: <I style=\"mso-bidi-font-style: normal\">riduzione del numero dei membri della Camera dei Deputati e istituzione del Senato federale come Camera delle Regioni e delle Autonomie locali; riduzione del numero dei Ministeri e dell\u2019amministrazione periferica dello Stato; dimensionamento delle Regioni per assicurare la competitivit\u00e0 dei territori, definizione dei poteri legislativi regionali e rivisitazione delle Regioni a statuto speciale; accesso alla Corte Costituzionale per Comuni, Province e Citt\u00e0 metropolitane; dimensionamento delle Province ed istituzione delle Citt\u00e0 metropolitane;<\/I><\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\"><I style=\"mso-bidi-font-style: normal\">dimensionamento dei Comuni e disciplina coerente dello forme associative comunali<\/I>.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">L\u2019Upi e Anci e la Conferenza delle Regioni hanno stipulato un patto e avviato un percorso comune per arrivare a proposte condivise di autoriforma e di riordino delle istituzioni territoriali che possono avvenire da subito, a Costituzione invariata.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">E\u2019 evidente - di legge ancora - che sono necessari anche interventi puntuali di revisione costituzionale che, per\u00f2, devono portare al completamento della riforma del titolo V, parte II, della Costituzione,<SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp; <\/SPAN>e non al suo stravolgimento.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">Come abbiamo indicato gi\u00e0 in Parlamento e come \u00e8 previsto in diversi disegni di legge presentati alla Camera dei Deputati, per affrontare in modo coerente il tema delle Province e del governo di area vasta, la via maestra \u00e8 quella della revisione dell\u2019art. 133 della Costituzione, per assegnare alle Regioni, in tempi rapidi e con procedure chiare, il compito di ridisegnare in modo adeguato la maglia amministrativa del livello di governo provinciale e metropolitano, arrivando in questo modo ad un pi\u00f9 adeguato dimensionamento delle Province, coerente con l\u2019impianto della Repubblica delle autonomie delineata nell\u2019articolo 5 della Costituzione e con lo svolgimento ottimale delle funzioni di area vasta e, allo stesso tempo, all\u2019istituzione delle Citt\u00e0 metropolitane (con la contestuale soppressione delle Province) come enti per il governo integrato delle aree metropolitane.<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\">L\u2019Assemblea dei Presidenti di Provincia, dei Presidenti dei consigli provinciali e il Consiglio direttivo dell\u2019UPI - conclude lanota - &nbsp;si impegnano a promuovere una forte azione di sensibilizzazione presso tutti i partiti politici e i gruppi parlamentari affinch\u00e9 le proposte contenute nel presente documento e nell\u2019ordine del giorno siano condivise e determinino una modifica del disegno di legge del Governo nel senso di riaffermare la necessit\u00e0 delle Province come livello di governo territoriale previsto nella Costituzione, sia nelle Regioni a statuto ordinario che nelle Regioni a statuto speciale. Com<\/FONT><\/p>\n<p><FONT face=\"\"><\/FONT>&nbsp;<\/p>\n<p><FONT face=\"\"><\/FONT>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato l\u20198 settembre 2011, il disegno di legge costituzionale per la \u201csoppressione di enti intermedi\u201d, ovvero per l\u2019abolizione delle Province.&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":10827,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71455"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=71455"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/71455\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=71455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=71455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=71455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}