{"id":67560,"date":"2011-05-21T00:00:00","date_gmt":"2011-05-20T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2011\/05\/21\/sp-abbassa-loutlook-dellitalia\/"},"modified":"2011-05-21T00:00:00","modified_gmt":"2011-05-20T22:00:00","slug":"sp-abbassa-loutlook-dellitalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2011\/05\/21\/sp-abbassa-loutlook-dellitalia\/","title":{"rendered":"S&#038;P abbassa l&#8217;outlook dell&#8217;Italia."},"content":{"rendered":"<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">L'agenzia Standard &amp; Poor's ha tagliato l'outlook dell'Italia da stabile a negativo, confermando il rating A+ al debito a lungo termine. E' quanto si legge in una nota, in cui si sottolinea che \"le attuali prospettive di crescita sono deboli e l'impegno politico per riforme che aumentino la produttivit\u00e0 sembra incerto\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">\"L'outlook negativo sul rating della Repubblica Italiana - si legge in una nota dell'agenzia - riflette l'opinione di Standard &amp; Poor's di maggiori rischi legati al piano di riduzione del debito pubblico. Ci\u00f2 a causa di una crescita economica potenzialmente pi\u00f9 debole del previsto e di un possibile stallo politico, fattori che potrebbero contribuire ad uno slittamento del piano di riduzione del debito pubblico\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">\"Le ridotte prospettive di crescita derivano - secondo S&amp;P - da una mancanza di impegno politico nella deregolamentazione del mercato del lavoro e nell'introduzione di riforme per aumentare la produttivit\u00e0\". S&amp;P ritiene che \"misure volte a ridurre i colli di bottiglia e le rigidit\u00e0 dell'economia italiana siano particolarmente importanti alla luce della limitata flessibilit\u00e0 monetaria dell'Italia, derivante dalla sua appartenenza all'Unione Monetaria Europea, e della limitata flessibilit\u00e0 fiscale a causa dell'elevato livello di indebitamento\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Standard &amp; Poor's si attende che \"in futuro il livello del debito governativo italiano rimarr\u00e0 il principale vincolo per il rating e prevede che l'indebitamento netto governativo raggiunga il 116% del PIL nel 2011, dal 100% del PIL nel 2007 e in linea con il livello del 1997. In base alle analisi condotte da S&amp;P, la contrazione economica tra il 2008 e il 2009 ha eliminato tutti gli sforzi di un consolidamento fiscale negli ultimi dieci anni\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">S&amp;P ritiene inoltre che \"le probabilit\u00e0 che l'Italia non riduca il debito governativo netto al di sotto del 113% del PIL entro il 2014 sia maggiore del 33%. Dopo la contrazione del 2008-2009 la ripresa economica in Italia&nbsp;\u00e8 stata debole, determinata principalmente dalla riduzione delle esportazioni nette; il deficit commerciale, in Italia tradizionalmente vicino all'equilibrio,&nbsp;\u00e8 cresciuto negli ultimi 15 mesi\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Secondo S&amp;P \"la limitata capacit\u00e0 dell'economia italiana di beneficiare del rafforzamento della domanda esterna riflette la bassa crescita della produttivit\u00e0, la limitata mobilit\u00e0 nel mercato del lavoro, e una costante erosione di competitivit\u00e0 internazionale negli ultimi dieci anni\". \"Anche se questi fattori influenzano l'economia italiana da oltre un decennio - sottolinea l'agenzia - il loro impatto sulla crescita e, di conseguenza, la dinamica del debito,&nbsp;\u00e8 maggiore ora a causa dell'intensificarsi della concorrenza nei settori chiave per l'esportazione, dell'ulteriore apprezzamento del tasso di cambio reale deflazionato dalle dinamiche salariali e del rischio di un aumento dei costi della raccolta nei settori pubblico e privato\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">Standard &amp; Poor's ritiene che \"le misure strutturali attuate nel 2010 e quelle contenute nel Piano Nazionale di Riforma recentemente aggiornato non siano sufficienti a stimolare la crescita economica nel medio termine\". Inoltre, S&amp;P ritiene che \"la crescente fragilit\u00e0 dell'attuale coalizione di governo renda piu' impegnativa la tempestiva attuazione delle riforme strutturali pi\u00f9 significative che favoriscono la crescita\". \"Se la debole crescita economica dovesse persistere - secondo S&amp;P - il risultato di bilancio probabilmente non raggiunger\u00e0 in modo significativo gli obiettivi del governo e quindi far\u00e0 deragliare il piano di riduzione del debito contenuto nel Programma di Crescita e Stabilit\u00e0\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">\"Nel lungo termine, S&amp;P ritiene che \"le prospettive di crescita potrebbero ulteriormente diminuire a causa dello sfavorevole profilo demografico in Italia. Il costo legato agli interessi sul debito pubblico italiano&nbsp;\u00e8 pari a oltre il 10% delle entrate pubbliche nel 2011, superiore del 7,5%, al livello mediano della categoria di rating 'A' e previsto in ulteriore aumento\".<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\">\"Gli interessi passivi - prosegue la nota - riflettono l'impatto dell'elevato indebitamento pubblico sulle finanze italiane. Dall'altro lato, i solidi bilanci delle famiglie e delle aziende hanno consentito al governo di finanziarsi a tassi storicamente bassi e S&amp;P si attende che questi tassi bassi potrebbe facilitare un consolidamento fiscale pi\u00f9 graduale rispetto ad altri paesi dell'Europa meridionale\". \"La posizione netta sull'estero delle aziende italiane (compresi gli investimenti diretti esteri e il patrimonio netto)&nbsp;\u00e8 pari al 42% del Pil, equivalente al doppio della posizione debitoria netta sull'estero del settore finanziario - afferma ancora l'agenzia - Tuttavia, la posizione debitoria netta sull'estero del settore pubblico&nbsp;\u00e8 pari a 782 miliardi di euro (50% del Pil).<\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN style=\"LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; FONT-SIZE: 12pt\"><SPAN style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/SPAN>\"E' da escludere in assoluto\" il rischio di una possibile paralisi politica, cos\u00ec come ipotizzato da Standard and Poor's che ha oggi tagliato l'outlook dell'Italia. Lo rileva il Tesoro in una nota.<\/SPAN><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;agenzia Standard &amp; Poor&#8217;s ha tagliato l&#8217;outlook dell&#8217;Italia da stabile a negativo, confermando il rating A+ al debito a lungo termine. 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