{"id":262701,"date":"2025-07-26T16:09:32","date_gmt":"2025-07-26T14:09:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=262701"},"modified":"2025-07-26T16:09:34","modified_gmt":"2025-07-26T14:09:34","slug":"sardegna-al-lavoro-analisi-e-scenari-di-mercato-tra-innovazione-ia-e-nuove-competenze-quale-futuro-per-loccupazione-la-ricerca-cna-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2025\/07\/26\/sardegna-al-lavoro-analisi-e-scenari-di-mercato-tra-innovazione-ia-e-nuove-competenze-quale-futuro-per-loccupazione-la-ricerca-cna-sardegna\/","title":{"rendered":"Sardegna al lavoro, analisi e scenari di mercato tra innovazione, IA e nuove competenze: quale futuro per l\u2019occupazione. La ricerca Cna Sardegna."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 26 Lug 2025 - La Sardegna presenta un sistema produttivo incentrato su settori tradizionali e a bassa vocazione tecnologica, che fatica ad adattarsi ai cambiamenti. Il ricambio generazionale procede lentamente, anche per via di un mercato del lavoro che non riesce a garantire una domanda occupazionale stabile che concentra gran parte dei rischi sui giovani e sulle donne, in termini di precariet\u00e0, disoccupazione, contratti a termine, part-time involontario e forte stagionalit\u00e0. Questa situazione alimenta l\u2019emigrazione della componente pi\u00f9 dinamica e istruita della societ\u00e0, accelerando l\u2019invecchiamento strutturale (specialmente nelle aree interne pi\u00f9 isolate e depresse) e il declino della popolazione in et\u00e0 lavorativa, con conseguenze dirompenti sull\u2019equilibrio socioeconomico dell\u2019isola. \u00c8 quanto emerge dalla ricerca realizzata da CNA Sardegna dal titolo \u201cSardegna al lavoro, analisi e scenari di mercato tra innovazione, IA e nuove competenze: quale futuro per l\u2019occupazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I trend sulle dinamiche occupazionali sono positivi: tra il 2024 e 2021 si contano quadi 30 mila occupati in pi\u00f9; la percentuale di occupati nella classe 20 \u2013 64 anni \u00e8 passata dal 57% al 62%, mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il valore minimo degli ultimi 50 anni (8,3%); Si tratta di numeri postivi che tuttavia se inseriti nel contesto pi\u00f9 ampio delle tendenze generali dell\u2019economia italiana dell\u2019ultimo quinquennio, si ridimensionano. Ne confronto con le altre regioni italiane, la performance quinquennale del mercato del lavoro sardo appare modesta. Nella media del 2024 tutte le regioni, ad eccezione del Molise, avevano superato la Sardegna in ben quindici casi (+1,7% dell\u2019isola risulta superiore solo a 3 regioni isolane).<\/p>\n\n\n\n<p>Le statistiche ufficiale sulla popolazione per anno di et\u00e0 dicono che nel corso dell\u2019ultimo decennio (2014 \u2013 2024) la popolazione con et\u00e0 comprese tra i 20 e 64 anni ha registrato 118 mila unit\u00e0 in meno, una contrazione che si amplifica al -22,3% tra la popolazione tra i 20 e 34 anni, (-4,6% e 7,7% rispettivamente le medie nazionali).<\/p>\n\n\n\n<p>Le proiezioni per il prossimo decennio indicano una possibile accelerazione del fenomeno, con una riduzione di 122 mila unit\u00e0 in et\u00e0 lavorativa. Senza efficaci politiche del lavoro, nel prossimo decennio le trasformazioni demografiche in atto porteranno ad un calo del numero degli occupati di 76 mila unit\u00e0. Questo in assenza di significativi incrementi di produttivit\u00e0, produrr\u00e0 un assestamento del calo del reddito pro-capite per i cittadini sardi al netto dell\u2019inflazione del 6,5%.<\/p>\n\n\n\n<p>Non solo la produttivit\u00e0 del lavoro appare in calo nell\u2019ultimo biennio, ma risulta anche nettamente in ritardo nel panorama regionale italiano. Il rapporto tra valore aggiunto e ore lavorate colloca l\u2019isola al quart\u2019ultimo posto in Italia con appena 33 euro di valore aggiunto per ore lavorate, un dato da comparare con i circa 40 euro medi registrati a livello nazionale. Ben lontano dagli standard delle regioni del nord d\u2019Italia: Lombardia (47 euro) Emilia Romagna (43 euro); nell\u2019ultimo triennio la produttivit\u00e0 si \u00e8 ridotta di mille euro per occupato.<\/p>\n\n\n\n<p>La Sardegna inoltre, analizzando la distribuzione delle ore lavorate, mostra una maggiore concentrazione su settori a produttivit\u00e0 inferiore alla media, l\u201981% contro il dato nazionale del 72%, dopo la sola Calabria, il dato peggiore tra le regioni italiane.<\/p>\n\n\n\n<p>La Sardegna \u00e8 la regione che nella media dell\u2019ultimo triennio, dopo la Valle d\u2019Aosta, il lavoro stagionale ha inciso di pi\u00f9 sulla domanda di lavoro (il 58% contro una media nazionale del 15,4%).<\/p>\n\n\n\n<p>La percentuale dei laureati negli atenei sardi che lavorano fuori dall\u2019isola dopo 5 anni dal conseguimento del titolo \u00e8 pari al 20 %.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dato che non sorprende in un contesto in cui l\u2019elevata disoccupazione giovanile - ancora al 15% nel 2024 \u2013 sei punti pi\u00f9 della media nazionale, percentuali di N.E.E.T. elevate 22,3%, maggiore frequenza di part \u2013 time involontario, 14,7% sul totale degli occupati contro il 9,6 medio nazionale, spingono parte del capitale umano pi\u00f9 qualificato a riconvertirsi in ruoli di servizio e bassa intensit\u00e0 di conoscenza o a emigrare verso contesti dove a maggiore dinamicit\u00e0 del tessuto delle imprese genera salari e traiettorie di carriera pi\u00f9 attrattive. La Sardegna ha la percentuale pi\u00f9 alta 17,3% dei giovani nella fascia 18 \u2013 24 che esce precocemente dal sistema scolastico senza qualifiche, quasi 7 punti in pi\u00f9 della media italiana, raddoppiando la soglia europea fissata dall\u2019UE come traguardo continentale al 2030.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sistema delle imprese della Sardegna potrebbe aumentare il proprio valore aggiunto, a parit\u00e0 di costi produttivi e ore lavorate, di circa il 25% se operasse in maniere ottimale ovvero, come le regioni che si collocano sulla frontiera efficiente. Si tratta di 9 mld di euro di maggiore PIL (ai prezzi del 2023) ottenibili, investendo sulla formazione del capitale umano, sul miglioramento dei processi produttivi, della tecnologia, dell\u2019organizzazione dei modelli gestionali. Anche rispetto alla efficienza media nazionale i margini di miglioramento sono evidenti, con circa 10 punti di percentuali di PIL che mancano all\u2019appello (3\/4 mld).<\/p>\n\n\n\n<p>Estendendo e riadattando al contesto regionale una metodologia sperimentale introdotta dall\u2019ILO si pu\u00f2 stimare come nell\u2019ipotesi teorica di prima implementazione delle nuove tecnologie nei settori produttivi, in Sardegna il saldo occupazionale netto, ovvero i nuovi posti lavoro, meno i posti di lavoro a rischio, porterebbe ad una perdita globale di 60 mila posti di lavoro, il 10% dell\u2019occupazione attuale.<\/p>\n\n\n\n<p>La Sardegna nonostante una struttura economica poco \u201cindustriale\u201d \u00e8 incentrata su P.A., costruzioni, turismo, artigianato e agricoltura, nel caso di piena implementazione delle nuove tecnologie di intelligenza artificiale per l\u2019automazione e l\u2019ottimizzazione dei processi produttivi, vedrebbe crescere il valore aggiunto del 12,8%. Si tratta di un potenziale guadagno di ricchezza importante, pari a circa 5 mld di euro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn\u2019analisi del mercato del lavoro che vada oltre la positivit\u00e0 che \u00e8 possibile cogliere dall\u2019incremento occupazionale dell\u2019ultimo triennio, quasi tutto concentrato su settori a basso valore aggiunto - propone - se analizziamo la struttura del mercato, in termini di precariet\u00e0, disoccupazione, contratti a termine, part time involontario, stagionalit\u00e0, produttivit\u00e0 e la qualit\u00e0 del capitale umano, elementi di grande preoccupazione, soprattutto se si guarda al salto tecnologico in atto e alla competizione economica sempre pi\u00f9 accentuata tra i sistemi territoriali.\u201d \u00c8 la sintesi proposta da Luigi Tomasi e Francesco Porcu- rispettivamente presidente e segretario regionale di CNA Sardegna commentando la ricerca realizzata da Cna Sardegna dal titolo Sardegna al lavoro, analisi e scenari di mercato tra innovazione e nuove competenze: quale futuro per l\u2019occupazione. \u201cLa digitalizzazione, l\u2019automazione, l\u2019intelligenza artificiale stanno cambiando il contenuto stesso delle professioni. Uno dei messaggi chiave della ricerca \u2013 dichiarano Tomasi e Porcu \u2013 riguarda la centralit\u00e0 delle competenze. Il lavoro non si crea per decreto, ma investendo sulle persone. Occorre uscire dall\u2019emergenza dei bonus temporanei, dagli incentivi a pioggia. Serve un investimento strutturale su tutta la filiera dell\u2019istruzione, dalla scuola alla formazione professionale; occorre promuovere un \u201clavoro\u201d vicino alle comunit\u00e0 che tenga conto delle vocazioni dei territori, che promuova le filiere locali, che scommetta su innovazione sostenibile e di prossimit\u00e0. La manifattura digitale, il turismo esperienziale, l\u2019agroalimentare di qualit\u00e0, l\u2019edilizia green, le energie rinnovabili, sono alcuni dei settori che possono diventare motori di occupazione qualificata. Le istituzioni regionali hanno un compito fondamentali: disegnare politiche del lavoro lungimiranti e stabili nel tempo. Serve \u2013 concludono Porcu e Tomasi \u2013 semplificare l\u2019accesso ai fondi, rendere efficaci i servizi per l\u2019impiego, sostenere l\u2019autoimprenditorialit\u00e0 giovanile e femminile, valorizzare i percorsi tecnici e professionali. Il Piano Regionale di Sviluppo - concludono Porcu e Tomasi \u2013 prevede linee d\u2019azione e di intervento nei tanti settori che la ricerca evidenzia come critici e risorse finanziarie importanti da destinare alla valorizzazione del capitale umano, all\u2019imprenditorialit\u00e0, alla formazione universitaria e professionale, al lavoro di qualit\u00e0, stabile qualificato e coerente con le vocazioni territoriali. Si tratta ora di mettere a terra queste risorse con strumenti e provvedimenti virtuosi che producano gli effetti tangibili e desiderati ma che al contempo siano fruibili dal sistema delle imprese\u201d. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 26 Lug 2025 &#8211; La Sardegna presenta un sistema produttivo incentrato su settori tradizionali e a bassa vocazione tecnologica, che fatica ad adattarsi ai&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":187727,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,53],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262701"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=262701"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262701\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":262702,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262701\/revisions\/262702"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/187727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=262701"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=262701"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=262701"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}