{"id":69672,"date":"2011-07-26T00:00:00","date_gmt":"2011-07-25T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2011\/07\/26\/i-lavori-del-consiglio-regionale-il-riepilogo-della-seduta-mattutina-unioni-di-comuni-le-modifiche-allarticolo-3-della-legge-regionale-2-agosto-2005-n-12\/"},"modified":"2011-07-26T00:00:00","modified_gmt":"2011-07-25T22:00:00","slug":"i-lavori-del-consiglio-regionale-il-riepilogo-della-seduta-mattutina-unioni-di-comuni-le-modifiche-allarticolo-3-della-legge-regionale-2-agosto-2005-n-12","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2011\/07\/26\/i-lavori-del-consiglio-regionale-il-riepilogo-della-seduta-mattutina-unioni-di-comuni-le-modifiche-allarticolo-3-della-legge-regionale-2-agosto-2005-n-12\/","title":{"rendered":"I Lavori del Consiglio regionale &#8211; Il riepilogo della seduta mattutina: Unioni di comuni, le modifiche all&#8217;articolo 3 della legge regionale 2 agosto 2005 n. 12."},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 aperta questa mattina, sotto la presidenza della Presidente Claudia Lombardo, la seduta del Consiglio regionale. <\/p>\n<p>Il primo intervento \u00e8 stato quello del capogruppo del Psd'Az, Giacomo Sanna, il quale ha sostenuto \"la necessaria presenza in Aula\"del presidente della regione, Ugo Cappellacci, per chiarire la vicenda della privatizzazione della Tirrenia. Una vicenda che non pu\u00f2 passare in secondo piano perch\u00e9 \u00e8 un argomento di vitale importanza\". La presidente Lombardo, accogliendo le dichiarazioni di Sanna ha precisato che la richiesta sar\u00e0 riferita al Presidente della Regione. <\/p>\n<p>Si \u00e8 quindi passati al punto all'ordine del giorno, la proposta di legge 299, Unioni di comuni: modifiche all'articolo 3 della legge regionale 2 agosto 2005 n. 12 (Norme per le unioni di comuni e le comunit\u00e0 montane. Ambiti adeguati per l'esercizio associato di funzioni). Si \u00e8 aperta la discussione generale con Roberto Capelli (Gruppo Misto) che ha chiesto una sospensione per avere la possibilit\u00e0 di presentare eventuali emendamenti. Alla ripresa dei lavori, il consigliere Capelli ha prima precisato che non avrebbe presentato alcun emendamento \"nel rispetto degli accordi assunti dai capigruppo su questo testo\" ed ha poi aggiunto che sarebbe invece stato \"un segnale importante\" aprire la proposta di legge con \"le tre righe\" della norma sull'abrogazione delle province. \"Credo - ha dichiarato - che sarebbe stato un segnale importante per aprire una discussione sulle riforme, troppo spesso annunciate e mai portate avanti\". <\/p>\n<p>Adriano Salis (Idv) ha espresso il voto favorevole del suo gruppo al passaggio agli articoli. \"Cercheremo di utilizzare (la norma) - ha spiegato - per fare un passo avanti sul riassetto delle istituzioni in Sardegna\". Secondo Salis l'unione dei comuni pu\u00f2 svolgere un ruolo importante nel superamento delle province, su cui \"l'Idv a livello nazionale - ha ricordato - ha portato avanti una seria battaglia. Oggi presenteremo una legge per l'abrogazione delle province regionali\". Anche Carlo Sechi (Sel - Comunisti - Indipendentistas) ha dichiarato il voto favorevole \"a una legge condivisa e sottoscritta da tutti i capigruppo\". Per Sechi la soppressione delle province \u00e8 un argomento condiviso da molti, ma su cui non si registra coesione. Per Attilio Dedoni (Riformatori sardi - Liberaldemocratici) si arriva in ritardo \"con una leggina, a sanare una situazione incancrenita\" che non d\u00e0 risposte \"serie\" all'unione dei comuni. Il consigliere dei Riformatori ha insistito sull'assenza di uno statuto di autonomia \"degno di questa regione\". \"Non siamo all'altezza per poter essere in una situazione di pari dignit\u00e0 con lo Stato, come nella vicenda Tirreni\". <\/p>\n<p>Giuseppe Cuccu (Pd) ha espresso il voto favorevole alla proposta di legge, precisando per\u00f2 che il vero problema \u00e8 l'assenza di risorse per esercitare le funzioni degli enti locali. Cuccu ha chiesto, rivolto agli altri consiglieri, di non fare confusione tra il ruolo dell'unione dei comuni e quello delle province. \"Le unioni dovrebbero sostituire le funzioni delle province? - ha domandato - Dal punto di vista giuridico e organizzativo porterebbe a un aggravio di costi e a un peggioramento dei servizi\". Franco Cuccureddu (gruppo Misto) ha detto che avrebbe votato a favore della norma anche \"se segna il punto pi\u00f9 basso degli ultimi sessant'anni. Legiferare sotto ricatto - ha continuato - \u00e8 antipatico, ma lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 se lo si fa perch\u00e9 qualche sindaco o presidente di unione minaccia di dimettersi, e per produrre un normativa che non cambia nulla\". Secondo Cuccureddu si approva una legge che non serve a nulla e che \"getta discredito sulla classe politica, di cui anch'io faccio parte\". La presidente Lombardo ha richiamato Cuccureddu al rispetto del ruolo dell'Assemblea e a contenere le sue dichiarazioni, precisando che sono le sue parole a gettare discredito sulla classe politica. <\/p>\n<p>Giampaolo Diana (Pd), dopo aver espresso il suo voto favorevole, si \u00e8 appellato alla presidente Lombardo perch\u00e9 solleciti la Prima commissioni nel portare avanti delle riforme vitali. \"Ruolo abdicato - ha aggiunto - dalla maggioranza e dalla giunta\". Tarcisio Agus, (Pd) nell'esprime il suo voto favorevole, ha auspicato che si apra presto un dibattito sulle riforme. Giulio Steri (Udc-Fli) dopo aver dichiarato il voto favorevole del suo gruppo, ha detto di condividere i rilievi della presidente\"sulle dichiarazioni di Cuccureddu. \"Io non ritengo che nessuno in quest'Aula parli e agisca sotto ricatto. E' segno di intelligenza - ha aggiunto - intervenire dopo aver legiferato se ci si rende conto di non averlo fatto esaurientemente\". Pietro Pittalis (Pdl) ha espresso il suo voto favorevole a una norma dettata dal buonsenso. \"L'aspetto positivo della proposta di legge - ha spiegato - \u00e8 che supera le difficolt\u00e0 interpretative della prima formulazione, in relazione all'incertezza giuridica dello status delle unioni\". Anche per Antonio Solinas (Pd) rivedere le proprie decisioni pu\u00f2 essere considerato un fatto positivo, non negativo, \"se ci si rende conto di aver fatto qualche sbaglio. E voto a favore - ha detto - non perch\u00e9 mi sento ricattato\". Secondo Solinas ricostituire l'unione dei comuni \u00e8 stata una scelta giusta e lungimirante per alcune zone Sardegna dove i piccoli comuni riescono a svolgere meglio la loro funzione in maniera associata.<\/p>\n<p>Salvatore Amadu, del Pdl, si detto favorevole ad assimilare le unioni dei comuni agli enti locali. \"Tuttavia, - ha proseguito - esprimo molte perplessit\u00e0 su alcuni aspetti che andrebbero chiariti. Ad esempio sul divieto di costituire piante organiche, che restano in vigore ad esaurimento. Temo poi che, attraverso la possibilit\u00e0 di stipulare contratti a termine, sia stia alimentando nuovo precariato e nuovo clientelismo, anche perch\u00e9 stiamo parlando di funzioni che le unioni gi\u00e0 svolgono e non \u00e8 pensabile che le svolgano senza personale e strutture amministrative.\"Non vorrei - ha concluso - che si dovesse tornare nuovamente su questa norma di legge, magari per stabilizzare altri lavoratori precari dopo aver detto che volevamo superare definitivamente il fenomeno. Sono problemi che devono essere chiariti\".<\/p>\n<p>Sempre per il Pdl, il capogruppo Mario Diana ha tenuto a ribadire che \"non c'\u00e8 stata alcuna forzatura da parte dei Sindaci, con i quali anzi si \u00e8 lavorato in uno spirito positivo di leale collaborazione, cos\u00ec come va sottolineato il buon lavoro dei capigruppo che ha portato ad un accordo unanime\". Diana ha inoltre puntualizzato che, da un lato, \"\u00e8 vero che il consiglio regionale \u00e8 tornato su una norma perch\u00e9 forse si \u00e8 sbagliato prima, ma ora sono state definite alcune cose molto importanti: il divieto di istituire nelle unioni di comuni posti di segretario generale, il congelamento delle piante organiche, ed il tetto all'utilizzo dei contratti atipici. Abbiamo dato certezze\".<\/p>\n<p>Illustrando la posizione della giunta regionale, l'Assessore degli Enti locali, Nicola Rassu, ha precisato che con questa norma \"vengono chiariti definitivamente i dubbi interpretativi sollevati sul piano giuridico in diverse occasioni sia dall\u2019ufficio legale della regionale che dalla stessa corte dei conti. Il testo attuale ha definito correttamente che le unioni dei comuni sono enti locali; ed appaiono inoltre utili e necessarie le precisazioni su segretari e piante organiche. Peraltro, la giunta regionale ha presentato pi\u00f9 volte emendamenti in tal senso\".<\/p>\n<p>Non essendoci altri iscritti a parlare, la Presidente Lombardo ha messo in votazione il passaggio agli articoli della legge con il seguente esito: favorevoli 59, contrari nessuno, astenuti 3. Il consiglio approva. A seguire, l'assemblea ha proceduto alla votazione finale della legge, con il seguente esito: favorevoli 57, contrari nessuno, astenuti 5. Il consiglio ha approvato.<\/p>\n<p>L'Aula \u00e8 poi passata al secondo punto all'ordine del giorno con l'esame della Proposta di legge 300 sull'interpretazione del combinato disposto del comma 7, lettera c) e del comma 21 dell'articolo 18 della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12 (Disposizioni nei vari settori di intervento) che riguarda l'Ente Acque della Sardegna. La presidente Lombardo ha messo in votazione, a voto segreto su richiesta del capogruppo del Pd Mario Bruno, il passaggio agli articoli della legge che \u00e8 stato respinto con 31 voti a favore, 30 contrari e 1 astenuto: la maggioranza richiesta era di 32 voti.<\/p>\n<p>Al successivo punto all'ordine del giorno la mozione 134 sui \"gravami militari di dimensione insostenibile che insistono sul territorio regionale con poligoni, servit\u00f9 e demani e sulla necessit\u00e0 di procedere quanto prima ad un progressivo processo di riduzione e dismissione dei poligoni presenti nel territorio sardo, alle urgenti iniziative di bonifica dei siti interessati e a adeguate misure di indennizzo e di sostegno allo sviluppo di un economia di pace sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e culturale dei territori e delle popolazioni coinvolte dalla presenza dei poligoni militari\". A prendere la parola per illustrare la mozione, la prima firmataria Claudia Zuncheddu (Sel-Comunisti-Indipendentistas) che ha portato all'attenzione dell'Aula i motivi che hanno portato alla presentazione della mozione: \"Alla luce dei gravi danni riscontrati nei territori interessati dalle servit\u00f9 militari (sia in terra che in mare e in aria), danni accertati da una ricca documentazione ufficiale che ha evidenziato i rischi ambientali - ha spiegato la consigliera indipendentista -, si pone l'urgente problema di sospendere immediatamente tutte le esercitazioni militari nei territori interessati\".<\/p>\n<p>\"E' per questo che la mozione invita la giunta regionale e il presidente Ugo Cappellacci a provvedere a interventi finanziari urgenti, soprattutto nel territorio del salto di Quirra dove i pastori e i loro animali sono stati allontanati; un intervento - come ha spiegato la Zuncheddu - a titolo anticipatorio perch\u00e9 \u00e8 compito dello Stato italiano, e in particolare del ministero della Difesa, sostenere le economie danneggiate\". Il documento chiede inoltre alla giunta di aprire una vertenza contro lo Stato italiano perch\u00e9 si assuma la responsabilit\u00e0 di chiudere le basi ed effettuare le bonifiche e chiede che sia effettuato un monitoraggio ambientale \"che sia serio e trasparente\", oltre che la convocazione del comitato per la sicurezza pubblica perch\u00e9 valuti la situazione economica dei territori interessati.<\/p>\n<p>Per Efisio Planetta, Psd'Az, si tratta di \"un film gi\u00e0 visto. E' come se si accolga solo oggi, con tardiva presa di coscienza che quei demani e quelle servit\u00f9 militari, insostenibili e vergognosi sotto ogni profilo, siano l'ennesima emergenza che riguarda l'Isola\". Anche il consigliere sardista ha insistito sulla necessit\u00e0 che il presidente della Regione e tutta la giunta si attivino per lo smantellamento progressivo di tutte le servit\u00f9 militari in Sardegna. \"Mai pi\u00f9 esercitazioni in presenza di cos\u00ec forti indizi di nocivit\u00e0 e di un numero eccessivo di tumori e malformazioni nei bambini e nei feti degli animali; mai pi\u00f9 la Sardegna in una posizione passiva e di totale subordinazione nei confronti del governo italiano di turno\".<\/p>\n<p>La presidente Claudia Lombardo ha quindi dato la parola a Chicco Porcu (Pd) che, in apertura del suo intervento, ha manifestato la sua perplessit\u00e0 per il \"clima di disinteresse che si avverte in questo Consiglio, nonostante si discuta dell'importantissimo problema dei gravami militari sull'Isola\". Porcu ha anche rimarcato l'assenza del presidente della Regione, Ugo Cappellacci, \"che ormai non considera pi\u00f9 il Consiglio come luogo di confronto. Assente sulla vertenza entrate, assente ieri sul caso Tirrenia\". L'esponente del Pd ha poi affermato: \"Ci saremo aspettati una richiesta di convocazione da parte sua per riferire su cosa intenda fare per tutelare il nostro diritto alla mobilit\u00e0\". E ha poi aggiunto, tornando all'argomento della mozione 134: \"I gravami militari limitano lo sviluppo sociale ed economico di alcune zone della nostra Isola\". <\/p>\n<p>Porcu ha poi evidenziato che sembra quasi inutile il tentativo dell'opposizione di \"richiamare l'Aula a una posizione unitaria su argomenti importanti come questo, di fronte al disinteresse che si respira\". Per l'esponente del Pd \u00e8 importante affrontare, nel suo complesso, il problema dei gravami militari sull'Isola e non parlare soltanto di Quirra, in modo da slegarlo dalle emergenze del momento. \"C'\u00e8 uno squilibrio gravissimo tra i gravami militari nell'Isola e quelli nel resto d'Italia\". In conclusione Chicco Porcu ha quindi esortato l'Esecutivo e tutto il Consiglio regionale affinch\u00e9 tale squilibrio venga portato al tavolo con lo Stato perch\u00e9 sia inserito nel federalismo fiscale e, in caso, di smantellamento venga fatto un programma di recupero per un nuovo modello di sviluppo di quei territori. <\/p>\n<p>Per Tarcisio Agus (Pd) quella in discussione \u00e8 una mozione di particolare importanza gi\u00e0 oggetto di discussioni e di grandi analisi sia per quanto riguarda i rischi ambientali sia per quelli sulla salute. Secondo l'esponente dell'opposizione per alcuni Comuni la presenza di queste servit\u00f9 militari pu\u00f2 rappresentare un supporto dal punto di vista economico, \"ma a quale prezzo?\". Per Agus \"con l'esperienza di Quirra abbiamo visto come a pagare sia stata la nostra cultura economica, in particolare l'agricoltura e la pastorizia\". Per il consigliere regionale del Pd non bisogna poi dimenticare anche i siti ancora non bonificati delle aree minerarie, come quelle del Sarrabus e del Sulcis, dove c'\u00e8 ancora la presenza di discariche a cielo aperto e gallerie piene d'acqua che poi si riversa sul territorio. Agus ha ricordato ai colleghi che a Montevecchio ci sono 270 chilometri di gallerie piene d'acqua a 230 metri sotto il livello del mare. \"Abbiamo la possibilit\u00e0 di attuare azioni per il disinquinamento utilizzando fondi nazionali e invece usiamo quelli regionali\". Agus ha poi chiesto cosa si sta facendo per il Geoparco, visto che, come gli risulta, gli operatori si stanno occupando di attivit\u00e0 che niente hanno a che vedere con le operazioni di bonifica.<\/p>\n<p>Radhouan Ben Amara (Sel - Comunisti - Indipendentistas) ha detto che parlare di servit\u00f9 militari non \u00e8 altro che una sineddoche. Pi\u00f9 che di servit\u00f9, ha spiegato, si tratta di schiavit\u00f9. \"Dobbiamo invece parlare - ha continuato - di presenza militare e stupirci perch\u00e9 lo Stato italiano non ripaghi la Sardegna per i danni causati dalla presenza militare nel nostro territorio. Un affare economico per il ministero della Difesa di proporzioni colossali, che non compensa i sardi dei danni ambientali e sociali che derivano dall'essere un territorio in guerra perenne\". Il consigliere dei Comunisti ha concluso l'intervento chiedendo che si pretendano i 15 milioni di euro \"che lo Stato italiano deve erogare alla Sardegna ogni anno\", ma senza pensare che possano rappresentare il prezzo per la presenza militare nell'Isola. Per Giorgio Cugusi (Sel - Comunisti - Indipendentista) la sindrome di Quirra non \u00e8 una sindrome mediatica. Il consigliere di Sel ha invitato l'Aula a cercare la verit\u00e0 e a non far finire la mozione in un cassetto. \"Bisogna trovare - ha detto - forme concrete che mettano in campo studi seri, e che attivino un processo di dismissione di tutti i poligoni\". Il capogruppo del Pd, Mario Bruno, ha chiesto la verifica del numero legale. Verificata l'assenza del numero legale la presidente Lombardo ha sospeso i lavori per trenta minuti.<\/p>\n<p>Giampaolo Diana, del Pd, ha ricordato che a maggio la giunta regionale ha sottoscritto un accordo importate col Ministero dello Sviluppo economico, Eni e Novamont per realizzare a Porto Torres, attraverso la cosiddetta \"chimica verde\" la pi\u00f9 grande raffineria del mondo con la filiera agricola, superando forse definitivamente la fase degli idrocarburi. \"E' una grande opportunit\u00e0 anche per il settore primario agricolo - secondo Diana - perch\u00e9 gli stabilimenti dovranno essere alimentati con combustibili agricoli ad alta percentuale di olio prodotte in aree marginali non di pregio, in una superficie di almeno 120.000 ettari. Servir\u00e0 poi la rotazione per preservare, ogni tre anni, la fertilit\u00e0 dei terreni. Complessivamente quindi saranno interessati dal nuovo ciclo produttivo oltre 360.000 ettari e in quest'ottica potrebbe entrare le aree recuperate dalle servit\u00f9 militari\". \"Nella parte della mozione che prevede la rinegoziazione dei rapporti con lo Stato su questa materia - ha affermato ancora Diana - ci potrebbe essere una soluzione nuova anche per le zone ora sottoposte a servit\u00f9. Sul problema serve una riflessione pi\u00f9 generale, che veda la Sardegna in posizione propositiva, ed un progetto organico\". <\/p>\n<p>Per Carlo Sechi (Sel-Comunisti-Indipendentistas) in questo momento \"occorre difendere la dignit\u00e0 del popolo sardo e il dibattito sulle servit\u00f9 sar\u00e0 utile se sapr\u00e0 suscitare un moto di orgoglio\". Rivolgendosi al capogruppo del Pdl Mario Diana che ha indicato le principali emergenze della Sardegna nei problemi dei trasporti, delle entrate e della crisi economica legata all\u2019agricoltura ed alla zootecnia, per la quale i dati pi\u00f9 recenti parlano di 40.000 ettari abbandonati in 5 anni, riduzione del 40% della produzione di grano, Sechi ha dichiarato che \"la nostra regione ha un'altra gravissima emergenza ed \u00e8 quella delle servit\u00f9. Un problema che risale al dopoguerra, ma che ora bisogna affrontare e risolvere con idee e progetti nuovi\". In altre parole, per Sechi, \u00e8 necessario parlare finalmente con concretezza di \"un nuovo modello di sviluppo che preveda la dismissione dei poligoni, la bonifica dei siti, i giusti risarcimenti per le popolazioni. La Sardegna, in altre parole, deve tornare ad essere una terra di pace nel Mediterraneo\".<\/p>\n<p>Giacomo Sanna, capogruppo del Psd'Az, ha ribadito la posizione del suo partito sulla necessit\u00e0 urgente di trovare soluzioni economiche alternative per i territori interessati dalle servit\u00f9 militari. \"Iniziamo a ragionare su cosa si pu\u00f2 fare in alternativa alle esercitazioni militari, elaborando un modello economico alternativo che sostituisca e cancelli l'atteggiamento che le popolazioni hanno nei confronti dei militari, considerandoli una fonte di sostegno economico. Basta con la sindrome di Stoccolma - ha aggiunto Sanna - liberiamo le popolazioni dalla schiavit\u00f9 psicologica nei confronti dei militari\".<\/p>\n<p>Giulio Steri, Udc-Fli, ha voluto confermare l'adesione totale e piena all'ordine del giorno condiviso dall'Aula nei mesi scorsi sulle servit\u00f9 militari. \"Quell'ordine del giorno tracciava una linea guida specifica alla giunta - ha sottolineato Steri - che andava nella direzione della diminuzione delle servit\u00f9 militari nell'isola\". Anche Steri, annunciando la propria posizione contraria alla mozione \"perch\u00e9 gi\u00e0 assorbita dal precedente ordine del giorno\", ha sottolineato la necessit\u00e0 di individuare in tutta l'isola un'alternativa economica per le popolazioni che vivono grazie alla presenza dei militari.<\/p>\n<p>Prima di dare la parola al capogruppo del Pdl Mario Diana, la presidente Lombardo ha annunciato all'Aula la disponibilit\u00e0 del presidente della Regione Ugo Cappellacci a riferire in Consiglio questo pomeriggio alle ore 16.30 in merito alla questione Tirrenia.<\/p>\n<p>Nel suo intervento Mario Diana ha ribadito la posizione del suo gruppo sulle servit\u00f9 militari espressa anche nella votazione dell'ordine del giorno approvato sul tema: \"Noi non vogliamo le servit\u00f9 militari a tutti i costi - ha chiarito Diana - ma non si pu\u00f2 dopo poche settimane ripresentare una mozione sugli stessi argomenti senza che vi siano elementi di novit\u00e0\". Per quanto riguarda nello specifico il caso di Quirra, per Diana l'evacuazione del bestiame \"\u00e8 stata una cosa inopportuna, soprattutto quando si sa che i rischi di cui si parlava non sono accertati\". Replicando alla posizione del consigliere del Pd Chicco Porcu, critico sulla tenuta della maggioranza, Diana ha specificato che \"non c'\u00e8 alcuna intenzione di abbandonare la barca per farla affondare. Pur con critiche e dialettiche interne - ha precisato il capogruppo del Pdl - noi abbiamo intenzione di arrivare al termine naturale della legislatura\". Per Diana i cittadini non sono pi\u00f9 disponibili ad accettare le diatribe partitiche: \"In questo momento la Sardegna non ha bisogno di contrapposizioni - ha concluso facendo appello alla minoranza - se dimostriamo di meritare il ruolo che abbiamo, possiamo trovare una soluzione\".<\/p>\n<p>La presidente Claudia Lombardo ha quindi dato la parola Mario Bruno (capogruppo del Pd), il quale ha affermato come il tema in discussione sia quello delle servit\u00f9 nel loro pi\u00f9 ampio significato: ossia del rapporto tra lo Stato e la Regione, tra il presidente Cappellacci e il Governo Berlusconi. \"Noi abbiamo 2000 pastori in piazza. E' passato un anno, avete prodotto una legge ma i risultati non ci sono\". Bruno ha affrontato anche la questione della continuit\u00e0 territoriale, in particolare del caso Tirrenia, ma anche di quella aerea: \"Devono essere garantiti i diritti dei sardi\". Per il capogruppo del Pd \"non riusciamo a fare passi avanti sulla materia: si annunciano ricorsi e non si mettono in pratica. In due anni \u00e8 mezzo il tema delle servit\u00f9 militari \u00e8 scomparso dalla agenda politica di questo Esecutivo\". <\/p>\n<p>Parlando poi della mozione 134, Bruno ha affermato che il testo ha l'obiettivo di trasformare una situazione di crisi in opportunit\u00e0: \"Bisogna investire e chiedere allo Stato che faccia la sua parte. Ma per far questo \u00e8 necessario un Governo regionale che affronti questo importante problema con il Consiglio dei Ministri. Serve un rapporto muscolare con lo Stato, basta con la diplomazia\". Per l'esponente dell'opposizione la mozione contiene gli indirizzi per la Giunta su come agire e su quali siano i diritti da garantire. \"Bisogna dirlo in maniera chiara e unitaria\". Per Bruno: \"La legislatura di centrodestra \u00e8 fallita, bisogna stabilire la data per le nuove elezioni e nel frattempo affrontare le emergenze tra cui il bilancio\".<\/p>\n<p>Per la replica \u00e8 intervenuto l'assessore degli Enti locali, Nicola Rassu, che ha evidenziato che soltanto un paio di settimane fa sono stati approvati due ordini del giorno sulle servit\u00f9 militari. L'esponente dell'Esecutivo ha ribadito che ci sono 35mila ettari occupati da servit\u00f9 militari, con 80 chilometri di coste inaccessibili. \"Credo che la Giunta abbia gi\u00e0 dimostrato che l'interessamento \u00e8 totale, e credo che sia importante proseguire la discussione e confrontarsi con lo Stato per la dismissione del patrimonio immobiliare non necessario per gli usi militari e destinarli allo sviluppo del territorio. La Giunta - ha aggiunto l'assessore Rassu - non \u00e8 stata inerte, anzi ha ottenuto dallo Stato il trasferimento del 90 per cento degli immobili destinati a usi militari\". L'assessore Rassu ha poi elencato altri risultati ottenuti dalla Giunta regionale tra cui un aumento del contributo erogato dallo Stato che \u00e8 passato da 13 milioni e 300mila euro a oltre 15 milioni, oltre agli indennizzi per i pescatori e, per la prima volta, non c\u2019\u00e8 stata alcuna esercitazione da giugno fino a settembre con oltre 30 giorni di pausa in pi\u00f9 rispetto agli anni precedenti. <\/p>\n<p>L'assessore Rassu ha anche ricordato l'istituzione dell'Osservatorio permanente per la valutazione dei rischi per la salute dei cittadini e ha auspicato un rapido ripristino degli habitat naturali. L'esponente dell'Esecutivo si \u00e8, inoltre, detto favorevole a una riduzione della presenza delle servit\u00f9 militari in Sardegna. \"Riteniamo che a breve sar\u00e0 convocato dal presidente Cappellacci il Comitato misto paritetico per rivedere il disciplinare per le esercitazioni militari, con una contestuale verifica dei problemi ambientali, affinch\u00e9 tali esercitazioni si svolgano nella maniera meno invasiva per il territorio\". L'assessore Rassu si \u00e8 inoltre detto contrario agli allarmismi fino a quando non ci saranno i risultati dell'indagine disposta dall'Assessorato regionale della Sanit\u00e0. Il rappresentante della Giunta ha, infine, proposto una convocazione ad hoc del Consiglio regionale, invitando a partecipare anche i parlamentari sardi, per affrontare il tema delle servit\u00f9 militari in maniera esaustiva e per decidere, tutti insieme, come procedere per tutelare al meglio la Sardegna e i sardi.<\/p>\n<p>Concluso l'intervento dell'assessore Rassu, il vicepresidente di turno, Michele Cossa (Riformatori sardi - Liberaldemocratici), ha dato la parola al consigliere Chicco Porcu (Pd), che ha chiesto una breve sospensione prima di replicare. La richiesta \u00e8 stata accolta. Alla ripresa dei lavori, Porcu ha proposto di spostare il voto \"di un eventuale ordine del giorno al pomeriggio\", motivando la richiesta con il fatto che si tratti di una materia abbastanza complessa.\"E' necessario discutere la mozione n.134 - ha quindi continuato - per segnare uno stacco tra le vicende contingenti e una discussione pi\u00f9 generale del peso della servit\u00f9 militare in Sardegna\". Senza questa distinzione si correrebbe infatti il rischio di dichiarare la necessit\u00e0 di una chiusura dei poligoni solo in relazione all'emergenza sanitaria, mentre, secondo il consigliere del Pd, \"i poligoni si devono smantellare a prescindere\". Porcu ha quindi ribadito che bisogna puntare a modelli economici alternativi, che ripartano dalle vocazioni locali dei territori oggi destinati ad aree militari. Infine, ha ricordato che nella mozione presentata oggi, a differenza della precedente, si chiede anche la sospensione, in via cautelativa, di ogni attivit\u00e0 del poligono e di ogni sperimentazione \"non quella addestrativa tout court, ma quella che implica esplosioni\".<\/p>\n<p>Il vicepresidente Cossa ha sospeso i lavori per convocare i capigruppo, che si dovranno esprimere sulla richiesta avanzata da Porcu. Alla ripresa, Cossa ha riferito che non esistono le condizioni per spostare il voto al pomeriggio, pertanto la mozione \u00e8 stata messa in votazione. Adriano Salis (Idv) ha sottolineto \"l'intangibilit\u00e0 del punto 1 all'ordine del giorno\", che stabilisce la sospensione cautelativa delle esercitazioni militari nel territorio sardo. A sua volta, Porcu, dopo aver dichiarato il voto favorevole alla mozione, ha criticato l'atteggiamento rinunciatario della maggioranza. Precisando, nuovamente, che alcuni dei contenuti della mozione sono una novit\u00e0 rispetto all'odg precedentemente approvato. Come nel caso dello studio dell'impatto socio-economico\"da riportare con attenzione sul tavolo di attuazione del federalismo fiscale\". Carlo Sechi (Sel - Comunisti - Indipendentistas) ha espresso il voto favorevole del suo gruppo, precisando che la mozione in esame contiene \"aspetti aggiuntivi rispetto ad altri provvedimenti approvati in quest'Aula. Prendiamo atto - ha concluso - che la tattica politica pu\u00f2 dividere, nonostante i proclami di ritrovarci su cose importanti per la Sardegna\".<\/p>\n<p>La presidente Lombardo ha messo in votazione la mozione con voto elettronico palese. La mozione \u00e8 stata respinta con 24 voti contrari, 22 favorevoli e 12 astenuti. I lavori riprenderanno questo pomeriggi alle ore 16.30 con l'intervento in Aula del presidente Cappellacci sul caso Tirrenia. Red.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 aperta questa mattina, sotto la presidenza della Presidente Claudia Lombardo, la seduta del Consiglio regionale. 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