{"id":259169,"date":"2025-04-28T14:28:13","date_gmt":"2025-04-28T12:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=259169"},"modified":"2025-04-28T14:28:15","modified_gmt":"2025-04-28T12:28:15","slug":"il-discorso-della-presidente-todde-per-sa-die-de-sa-sardigna-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2025\/04\/28\/il-discorso-della-presidente-todde-per-sa-die-de-sa-sardigna-2025\/","title":{"rendered":"Il discorso della presidente Todde per \u201cSa die de sa Sardigna\u201d 2025.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 28 Apr 2025 - La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde oggi ha presenziato alle celebrazioni ufficiali de \u201cSa die de Sa Sardigna 2025\u201d che si sono tenute nel Consiglio regionale della Sardegna. Dopo l\u2019esecuzione di \u201cProcurad\u2019 \u2018e moderare\u201d, l\u2019inno del popolo sardo, quello italiano, quello Europeo, l\u2019Inno alla Gioia, il coro del Teatro Lirico ha eseguito anche la celebre \u201cNo potho reposare\u201d e il Va pensiero di Giuseppe Verdi, il presidente del Consiglio ha aperto ufficialmente la giornata di festa con un discorso basato sull\u2019importanza dell\u2019unit\u00e0 del popolo sardo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>A seguire l\u2019assessora della Cultura, Ilaria Portas, ha portato i saluti della Regione aprendo e chiudendo il suo discorso in lingua sarda. L\u2019assessora si \u00e8 rivolta principalmente alle scolaresche presenti \u2013 le studentesse e gli studenti dell\u2019istituto superiore \u201cCiusa\u201d di Nuoro e del \u201cMuggianu\u201d di Orosei \u2013 oltre al coro dell\u2019Universit\u00e0 della terza et\u00e0 \u201cUtes\u201d di Sestu: \u201cinvito voi e i vostri insegnanti a cogliere l\u2019occasione di questa giornata per approfondire e studiare la nostra storia. Solo conoscendo da dove veniamo possiamo capire chi siamo. Conoscere e studiare la storia della Sardegna ci aiuta a riscoprire quello spirito e quell\u2019orgoglio che ci rendono fieri della nostra identit\u00e0\u201d. L\u2019assessora ha poi esortato i ragazzi a riprendersi in mano il loro futuro: \u201cfate tesoro della nostra storia, anche dei nostri errori. Non permettete a nessuno di rubarvi il futuro. Lottate, con tutte le vostre forze, come fecero i nostri antenati\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio facendo leva sul significato politico de Sa Die e degli eventi che portarono al 28 aprile del 1794, che si \u00e8 aperto il discorso della presidente Alessandra Todde.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c231 anni sono passati da quando il popolo sardo, in quel 28 aprile del 1794, si ribell\u00f2 all\u2019oppressione. Gi\u00e0 allora la Sardegna, che millenni prima aveva generato una delle pi\u00f9 avanzate civilt\u00e0 dell\u2019epoca, quella nuragica, veniva da una storia di dominazione e sfruttamento che \u00e8&nbsp;proseguita nei secoli successivi.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo per un attimo a QUEL 28 aprile, a Cagliari prima e poi, nei giorni seguenti, a Sassari e ad Alghero, alle tensioni che covavano. Portiamo le nostre menti a tutti i centri dell\u2019interno che&nbsp;insieme alle citt\u00e0 si sollevarono contro i funzionari piemontesi, in reazione allo sfruttamento diffuso e alla condizione di oppressione che la Sardegna stava vivendo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 28 aprile fu una conseguenza della presa di coscienza delle proprie forze da parte del popolo sardo, dei vassalli delle campagne, dei ceti produttivi e dei professionisti delle citt\u00e0. Un processo&nbsp;iniziato un anno prima, quando i feudatari e i nobili delle campagne, chiamarono a raccolta i propri vassalli per organizzarli in milizie e contrastare cos\u00ec le truppe rivoluzionarie francesi che volevano tentare uno sbarco nell\u2019isola. Fu in quel momento che i sardi, riuniti assieme contro un nemico comune, si resero conto che potevano contrastare chi li opprimeva in casa loro: i feudatari e il&nbsp;governo sabaudo.<\/p>\n\n\n\n<p>Una eterogenesi dei fini che port\u00f2 in poco tempo prima alla richiesta di incarichi di governo civile e militare, poi a una maggiore coscienza politica di autogoverno e di superamento dell\u2019anacronistico sistema feudale.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 certo questa l\u2019occasione per un\u2019analisi storiografica, che peraltro i nostri storici hanno gi\u00e0 abbondantemente prodotto nelle sedi deputate alla ricerca e al dibattito. Quello che mi preme&nbsp;sottolineare qui, nella massima assemblea organizzata del popolo sardo, \u00e8 che quando noi ci uniamo, quando superiamo le divisioni, quando superiamo la rassegnazione e prendiamo coscienza di ci\u00f2 che siamo, del nostro valore, riusciamo in missioni che, poco prima, noi stessi ritenevamo impossibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 28 aprile e i successivi moti antifeudali Angioyani, ci dicono per\u00f2 anche altro: che spesso chi ci boicotta sono le forze ostili al cambiamento, quelle che guadagnano da rendite di posizione e che per questo ostacolano lo sviluppo per il bene comune.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche allora, infatti, ci fu chi trad\u00ec la spinta al cambiamento e collabor\u00f2 con l\u2019oppressore per ristabilire lo status quo: i funzionari sabaudi tornarono infatti dopo poche settimane e la restaurazione di un potere ancora pi\u00f9 prevaricante port\u00f2 alla fine, nel 1847, alla perdita completa dell\u2019autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa storia insegna ma non ha scolari\u201d, disse uno dei nostri pi\u00f9 insigni concittadini, Antonio Gramsci. Ebbene, noi qui, oggi, possiamo dimostrare di essere invece dei suoi ottimi alunni e imparare dalla storia, imparare da quegli errori. Saper individuare quali sono le forze interne ed esterne ostili al cambiamento e allo sviluppo della Sardegna e contrastarle, \u00e8 la nostra missione attuale. Ed \u00e8 su questo che vorrei chiamare a raccolta le migliori forze civili e politiche di quest\u2019isola, per combattere una battaglia moderna in difesa e per l\u2019applicazione completa della nostra autonomia, per il futuro della Sardegna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario, ora pi\u00f9 che mai, unire le forze e ricordare come la reazione all\u2019oppressione, alla tirannia, il richiamo al senso di giustizia come il valore pi\u00f9 alto e come sprone per il coraggio e l\u2019azione, siano temi che tornano nella nostra letteratura, nella nostra storia, nel pensiero delle nostre persone pi\u00f9 illustri e come, applicati alla realt\u00e0 attuale, siano temi da cui attingere e trarre ispirazione per cambiare le cose, per trasformare la nostra condizione e ridare dignit\u00e0 a un popolo che dignit\u00e0 merita di avere.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019oppressione perdurata per secoli \u00e8 diventata sfruttamento, dipendenza economica. L\u2019abbiamo giustificata con l\u2019isolamento, l\u2019abbiamo spesso sub\u00ecta e troppe volte l\u2019abbiamo elaborata in rassegnazione, la peggiore delle condizioni, perch\u00e9 \u00e8 la legittimazione della subordinazione e della dipendenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, ci basta guardare alla storia per trovare una certezza: la condizione di oppressione, di sfruttamento, non \u00e8 mai stato un limite alla forza delle idee. La condizione dei sardi non ha impedito che proprio qui, in Sardegna, siano nati alcuni tra i pi\u00f9 sensibili, brillanti e sempre attuali pensatori e uomini d\u2019azione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi voglio che ci soffermiamo insieme sulle varie forme con cui in questa terra la reazione ha preso forma, dal 1794 ad oggi, sulle nostre tante dies de sa Sardigna.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare con voi la forza di un giovane ufficiale della Brigata Sassari, che ha saputo trasformare lo spirito di sacrificio di contadini-soldati in aspirazione al diritto di essere rappresentati. Per dar loro voce ha fondato un partito su solide basi antifasciste, le stesse basi che l\u2019hanno prima costretto ad un esilio di lotta, con Carlo Rosselli, poi a dare un contributo decisivo alla Costituzione repubblicana e allo Statuto di Autonomia della Sardegna. Quel giovane ufficiale si chiama Emilio Lussu, \u00e8 di Armungia, il suo antifascismo militante \u00e8 universale.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare con voi la reazione straordinaria di un ragazzino povero di Ghilarza, che \u00e8 stato capace di produrre uno dei pensieri politici pi\u00f9 originali del \u2018900, un pensiero ancora oggi vivo nelle universit\u00e0 di tutto il mondo per la capacit\u00e0 generativa che le sue idee sono ancora in grado di sprigionare. Quel bambino si chiama Antonio Gramsci, \u00e8 nato ad Ales ed \u00e8 cresciuto a Ghilarza, il suo pensiero \u00e8 del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare ancora con voi l\u2019incrollabile senso della giustizia di un ventunenne che durante i \u201cmoti del pane\u201d, nel gennaio del \u201944, pag\u00f2 col carcere l\u2019impegno e l\u2019attivismo profusi per sfamare la sua gente. Quel ragazzo sarebbe poi diventato segretario del pi\u00f9 grande partito comunista europeo, capace di porre il dialogo democratico e la moderazione al centro dell\u2019esperienza politica italiana, di rigenerare il pensiero progressista europeo in chiave di autonomia e indipendenza da Mosca e di porre al centro del dibattito la questione morale con parole che hanno ispirato generazioni di giovani ad impregnarsi per la cosa pubblica. Quel ragazzo sarebbe stato capace di dialogo con la sua controparte politica, penso ad Aldo Moro e a Giorgio Almirante si chiama Enrico Berlinguer, lui \u00e8 di Sassari, la sua rettitudine e il suo pensiero sono patrimonio europeo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre grandi esempi, tre vite che ancora oggi sono capaci di trasmettere energia e voglia di impegnarsi per cambiare le cose. Ognuno di loro, a suo modo, ha tenuto viva la fiaccola accesa il 28 aprile 1794. Ognuno di loro ha creduto nella possibilit\u00e0 di emancipazione del popolo sardo, sia essa sociale, politica o culturale. Ognuno di loro ci ha insegnato a non rassegnarci ma, invece, a guardare avanti con coraggio e speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed eccoci al presente, al nostro compito attuale. Cosa significa oggi, nel 2025, mantenere viva quella fiaccola, quel coraggio, quella voglia di reagire? Quale idea di Sardegna vogliamo costruire, ispirati da questo grande passato ma con lo sguardo rivolto al futuro?<\/p>\n\n\n\n<p>Una Sardegna dell\u2019emancipazione sociale. Un\u2019isola in cui nascere in una famiglia povera non significhi essere condannati ad avere meno opportunit\u00e0. In cui ogni bambina e ogni bambino possa studiare, crescere, costruirsi un futuro qui, senza dover andare via se non per scelta. Una Sardegna dove il lavoro sia un diritto garantito e sicuro, non un privilegio per pochi, dove le disuguaglianze \u2013 tra citt\u00e0 e paesi, tra coste e interno, tra uomini e donne \u2013 vengano sanate da politiche giuste e lungimiranti. Emancipazione sociale significa anche combattere ogni forma di discriminazione, liberare le energie positive delle nostre comunit\u00e0. Per quante volte ancora dobbiamo sentire descrivere la Sardegna come stereotipo dell\u2019arretratezza? Troppo spesso in passato i nostri giovani migliori hanno dovuto cercare fortuna altrove, e interi paesi dell\u2019interno si sono spopolati. Ebbene, noi diciamo basta a questo destino rassegnato. Vogliamo creare le&nbsp;condizioni perch\u00e9 chiunque voglia restare, tornare o venire in Sardegna, lo possa fare con orgoglio, trovando un tessuto sociale vivo, fertile, solidale, in cui realizzarsi. Questo \u00e8 il senso pi\u00f9 alto dell\u2019autonomia: dare ai sardi gli strumenti per decidere e agire sul proprio sviluppo, per non essere pi\u00f9 gli ultimi in nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Una Sardegna dell\u2019innovazione tecnologica. Dobbiamo investire con coraggio nelle nuove tecnologie. Pensiamo alle opportunit\u00e0 del digitale: la rete internet annulla le distanze, permette alle imprese sarde di vendere nel mondo, ai professionisti di lavorare da qui per clienti globali, agli studenti di accedere al sapere universale. Sfruttare la straordinaria opportunit\u00e0 trasformativa dell\u2019Einstein Telescope per sviluppare attrazione di investimenti e di talenti. Red<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 28 Apr 2025 &#8211; La presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde oggi ha presenziato alle celebrazioni ufficiali de \u201cSa die de Sa Sardigna 2025\u201d&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":259170,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,52],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259169"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259169"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":259171,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259169\/revisions\/259171"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/259170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}