{"id":63994,"date":"2011-01-19T00:00:00","date_gmt":"2011-01-18T23:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/2011\/01\/19\/istat-un-giovane-su-5-non-studia-e-non-lavora\/"},"modified":"2011-01-19T00:00:00","modified_gmt":"2011-01-18T23:00:00","slug":"istat-un-giovane-su-5-non-studia-e-non-lavora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2011\/01\/19\/istat-un-giovane-su-5-non-studia-e-non-lavora\/","title":{"rendered":"Istat &#8211; Un giovane su 5 non studia e non lavora"},"content":{"rendered":"<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">In Italia un giovane su cinque non studia n\u00e9 lavora: i ragazzi \"non pi\u00f9 inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un'attivit\u00e0 lavorativa, sono poco pi\u00f9 di due milioni, il 21,2% tra i 15-29enni (anno 2009), la quota pi\u00f9 elevata a livello europeo\". E' quanto emerge dal<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><A style=\"FONT-STYLE: inherit; BACKGROUND-REPEAT: no-repeat; BACKGROUND-POSITION: 0px 100%; FONT-WEIGHT: inherit; background-origin: initial; background-clip: initial\" href=\"http:\/\/noi-italia.istat.it\/\"><SPAN style=\"BORDER-BOTTOM: windowtext 1pt; BORDER-LEFT: windowtext 1pt; PADDING-BOTTOM: 0cm; PADDING-LEFT: 0cm; PADDING-RIGHT: 0cm; COLOR: #00386b; BORDER-TOP: windowtext 1pt; BORDER-RIGHT: windowtext 1pt; PADDING-TOP: 0cm; mso-border-alt: none windowtext 0cm\">rapporto dell'Istat 'Noi Italia'<\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"BORDER-BOTTOM: windowtext 1pt; BORDER-LEFT: windowtext 1pt; PADDING-BOTTOM: 0cm; PADDING-LEFT: 0cm; PADDING-RIGHT: 0cm; COLOR: #00386b; BORDER-TOP: windowtext 1pt; BORDER-RIGHT: windowtext 1pt; TEXT-DECORATION: none; PADDING-TOP: 0cm; text-underline: none; mso-border-alt: none windowtext 0cm\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SUP style=\"FONT-STYLE: inherit; FONT-WEIGHT: inherit\"><SPAN style=\"BORDER-BOTTOM: windowtext 1pt; BORDER-LEFT: windowtext 1pt; PADDING-BOTTOM: 0cm; PADDING-LEFT: 0cm; PADDING-RIGHT: 0cm; COLOR: #111111; FONT-SIZE: 7.5pt; BORDER-TOP: windowtext 1pt; BORDER-RIGHT: windowtext 1pt; PADDING-TOP: 0cm; mso-border-alt: none windowtext 0cm\">1<\/SPAN><\/SUP><\/A>. Un altro dato che salta agli occhi \u00e8 che quasi una donna su due non ha un'occupazione e neppure la cerca: il tasso di inattivit\u00e0 femminile italiano nel 2009 (48,9%) \u00e8 cos\u00ec il secondo pi\u00f9 alto dell'Ue a 27, inferiore solo a quello di Malta. Un Paese, il nostro, che tra l'altro \u00e8 secondo solo alla Germania in termini di anzianit\u00e0, con evidenti ricadute sulla spesa sociale.<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Il rapporto, che l'Istituto di statistica propone per il secondo anno consecutivo, elabora oltre 100 statistiche tra aspetti demografici ed economici, culturali e sociali nel tentativo di scattare una fotografia di come cambia l'Italia. La base di partenza sono i numeri prodotti nell'ultimo Annuario statistico italiano, ma alcuni elementi chiave vengono messi a confronto con gli altri Paesi europei, dando un quadro d'insieme anche delle differenze regionali che lo caratterizzano.<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Ecco alcune delle statistiche pi\u00f9 significative contenute nel dossier.<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Reddito e povert\u00e0 - <\/SPAN><\/STRONG><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">In termini di reddito, il dossier Istat rileva come nel 2009 il 10,8% delle famiglie residenti<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">viva in condizioni di povert\u00e0 relativa: in cifre, 7,8 milioni di individui, il 13,1% della popolazione residente. \"La povert\u00e0 assoluta - aggiunge l'Istituto - coinvolge il 4,7% delle famiglie, per un totale di 3,1 milioni di individui\". Non sorprende che la povert\u00e0 colpisca soprattutto l'Italia meridionale e insulare, \"con valori di incidenza pi\u00f9 che doppi rispetto alla media nazionale. Nel Mezzogiorno le famiglie in povert\u00e0 relativa sono il 22,7% di quelle residenti (contro il 4,9 del Nord e il 5,9 del Centro) e quelle in povert\u00e0 assoluta ne rappresentano il 7,7% (contro il 3,6 e il 2,7 rispettivamente)\". Nel 2008, circa il 61% delle famiglie residenti in Italia ha conseguito un reddito netto inferiore a quello medio (29.606 euro, circa 2.467 euro al mese). Al rischio povert\u00e0 corrisponde una sensibile diminuzione della ricchezza pro capite prodotta nel Paese. Nel 2009, il Pil pro capite ai prezzi di mercato \u00e8 diminuito del 5,7% in termini reali rispetto all'anno precedente, con un permanente e invariato divario tra Mezzogiorno e Centro-Nord. In particolare, \"il livello del Pil pro capite, misurato in parit\u00e0 di potere d'acquisto, \u00e8 pari a 24.400 euro, valore che colloca l'Italia al dodicesimo posto della graduatoria europea, immediatamente sopra la Spagna ma sotto Francia, Regno Unito e Germania rispettivamente di 1.000, 2.000 e 3.000 euro (2009)\". Inoltre, il dossier sottolinea che l'Italia \u00e8 tra i Paesi dell'Ue caratterizzati da \"un rapporto debito-Pil molto elevato. Nel 2009 si \u00e8 attestato al 116,0%, valore inferiore solamente a quello della Grecia\". Quanto alla pressione fiscale, fa sapere l'Istituto, nel 2009 si \u00e8 attestata al 43,2%, \"il valore pi\u00f9 elevato dal 1997\".<\/SPAN><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Lavoro, disoccupazione e sommerso - <\/SPAN><\/STRONG><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">\"Circa il 45% dei disoccupati \u00e8 in cerca di lavoro da oltre un anno\", una tra le quote di disoccupazione di lunga durata (44,4%) pi\u00f9 alte nell'Unione europea a 27, con riferimento a dati del 2009.<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Ma la foto pi\u00f9 inquietante riguarda il mondo giovanile: l'Italia \u00e8 prima in Europa per numero di ragazzi che abbandonano gli studi e non lavorano dai 15 ai 30 anni. Il dossier Istat rileva che \"il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) \u00e8 pari al 25,4%, in aumento di oltre quattro punti\" rispetto al 2008 \"e superiore a quello medio dell'unione (19,8%)\". Per quanto riguarda la fascia di et\u00e0 15-64 anni, \"\u00e8 occupato il 57,5% della popolazione\".<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Quanto al lavoro femminile, i livelli dell'occupazione nazionale restano ben al di sotto delle medie europee. \"Permangono notevoli le differenze di genere - rileva l'Istat - Le donne occupate sono il 46,4%, gli uomini il 68,6%. Nel 2009 il tasso di occupazione \u00e8 diminuito di 1,2 punti percentuali rispetto al 2008 dopo un lungo periodo di crescita, tornando ai livelli del 2005\".<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Ci sono poi i dati sul lavoro nero. Con riferimento alla situazione nel 2008, \"la quota di unit\u00e0 di lavoro irregolari \u00e8 pari all'11,9%. Nel Mezzogiorno pu\u00f2 essere considerato irregolare quasi un lavoratore su cinque; nell'agricoltura circa uno su quattro\". La quota del sommerso si mantiene cos\u00ec ai livelli del 2007, in lieve calo rispetto al biennio 2005-2006. La Regione con la percentuale pi\u00f9 alta \u00e8 la Calabria (26,6%), mentre quella con la&nbsp; pi\u00f9 bassa \u00e8 l'Emilia Romagna (8,5%).<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Immigrazione - <\/SPAN><\/STRONG><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Oltre ai dati sulla disoccupazione giovanile e femminile, spiccano quelli sull'immigrazione. \"I cittadini stranieri iscritti nelle anagrafi dei Comuni italiani all'inizio del 2010 sono oltre 4,2 milioni, il 7% del totale dei residenti. Rispetto al 2001 sono pi\u00f9 che triplicati, mentre sono aumentati dell'8,8% tra il 2009 e il 2010, un ritmo di crescita meno sostenuto rispetto agli anni passati. L'incremento si riduce in conseguenza di diversi fattori: la crisi economica, l'attenuarsi dell'effetto congiunto dell'ingresso della Romania e della Bulgaria nell'Unione europea e l'entrata in vigore della nuova normativa sul soggiorno dei cittadini comunitari nei Paesi dell'Unione\".<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Imprenditorialit\u00e0 - <\/SPAN><\/STRONG><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">A fronte dei livelli di occupazione giovanile e maschile sotto la media europea, ecco un'Italia che si erge quasi del triplo rispetto al riferimento comunitario. E' quella dell'imprenditorialit\u00e0. In Italia si contano quasi 66 imprese ogni mille abitanti, valore tra i pi\u00f9 elevati d'Europa, con il prevalere delle imprese di ridotte dimensioni (anno 2008). Il tasso di imprenditorialit\u00e0 - calcolato come rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori delle imprese - \u00e8 pari al 31,3%, valore quasi triplo rispetto alla media europea. La dimensione media delle imprese italiane - circa 4 addetti per impresa - nell'Ue a 27 \u00e8 invece superiore soltanto a quella di Portogallo e Grecia.<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Demografia - <\/SPAN><\/STRONG><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Con una densit\u00e0 media di circa 200 abitanti per chilometro quadrato, l'Italia \u00e8 tra i paesi pi\u00f9 densamente popolati dell'Unione (media Ue 27, circa 114 abitanti per km quadrato).<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Ma \u00e8 un'Italia sempre pi\u00f9 anziana. Rileva l'Istat che al primo gennaio 2010 per 100 giovani ci sono 144 anziani, dato che in Europa pone il nostro Paese dietro alla sola Germania quanto a indice di vecchiaia. Dal dossier emerge che la regione pi\u00f9 anziana \u00e8 la Liguria, la pi\u00f9 giovane la Campania. La vita media degli italiani \u00e8 di oltre 84,1 anni per le donne e di quasi 78,9 anni per gli uomini, \"ai primi posti nell'Unione europea\", con un incremento tra 2001 e 2009 di quasi 2 anni per gli uomini e di 1,3 anni per le donne. La speranza di vita alla nascita in Italia \u00e8 maggiore nelle Marche (79,8) per gli uomini e in Trentino Alto Adige per le donne (85,3).<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Vista dalla prospettiva dei giovanissimi, ci si pu\u00f2 parzialmente consolare con il dato sull'aumento degli asili nido: nel 2008, il 51% dei comuni italiani ha attivato almeno un servizio tra asili nido, micronidi o altri servizi integrativi-innovativi per l'infanzia, il 12,6% in pi\u00f9 rispetto al 2004. Trend da cui sono per\u00f2 escluse molte regioni del Mezzogiorno, con conseguente ricaduta sulla \"conciliazione degli impegni casa-lavoro\" e in termini di \"accesso delle donne al mercato del lavoro\".<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Welfare - <\/SPAN><\/STRONG><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">I dati occupazionali e demografici spiegano probabilmente perch\u00e9 la spesa per l'assistenza sociale a livello comunale assorba in Italia quasi il 30% dell'intera spesa sociale, circa lo 0,42% del Pil, con un ammontare per abitante superiore ai 7.500 euro annui (anno 2009), ben al di sopra della media dell'Unione. In valore assoluto, la spesa sociale dei comuni ammonta a 6,6 miliardi di euro e il valore medio per abitante \u00e8 pari a 110,7 euro (anno 2008). La spesa per prestazioni sociali \u00e8 pari al 17,3% del Pil e corrisponde a un importo pro capite di 4.544 euro (anno 2008). Nell'Italia settentrionale si concentra la quota maggiore sia della spesa per prestazioni sociali (50,5%), sia delle entrate contributive (56,3%). Nel complesso sono state erogate 23,8 milioni di pensioni, per una spesa pari a 241.109 milioni di euro, il 15,4% del Pil (anno 2008).<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Cultura - <\/SPAN><\/STRONG><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Rispecchiando anche certe scelte dell'esecutivo, le abitudini culturali degli italiani sembrano lo specchio di un Paese che si confronta con la crisi senza puntare molto sul valore del sapere. In Italia ogni anno vengono stampate in media 3,6 copie di opere librarie per ogni abitante, ma nell'arco di un anno meno del 47 per cento degli italiani legge almeno un libro nel tempo libero. Poco pi\u00f9 di un italiano su due (55 per cento) legge un quotidiano almeno una volta a settimana, uno su cinque utilizza Internet per leggere online o scaricare da Internet giornali, news o riviste.<\/SPAN><\/SPAN><SPAN class=apple-converted-space><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">&nbsp;<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">In generale, le famiglie italiane destinano ai consumi culturali (spese per ricreazione e cultura) in media il 6,8 per cento della spesa complessiva per consumi finali (anno 2008). La quota \u00e8 leggermente diminuita rispetto all'anno precedente, quando l'Italia si collocava al quintultimo posto nell'Ue27. Ammontano a 362 mila le unit\u00e0 di lavoro impiegate in attivit\u00e0 di produzione di beni e servizi per la ricreazione e la cultura, al netto del settore editoriale (circa l'1,5 per cento del totale).<\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n<p><STRONG><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Turismo - <\/SPAN><\/STRONG><SPAN class=apple-style-span><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #222222; FONT-SIZE: 10.5pt; mso-bidi-font-family: Arial\">Buoni i dati Istat sulle tendenze relative al turismo, una delle voci pi\u00f9 importanti dell'economia italiana. Nel 2009, in Italia si contano 111.391 esercizi extra-alberghieri e 33.967 alberghi. Rispetto all'anno precedente, i primi risultano in aumento del 5 per cento, mentre i secondi si sono lievemente ridotti (-0,5 per cento). Nel 2008, nel complesso degli esercizi ricettivi operanti sul territorio italiano si sono registrati circa 96 milioni di arrivi con quasi 374 milioni di presenze. Il periodo medio di permanenza nelle strutture ricettive \u00e8 di 3,9 notti, valore rimasto invariato rispetto all'anno precedente e sostanzialmente stabile sia per gli italiani, sia per gli stranieri. Nel 2009, si legge nel rapporto, sono circa 115 milioni i viaggi con pernottamento effettuati dai residenti per motivi di vacanza e di lavoro, sia in Italia sia all'estero, per un totale di oltre 680 milioni di notti. La durata media dei soggiorni per vacanza \u00e8 di 6 notti, quella dei soggiorni per lavoro \u00e8 di 2,8 notti.<\/SPAN><\/SPAN><\/SPAN><SPAN style=\"FONT-FAMILY: 'Verdana', 'sans-serif'; COLOR: #00386b; FONT-SIZE: 22pt; mso-bidi-font-family: Arial\"><\/SPAN><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia un giovane su cinque non studia n\u00e9 lavora: i ragazzi &#8220;non pi\u00f9 inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un&#8217;attivit\u00e0 lavorativa,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63994"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63994"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63994\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}