{"id":66570,"date":"2011-04-23T00:00:00","date_gmt":"2011-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2011\/04\/23\/turismo-le-previsioni-di-confcommercio-fipe-e-federalberghi-pasqua-sottotono-per-il-sud-sardegna\/"},"modified":"2011-04-23T00:00:00","modified_gmt":"2011-04-22T22:00:00","slug":"turismo-le-previsioni-di-confcommercio-fipe-e-federalberghi-pasqua-sottotono-per-il-sud-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2011\/04\/23\/turismo-le-previsioni-di-confcommercio-fipe-e-federalberghi-pasqua-sottotono-per-il-sud-sardegna\/","title":{"rendered":"Turismo, le previsioni di Confcommercio, Fipe e Federalberghi &#8211; Pasqua sottotono per il Sud Sardegna."},"content":{"rendered":"<p>Il ponte pasquale non si annuncia roseo per il turismo del Sud Sardegna. Lo anticipano i dati diffusi dalle due federazioni del sistema Confcommercio: Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Federalberghi.<\/p>\n<p>Secondo Federalberghi saranno poco pi\u00f9 di 30mila gli italiani in vacanza che dormiranno almeno una notte fuori casa per Pasqua privilegiando la Sardegna e le sue strutture ricettive (5% in meno rispetto al 2010). Tra questi, oltre il 55% rester\u00e0 a Cagliari (rispetto all'65% del 2010) e il 10% privileger\u00e0 le strutture alberghiere della costa sud \u2013 ovest, quali Villasimius (rispetto al 14% del 2010). Per chi rester\u00e0 a Cagliari, la Sagra di Sant\u2019Efisio sar\u00e0 la scelta privilegiata (37,6% delle preferenze rispetto al 40% del 2010), seguito dalla visita alla Fiera Campionaria al 29% e la visita alla citt\u00e0 vecchia. In calo le localit\u00e0 d'arte maggiori e minori dell\u2019hinterland che toccheranno il 14,7%, mentre il 3,9% andr\u00e0 in localit\u00e0 termali e del benessere. La durata media della vacanza, infine, si attester\u00e0 sulle 3,5 notti rispetto alle 3,8 notti del 2010. Un'ultima annotazione riguarda gli italiani che non faranno nemmeno un giorno di vacanza a Pasqua. Complessivamente si tratta di circa 50 milioni di persone: il 41,5%, pari ad oltre 20 milioni (rispetto ai 18 milioni del 2010), ha dichiarato di non potersi permettere una vacanza per \"mancanza di soldi\".<\/p>\n<p>Per chi invece preferir\u00e0 l'estero, spiccano le capitali europee con il 50,4% dei consensi, seguite dalle localit\u00e0 di mare con il 22,7% (26,5% nel 2010). L'albergo mantiene la testa della classifica con il 33% delle preferenze (34% nel 2010), seguito dalla casa di parenti o amici con il 21,6% (rispetto al 21%) e dalla casa di propriet\u00e0 col 18,8% (rispetto al 20,5%). <\/p>\n<p>Un leggero calo \u00e8 previsto per gli agriturismo con il 5,6% rispetto al 5,9% del 2010. la spesa media pro capite si aggirer\u00e0 intorno ai 35 euro, con un menu ricco, ma scontato, che da ora in poi dovr\u00e0 privilegiare solo ed esclusivamente prodotti sardi.<\/p>\n<p>La spesa media pro-capite, in ambito nazionale, (comprensiva di trasporti, cibo, alloggio e divertimenti) quest'anno si attester\u00e0 sui 309 euro rispetto ai 305 del 2010 generando un giro d'affari di 3,27 miliardi (rispetto ai 4,05 miliardi del 2010) per un decremento del 19%. Nel dettaglio, chi rester\u00e0 nella provincia di Cagliari spender\u00e0 in media 287 euro (rispetto ai 272 del 2010), mentre chi andr\u00e0 oltreconfine spender\u00e0 una media di 637 euro a persona (rispetto ai 502 del 2010). <\/p>\n<p>Federalberghi commenta questi dati sottolineando che \"si tratta di una battuta d'arresto nella capacit\u00e0 di spesa che va al di l\u00e0 di ogni aspettativa e ci induce a compiere un\u2019attenta riflessione sulla situazione dei consumi turistici interni - sottolinea Mauro Murgia, presidente Federalberghi Sud Sardegna - il decremento del giro d'affari \u00e8 ancor pi\u00f9 preoccupante se visto nella prospettiva della mancanza del ponte del 25 aprile, assorbito dalla Pasquetta e dal successivo ponte del primo maggio che quest'anno cadr\u00e0 di domenica. Il sistema alberghiero, comunque, ancora una volta ha lasciato ferme le proprie tariffe proprio per venire incontro alle difficolt\u00e0 economiche delle famiglie europee. All'indomani di queste festivit\u00e0 si aprir\u00e0 un confronto per stabilire alcune priorit\u00e0 senza le quali il sistema turistico regionale rischierebbe di vedere compromessa anche l\u2019 imminente stagione turistica estiva\".<\/p>\n<p>Quanto alla Fipe, dall'indagine realizzata da Axis Research emerge infatti che domenica prossima sar\u00e0 occasione di un viaggio vero e proprio di vacanza solo per il 7,3% circa degli italiani e che di questa piccola percentuale il 90% rimarr\u00e0 in Italia. Il 29,2% si conceder\u00e0 almeno una gita quotidiana, dunque senza pernottamento, mentre il rimanente 63,5% (+1,5% sull'anno scorso) non varcher\u00e0 l'uscio domestico, lasciando per\u00f2 aperta la porta per amici e parenti. Fra quelli che si concederanno la gita di un giorno, il ristorante verr\u00e0 scelto dal 6%. Si tratta comunque di 3,6 milioni di persone, fondamentalmente nuclei familiari composti da nonni, genitori, e figli. In pratica, andr\u00e0 al ristorante il 6,5% di tutti gli italiani con oltre 64 anni; il 7,5% di tutti i 45-54enni e il 6,5% dei giovanissimi fra i 18 e 24 anni. In questo contesto risulta che la scelta del \"fuori casa\" \u00e8 preferita con valori sopra alla media nel Nord e Centro Italia. <\/p>\n<p>Coloro che sceglieranno il ristorante si orienteranno per un menu tutto compreso proposto dal ristoratore (solo il 29% sceglier\u00e0 alla carta) per una spesa di valore medio pro capite da 32 euro. Nell'ordinazione non mancheranno agnello, uova, colomba e uovo di cioccolato. Pietanze tradizionali, ma con l'aggiunta di qualche primizia come fragole e asparagi, anche per chi manger\u00e0 a casa e con la spesa fatta preferibilmente al supermercato. Per i dolci, invece, la scelta sembra ricadere nel 40% dei casi su qualcosa di tradizionale, ma alternativo.<\/p>\n<p>Neanche il luned\u00ec dell'Angelo sembra diventare occasione di una gita. Molto pi\u00f9 della met\u00e0 (58%) vi rinuncia. Pi\u00f9 precisamente, il 49% del campione star\u00e0 in casa propria, il 7,8% andr\u00e0 in casa di amici, mentre l'1,2% andr\u00e0 nel ristorante abituale pur di non rimanere solo. Ne consegue un'attenzione particolare alla spesa, come dimostra l'83,5% del campione intervistato che cercher\u00e0 di contenere il bilancio economico della giornata a un livello uguale se non inferiore a quello dello scorso anno; il 9,5% si conceder\u00e0 una spesa pi\u00f9 generosa, mentre il 7% non ha proprio fatto previsioni. <\/p>\n<p>\"Questo periodo di festivit\u00e0 ravvicinate sar\u00e0 l\u2019occasione per il consumo di prodotti locali a filiera corta soprattutto nella ristorazione con l\u2019obiettivo di rieducare il gusto dei consumatori ed invogliare i turisti ad acquistare prodotti sardi di qualit\u00e0. \u00c8 impensabile \u2013 sottolinea Giuseppe Scura, direttore Confcommercio Cagliari \u2013 che spesso i nostri prodotti continuino a restare fuori dai menu del comparto turistico ricettivo. A tal fine la Fipe e la Federalberghi Sud Sardegna hanno previsto azioni di promozione dei prodotti appartenenti alla nostra tradizione, al fine di incrementare i consumi extra dei turisti, dagli attuali 78 euro medi giornalieri per persona, ad almeno 120-130 euro\". Com.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ponte pasquale non si annuncia roseo per il turismo del Sud Sardegna. 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