{"id":265410,"date":"2025-10-10T09:33:31","date_gmt":"2025-10-10T07:33:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=265410"},"modified":"2025-10-10T09:33:33","modified_gmt":"2025-10-10T07:33:33","slug":"credito-giacomo-meloni-presidente-confartigianato-sardegna-tassi-alti-e-credito-contratto-rallentano-la-ripresa-delle-imprese-sarde-e-frenano-gli-investimenti-il-costo-del-denaro-delle-p","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2025\/10\/10\/credito-giacomo-meloni-presidente-confartigianato-sardegna-tassi-alti-e-credito-contratto-rallentano-la-ripresa-delle-imprese-sarde-e-frenano-gli-investimenti-il-costo-del-denaro-delle-p\/","title":{"rendered":"Credito \u2013 Giacomo Meloni (Presidente Confartigianato Sardegna): Tassi alti e credito contratto rallentano la ripresa delle imprese sarde e frenano gli investimenti. Il costo del denaro delle piccole e medie realt\u00e0 sarde \u00e8 il pi\u00f9 alto d\u2019Italia: 11,37%."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 10 Ott 2025 - Tassi che non calano e prestiti che si contraggono. \u00c8 questa, in sintesi, la situazione in cui si trovano, ormai da decenni, le micro, piccole e medie imprese della Sardegna, costantemente alle prese con condizioni di accesso al credito molto difficoltose, se non impossibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo le rilevazioni dell\u2019Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, su dati della Banca d\u2019Italia, a giugno di quest\u2019anno i prestiti alle micro e piccole imprese sarde, fino a 20 dipendenti, sono diminuiti del 3,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mentre, al contrario, i finanziamenti al resto delle attivit\u00e0 \u00e8 cresciuto dell\u20191,6%.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le erogazioni, il 54,6% va ai Servizi, il 31,6% al Manifatturiero, l\u20198% alle Costruzioni e il 5,7% all\u2019agricoltura. Tra le varie categorie, crescono quelle verso i servizi di innovazione, informazione, comunicazione e digitale (+25%), le imprese dell\u2019energia (+16%), la raffinazione del petrolio (+10%) e le attivit\u00e0 professionali (+5,9%). Al contrario crollano quelli verso l\u2019estrazione di minerali (-9%), la fabbricazione di macchine e apparecchiature (-8%), verso la moda (6%) e verso le costruzioni (-6%).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa ripresa del credito in Sardegna, come nel resto d\u2019Italia, resta fragile e diseguale, con le micro e piccole imprese ancora penalizzate dal costo elevato dei finanziamenti e dall\u2019assenza di un vero impulso espansivo - afferma Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Sardegna - un\u2019adeguata disponibilit\u00e0 di credito \u00e8 essenziale per sostenere gli investimenti e favorire la ripresa produttiva, soprattutto per le aziende pi\u00f9 piccole\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La situazione resta dunque preoccupante, sia per gli imprenditori che necessitano di credito per poter investire e crescere sia per i cittadini, che hanno bisogno di finanziamenti per sostenere il mutuo e le spese quotidiane\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un credito, rileva Confartigianato Sardegna, che non allenta i cordoni della borsa.<\/p>\n\n\n\n<p>In aggiunta a tale condizione, vi \u00e8 quella dei tassi di interesse applicati alle realt\u00e0 isolane.<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando il Tae medio applicato alle micro, piccole e medie imprese sarde, risulta essere \u00e8 il pi\u00f9 elevato d\u2019Italia con l\u201911,37% contro il 6,61% applicato alle realt\u00e0 di medie e grandi dimensioni, condizione che crea un gap tra le piccole e le grandi di 476 punti base. Al secondo posto la Calabria con un Tae del 10,83% verso le piccole realt\u00e0 e del 7,21% verso le dimensioni pi\u00f9 consistenti. Le condizioni pi\u00f9 favorevoli si trovano nella P.A. di Bolzano rispettivamente con il 7,89% e il 5,64%.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre a giugno di quest\u2019anno, la totalit\u00e0 delle attivit\u00e0 produttive sarde ha pagato in media un tasso di interesse annuo effettivo (Tae) del 6,80% contro la media nazionale del 5,22%. L\u2019Isola si piazza terza nella classifica nazionale dove i prestiti costano di pi\u00f9 dopo Calabria con 7,13% e Molise con 6,81% contro l\u2019Emilia Romagna, ultima nella graduatoria, il cui tasso \u00e8 del 4,74%.<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando i vari settori il denaro pi\u00f9 costoso \u00e8 quello che richiedono le imprese sarde delle Costruzioni con il Tae al 7,68% (prima la Valle d\u2019Aosta con 8,96 e ultima sempre l\u2019Emilia Romagna con il 5,52% contro una media nazionale del 6.30%. Molto cari anche i prestiti alle Imprese dei Servizi; una attivit\u00e0 sarda paga un TAE del 7,33% (prima la Calabria con l\u20198,08% e ultima sempre l\u2019Emilia Romagna con il 4,93%, contro una media nazionale del 5,40%). I \u201cpi\u00f9 convenienti\u201d sono i prestiti verso il Manifatturiero; le realt\u00e0 sarde pagano un interesse del 5,48% contro il 5,89% della Basilicata e il 4,15% del Trentino e una media nazionale del 4,82%.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 indispensabile - aggiunge Meloni - evitare che questa situazione provochi ulteriori danni al sistema produttivo sardo e, pi\u00f9 in generale, a quello italiano\u201d. \u201cNon dobbiamo dimenticarci neanche come le piccole imprese sarde, portino ancora i segni degli oltre 148 milioni di euro di extracosto per il credito del 2023 e 2024, che pesa di pi\u00f9 dove le aziende sono pi\u00f9 impegnate negli investimenti per crescere - sottolinea - questo \u00e8 un argomento al quale non si presta sufficiente attenzione ma che rischia di frenare lo sviluppo delle nostre imprese\u201d. \u201cLa marginalit\u00e0 \u00e8 contratta all\u2019osso - conclude il Presidente di Confartigianato Sardegna - quindi anche la volont\u00e0 di mettere in atto quelle misure utili ad aumentare la propria competitivit\u00e0 come le evoluzioni di processo, l\u2019acquisto di nuovi macchinari, la rivoluzione degli spazi di lavoro tutto questo costa e le Pmi non possono permetterselo e quindi riducono drasticamente la loro capacit\u00e0 di stare sul mercato e di esprimere tutto il loro valore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il caro tassi ha imposto all\u201983,4% delle realt\u00e0 produttive isolane di ricorrere all\u2019autofinanziamento nel caso di necessit\u00e0 creditizie. In ogni caso, nell\u2019Isola il 50,7% delle imprese di ridotte dimensioni continua a dipendere dall\u2019erogazione di mutui e prestiti da parte degli Istituti di Credito.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio di Confartigianato Sardegna ha analizzato anche le fonti di finanziamento delle micro e piccole imprese della regione, prendendo in esame il 2023 e il 2018.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019analisi evidenza come il 50,7% delle imprese sarde (quinto posto tra le regioni italiane, prima la P.A. di Trento con il 52,9%) dipenda dagli Istituti di Credito, percentuale in calo del 4,3% rispetto al 2018. Tra tutte le attivit\u00e0 produttive che hanno una \u201crelazione\u201d con le Banche, l\u20198% ha una \u201cdipendenza elevata dai finanziamenti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le fonti, al primo posto, nel 2023, c\u2019\u00e8 l\u2019autofinanziamento che interessa l\u201983,2% delle piccole e medie imprese, in crescita 5% rispetto al 2018: la Sardegna \u00e8 terza in Italia mentre la Nazionale ha una media del 79,4%. Segue il credito bancario a medio e lungo periodo, praticato dal 26,1% delle imprese sarde (in calo del 3,5% rispetto al 2018), e quello a breve utilizzato dal 7,6% (in calo del 7,3% sul 2018).<\/p>\n\n\n\n<p>Le piccole e medie imprese sarde hanno usufruito delle linee di credito per investimenti sul digitale nel 64,1% dei casi e per investimenti green nel 25,5%.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo il 6,4% delle piccole e medie imprese sarde ricorre a incentivi o agevolazioni pubbliche: l\u2019Isola \u00e8 al terzo posto in Italia che ha una media del 3,4%. Rispetto al 2018, la quota \u00e8 salita del 4,4%.<\/p>\n\n\n\n<p>A settembre il Consiglio della BCE ha mantenuto invariati i tassi di riferimento della politica monetaria, confermando la decisione di luglio. L\u2019atteggiamento prudente delle autorit\u00e0 monetarie \u00e8 indotto da uno scenario geopolitico instabile, con guerre commerciali e conflitti che determinano incertezza, con potenziali shock per i quali i policy makers si mantengono un margine di manovra. Nonostante l\u2019inflazione sia sotto controllo, la BCE seguir\u00e0 un approccio guidato dai nuovi dati economici e finanziari \u201csenza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una politica monetaria prudente si associa ad una politica fiscale scarsamente espansiva. Secondo il <a href=\"https:\/\/www.mef.gov.it\/export\/sites\/MEF\/inevidenza\/2025\/def2025\/DPFP_2025.pdf\">Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP)<\/a> varato gioved\u00ec scorso dal Governo la prossima manovra non avr\u00e0 impatto sulla crescita del 2026, con effetti espansivi limitati solo nel 2027 e 2028 (+0,1 punti). Il debole sostegno di entrambe le politiche economiche non appare adeguato nel contrastare il pesante impatto dei dazi che, sempre nel DPFP, \u00e8 stimato pari allo 0,5% del PIL nel 2026 e dello 0,4% nel 2027.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad agosto 2025 il costo del credito pagato in media dalle imprese sulle nuove operazioni in Italia \u00e8 del 3,49%, di 186 punti base superiori ai livelli di giugno 2022, precedente all\u2019avvio della stretta monetaria. Il mancato taglio dei tassi di interesse penalizza la ripresa in corso degli investimenti in macchinari e non contribuisce al sostegno dei prestiti alle micro e piccole imprese. Nel secondo trimestre del 2025 gli investimenti in macchinari e impianti tornano a salire (+1,8%), dopo cinque trimestri con il segno negativo. Con il d\u00e9calage dei tassi, tornano in positivo i prestiti alle imprese che ad agosto salgono dell\u20191,2% su base annua (+0,8% a luglio), una dinamica che rimane, comunque, meno intensa rispetto al +3,0% registrato in Eurozona.<\/p>\n\n\n\n<p>Il trend dei prestiti alle MPI per regione \u2013 Il focus credito del 35\u00b0 report congiunturale di Confartigianato pubblicato oggi dall\u2019Ufficio Studi delinea il persistere di una situazione critica per il credito alle micro e piccole imprese, un fenomeno su cui ha posto particolare attenzione il Governatore di Banca d\u2019Italia nelle <a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/pubblicazioni\/interventi-governatore\/integov2025\/cf_2024.pdf\">considerazioni finali dello scorso maggio<\/a>: \u201cun\u2019adeguata disponibilit\u00e0 di credito \u00e8 essenziale per sostenere gli investimenti e favorire la ripresa produttiva, soprattutto per le aziende pi\u00f9 piccole, che incontrano maggiori difficolt\u00e0 di accesso a fonti alternative di finanziamento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A giugno 2025 i prestiti alle micro e piccole imprese fino a 20 addetti diminuiscono del 5,0% continuando il percorso di rallentamento della flessione iniziato nel 2024 in cui per\u00f2 registrano flessioni pi\u00f9 intense rispetto al totale imprese (-0,2% a giugno 2025). Tra le imprese di minor dimensione va segnalata la criticit\u00e0 dei prestiti alle quasi-societ\u00e0 artigiane \u2013 l\u2019unico cluster riferito all\u2019artigianato preso in esame da Banca d\u2019Italia e che rappresenta circa la met\u00e0 dei prestiti all\u2019artigianato \u2013 il cui stock a giugno 2025 \u00e8 in flessione dell\u20198,5%.<\/p>\n\n\n\n<p>Focalizzando l\u2019attenzione sul prestiti alle piccole imprese nelle&nbsp;principali regioni \u2013 ognuna con un ammontare di prestiti di almeno 3 miliardi di euro -, si rilevano diminuzioni inferiori o pari alla media a giugno 2025 per: Provincia Autonoma di Bolzano con il -2,6% (vs +2,0% totale imprese), Lazio con il -3,3% (vs +1,9% totale imprese), Piemonte con il -4,2% (vs +2,0% totale imprese), Puglia con il -4,5% (vs +0,1% totale imprese) e Sicilia con il -5,0% (vs -1,1% totale imprese). I cali pi\u00f9 marcati dei prestiti alle piccole imprese si segnalano invece in Veneto con il -6,1% (vs -2,8% totale imprese), Toscana con il -5,4% (vs -0,6% totale imprese), Campania con il -5,2% (vs +1,2% totale imprese), Emilia-Romagna con il -5,1% (vs -0,8% totale imprese) e Lombardia con il -5,1% (vs -0,3% totale imprese). Si segnala che in nessuna regione il credito alle piccole imprese mostra una dinamica migliore rispetto a quello del totale imprese. A settembre 2025 il giudizio sulle condizioni di accesso al credito&nbsp;delle piccole imprese del manifatturiero \u00e8 peggiorato (saldo a -12) rispetto alla rilevazione di giugno 2025 (saldo di -10).<\/p>\n\n\n\n<p>Costo del credito nelle regioni e per settore \u2013 I divari territoriali amplificano gli effetti sul costo del credito per le imprese determinato da una minore velocit\u00e0 di discesa dei tassi. A giugno 2025 le imprese pagano in media un tasso di interesse annuo effettivo (TAE) del 5,22% con un ampio range territoriale, con un costo dei prestiti pi\u00f9 onerosi nel Mezzogiorno e una oscillazione che va dal massimo di 7,13% in Calabria al minimo di 4,74% in Emilia-Romagna. Il settore che paga il tasso pi\u00f9 alto sono le Costruzioni con il 6,30% con il massimo di 8,96% in Valle d\u2019Aosta ed il minimo in Emilia-Romagna con il 5,52%. Seguono i Servizi con un tasso di interesse annuo effettivo del 5,40% e una differenziazione territoriale che va dall\u20198,08% della Calabria al 4,93% dell\u2019Emilia-Romagna. Il costo del credito relativamente pi\u00f9 contenuto si riscontra nel Manifatturiero esteso, comprensivo di estrattivo, energia e utilities, pari 4,82% oscillando tra il 5,89% della Basilicata ed il 4,15% del Trentino-Alto Adige. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 10 Ott 2025 &#8211; Tassi che non calano e prestiti che si contraggono. \u00c8 questa, in sintesi, la situazione in cui si trovano, ormai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":265411,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,53],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=265410"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":265412,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265410\/revisions\/265412"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/265411"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=265410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=265410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=265410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}