{"id":255974,"date":"2025-02-03T17:20:32","date_gmt":"2025-02-03T16:20:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=255974"},"modified":"2025-02-03T17:20:35","modified_gmt":"2025-02-03T16:20:35","slug":"consiglio-sardegna-seduta-statutaria-dibattito-sulle-comunicazioni-della-presidente-della-regione-alessandra-todde-in-merito-allordinanza-di-decadenza-emessa-dal-collegio-elettorale-di-gar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2025\/02\/03\/consiglio-sardegna-seduta-statutaria-dibattito-sulle-comunicazioni-della-presidente-della-regione-alessandra-todde-in-merito-allordinanza-di-decadenza-emessa-dal-collegio-elettorale-di-gar\/","title":{"rendered":"Consiglio Sardegna &#8211; Seduta statutaria. Dibattito sulle comunicazioni della presidente della Regione Alessandra Todde in merito all\u2019ordinanza di decadenza emessa dal Collegio elettorale di garanzia della Corte d\u2019Appello."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari 3 Feb 2025 \u2013 La seduta statutaria \u00e8 stata aperta questa mattina dal presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini che, dopo le formalit\u00e0 di rito, ha dato la parola alla presidente della Regione, Alessandra Todde, per le comunicazioni della presidente della Regione ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento interno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOggi sono qui, dinanzi alla massima Assemblea del popolo sardo, nella seduta statutaria del Consiglio, per riferire su una vicenda che vuole stravolgere, attraverso un procedimento amministrativo, l'essenza stessa del governo regionale, modificando il risultato elettorale e quindi il voto espresso dai cittadini sardi dopo meno di un anno dall'insediamento della Giunta della nostra maggioranza\u201d. La presidente Todde ha poi proseguito spiegando che la scelta di riferire in Consiglio nel corso della seduta statutaria \u201cnon \u00e8 certamente casuale, perch\u00e9 oggi dobbiamo affrontare argomenti che coinvolgono gli organi di governo della Regione\u201d, dello Statuto e dall\u2019autonomia speciale. E ha ricordato che la tutela del suo diritto soggettivo \u00e8 stata affidata al ricorso davanti al giudice civile del Tribunale di Cagliari.<\/p>\n\n\n\n<p>E sull\u2019intervento di oggi in aula ha proseguito: \u201cAbbiamo ritenuto necessario, se non imperativo, dover ricondurre l'intera vicenda al grado di seriet\u00e0 che merita\u201d. Perch\u00e9, se ancora a qualcuno non fosse chiaro, il provvedimento del Collegio regionale di garanzia elettorale su cui mi soffermer\u00f2 in seguito, non riguarda me sola, ma l'intera forma di governo della Regione Sardegna, gli assessori, i consiglieri di maggioranza e di minoranza e, fatto ancora pi\u00f9 grave, riguarda tutti i cittadini sardi sui loro inviolabile diritto, in quanto cittadini, di votare e di affidare al governo regionale, che hanno democraticamente e liberamente eletto, la guida della Sardegna fino al 2029\u201d. Todde ha poi proseguito: \u201cQuesti aspetti non sono secondari, ma costituiscono il vero cuore della questione. Per essere analizzati, discussi, spiegati e perch\u00e9 no anche contestati \u00e8 per\u00f2 necessario che tutti noi, io in primis, anteponiamo il corretto senso istituzionale alla frenesia mediatica\u201d. La presidente ha spiegato che prima di riferire in aula era importante che venisse presentato il ricorso nelle sedi opportune.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Collegio di garanzia regionale della Regione Sardegna, nella quale venivano sollevati sette rilievi di irregolarit\u00e0 relativi alla rendicontazione delle spese elettorali sostenute durante la campagna elettorale\u201d. Todde ha poi proseguito: \u201cNessuno di questi rilievi segnalava alcun utilizzo improprio di risorse, ma semplicemente degli errori di forma nella predisposizione e nella presentazione della rendicontazione. Nello stesso atto veniva richiesto di fornire spiegazioni sulle contestazioni descritte entro quindici giorni dalla notifica, pena alla decadenza, dalla carica di consigliere regionale eletto ai sensi della legge 515 del 93. Alcuni giorni successivi alla prima notifica, ovviamente, entro i termini indicati, ho depositato le memorie\u201d, in cui veniva spiegato come in realt\u00e0 i punti contestati si basavano su assunti non corretti, in altri casi travisavano dichiarazioni contenute nel rendiconto presentato, in quanto all'interno dello stesso sin dal primo atto si attestava che non avevo ricevuto alcun contributo n\u00e9 sostenuto personalmente alcuna spesa\u201d. \u201cI miei legali hanno ritenuto opportuno in quella sede chiarire definitivamente \u2013 ha continuato - con una presentazione del rendiconto sulla base del modello richiesto dal Collegio elettorale che non avessi sostenuto personalmente alcuna spesa inerente alla campagna elettorale nel periodo del rendiconto e che tali spese fossero state sostenute dal comitato elettorale appositamente costituito a gennaio 2024 dal mio partito, il Movimento 5 Stelle, per il sostegno della propria lista del candidato presidente. Chiarisco anche che il comitato elettorale, oltre a disporre dei fondi messi a disposizione dal Movimento 5 Stelle per la campagna elettorale, ha ricevuto contributi da parte degli altri partiti della coalizione, da privati cittadini, inoltre ha ricevuto micro donazioni con Paypal effettuate da parte di cittadini privati e da un'impresa agricola, 20 euro, per un totale di 910 euro. Tutta la documentazione delle spese effettuate e dei fondi ricevuti dal Comitato, incluso l'estratto conto del conto dedicato dal Comitato in Banca intesa con l'elenco dei beneficiari Paypal \u00e8 stata allegata rendicontazione inviata dal Comitato alla Corte dei Conti, documentazione che anche se non dovuta \u00e8 stata legata per trasparenza alla mia dichiarazione inviata alla Commissione elettorale\u201d e da subito disponibile nel sito del Movimento 5 Stelle alla sezione Trasparenza. La presidente ha anche spiegato come non sia ammissibile la doppia rendicontazione delle spese sia da parte di un comitato elettorale rappresentante di un partito in Corte dei conti, sia da parte del candidato presidente di quel partito al Collegio elettorale, tanto pi\u00f9 che la norma legislativa riporta chiaramente che un partito pu\u00f2 e deve rendicontare, esso e non il candidato, anche le spese dello stesso partito fatte anche nell'interesse di un candidato dallo stesso partito sostenuto, cosa che \u00e8 puntualmente avvenuta nel mio caso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La presidente ha poi proseguito: \u201cQuindi nessuna spesa rendicontabile direttamente sostenuta, come peraltro avvenuto per decine di consiglieri, eletti e non eletti, i quali non hanno nominato un mandatario, non hanno avuto un conto corrente dedicato, hanno rendicontato con una dichiarazione analoga.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna spesa direttamente sostenuta, come gi\u00e0 avvenuto in altre regioni, per presidenti di Regioni di altre appartenenze politiche, come Luca Zaia, che per la campagna elettorale del 2015 in Veneto ha dichiarato di non aver sostenuto spese e ricevuto alcun contributo, perch\u00e9 le spese sono state sostenute direttamente dal suo partito e il suo fascicolo \u00e8 stato regolarmente archiviato e nessuna richiesta di decadenza \u00e8 stata predisposta\u201d. \u201cIl 3 gennaio 2025 il Collegio regionale di garanzia elettorale invece mi notificava un'ordinanza di ingiunzione contenente rilievi sulla memoria da me presentata\u201d, prevedendo dalle sanzioni amministrative di natura pecuniaria \u201ce contestualmente, in assoluta assenza di adeguata motivazione disponendo in termini generici e non chiari, la richiesta al Presidente del Consiglio regionale di procedere, per quanto di sua competenza, all'ordine e al provvedimento per la mia decadenza, dalla carica di presidente della Regione Sardegna\u201d. Todde ha continuato a riferire su quanto contestatole nell'ordinanza del 3 gennaio in cui \u201cil Collegio elettorale affermava che avessi sostenuto spese per la campagna elettorale contestandomi una bolletta della luce del valore di 153 euro per il mio ufficio di rappresentanza parlamentare affittato da me a gennaio 2023 e poi adibito a sede elettorale per l'intera coalizione dal 15 dicembre 2023 al 24 febbraio 2024: tale bolletta e la risultanza dell'accesso fatto dal Collegio elettorale di garanzia al mio cassetto fiscale presso l'Agenzia delle entrate che, peraltro, non mi era stata contestata a novembre. L'affitto dell'ufficio di rappresentanza parlamentare del periodo da 15 dicembre 2023 al 24 febbraio 2024 \u00e8 stato pagato e rendicontato dal comitato elettorale del Movimento 5 Stelle. Faccio notare che tale bolletta \u00e8 riferita al bimestre di novembre-dicembre 2023 e quindi solo per pochi giorni sarebbe nel periodo di rendicontazione. Tale bolletta che non \u00e8 stata mai contestata prima del 3 gennaio 2025 non andava, secondo i miei legali rendicontata, in quanto le spese per la sede elettorale devono essere rendicontate in modo forfettario e non all'interno dei singoli voci. Tutte le altre fatture \u2013 ha proseguito Todde - che il Collegio mi contesta nell'ordinanza del 3 gennaio, e non mi aveva contestato nella richiesta di chiarimenti del 19 novembre impedendomi di fatto il contradditorio, sono state regolarmente pagate e rendicontate alla Corte dei Conti dal comitato elettorale del Movimento 5 Stelle\u201d e ha quindi affermato, per questo motivo, di non essere tenuta a farlo lei e ha aggiunto \u201ceventualmente io potrei semplicemente notare un credito nei confronti del comitato elettorale. Se mi fosse stata data occasione di chiarire con una specifica contestazione non avrei avuto problemi a farlo, cos\u00ec come sto facendo oggi pubblicamente, ma non mi \u00e8 stata adatta a questa opportunit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la richiesta di decadenza ha sostenuto che \u00e8 priva di motivazione e ha spiegato: \u201cLe fattispecie di decadenza per ineleggibilit\u00e0 di un consigliere eletto, sopravvenute a sensi dell'articolo 15, commi 7, 8 e 9, oltre che essere chiaramente tassative, sono anche insussistenti nel mio caso per espressa pronuncia nel Collegio.<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 prescindere dal fatto che le fattispecie di decadenza per un consigliere eletto in materia di rendicontazione delle spese elettorali siano soltanto due. La prima concerne il superamento dei limiti di spesa elettorale che lo stesso Collegio di Garanzia ha dichiarato non possa essere applicato ai Presidenti di Regione e che, quindi, tale fattispecie non vi \u00e8 stata neppure contestata pur essendo stata inizialmente prospettata dalla Presidente del Collegio. La seconda causa di decadenza si ha invece qualora l'interessato, a seguito di una diffida ad adempiere, come quella notificata dal Collegio in data 19 novembre, non presenti alcuna dichiarazione entro quei 10 giorni della stessa diffida, ma come ho gi\u00e0 detto precedentemente, tale dichiarazione invece \u00e8 stata presentata entro i termini corretti e questo non lo certifico certo io, ma lo stesso Collegio in quanto dichiara, nell'ordinanza di ingiunzione, che non mi viene contestata la mancata presentazione del reddito di conto, ma solo presunte plurime irregolarit\u00e0. Pertanto il Collegio non motiva in alcun modo l'avvio della procedura di decadenza. Su questo punto lascio a voi e agli organi giurisdizionali competenti la conclusione\u201d, ha detto.<\/p>\n\n\n\n<p>La presidente ha quindi evidenziato che \u201csono completamente assenti i presupposti per avviare la procedura di decadenza, non essendosi concretizzati in alcun modo, e per stessa espressione del collegio, le fattispecie previste dalla normativa vigente\u201d. Poi un passaggio sulla normativa vigente: \u201cQuanto precedentemente detto si fonda sulla convinzione, secondo il Collegio, che la normativa sulla base della quale \u00e8 stata avviata la procedura di decadenza sia applicabile al Presidente della Regione Sardegna. Il Collegio applica la legge 515 del 1993, cos\u00ec come integrata dalla legge regionale 1 del \u201894\u201d. Ma secondo Todde c\u2019\u00e8 un aspetto che non \u00e8 stato considerato: \u201cNon solo tra la legge 515, cos\u00ec come recepita dalla legge regionale 1 del \u201994, si riferisce a parlamentari, consiglieri eletti e quindi non si applica a presidenti di Regione eletti a seguito delle modifiche apportate alla legge costituzionale 2 del 2001, in virt\u00f9 dei quali il presidente \u00e8 eletto direttamente dal popolo e non frutto di accordi assembleali. Pertanto anche i parametri previsti dalla legge, riferiti a uno degli otto collegi circoscrizionali ad esempio, con riferimenti ai limiti di spesa, non sono perci\u00f2 in alcun modo applicabili, con riferimento al collegio unico regionale in cui il presidente \u00e8 candidato\u201d. \u201cCon la stessa legge costituzionale del 2001, - ha continuato Todde - lo Stato ha immesso alla competenza della Regione Sardegna la disciplina nei casi di incompatibilit\u00e0 e ineleggibilit\u00e0. La Regione Sardegna e quest'Aula hanno approvato nel 2013 la legge statutaria numero 1, la quale recita che per quanto concerne le cause di incompatibilit\u00e0 e ineleggibilit\u00e0 si applica la normativa statale, abrogando quindi implicitamente la legge regionale 1 del 1994 e rimandando la disciplina interamente alla legge 515. La cui disciplina \u00e8 pertanto incompatibile con le elezioni dirette del Presidente per la quale sussiste un vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>Todde ha poi spiegato cosa dice la legge 515 del \u201993 all'articolo 20: \u201cAlle Regioni si applicano solo gli articoli dall'1 al 6 e non gli articoli successivi, di conseguenza le sanzioni di decadimento non dovrebbero trovare applicazione anche nel caso della Regione autonoma della Sardegna a seguito di sopraggiunta normativa regionale, di rango sovraordinato, che rinvia la legislazione nazionale\u201d. Todde ha poi proseguito: \u201cDico questo non certo per cercare giustificazioni o eventuali assoluzioni di fronte a questo Consiglio. Credo semplicemente che sia mio dovere dare queste spiegazioni, anche di merito, all'Aula che rappresenta tutti i cittadini sardi\u201d. E ha aggiunto che c\u2019\u00e8 dunque \u201cun organo amministrativo che ha emanato un provvedimento dove, in assenza di alcuna motivazione giuridica senza che si siano verificate le condizioni di legge, ha chiesto a questo Consiglio l'avvio di una procedura di decadenza della Presidente della Regione\u201d. \u201cCome se non bastasse, il medesimo collegio sembrerebbe aver agito sulla base di una normativa che non si dovrebbe applicare, non solo in quanto espressamente esclusa dalla Legge Statutaria 1 del 2013, ma perch\u00e9 trattasi di disciplina riservata ai consiglieri eletti e non ai presidenti di Regione eletti in via diretta dal popolo e che quindi, come eletti, sono consiglieri di diritto\u201d. Per Todde per\u00f2 \u201cquesto provvedimento un effetto aveva avuto: un attacco senza precedenti alla mia persona, al mio ruolo istituzionale, articoli di stampa locale e nazionale che mi dichiaravano decaduta, mettendo in discussione atti della mia Giunta e l\u2019attivit\u00e0 del Consiglio regionale, senza minimamente sottolineare che il provvedimento \u00e8 definitivo a seguito di un pronunciamento di questo Consiglio, che non \u00e8 un passacarte di un organo statale. In queste settimane abbiamo assistito poi alla sfilata di chi, per interesse politico, ha voluto iniziare la campagna elettorale, spacciando per atto definitivo un atto che definitivo non \u00e8, tanto che i giudici e il Consiglio si devono ancora pronunciare\u201d, tra l\u2019altro \u201cincuranti dell'effetto sui cittadini sardi, al cui destino si dicono interessati, le cui priorit\u00e0 si sono dimenticate negli anni precedenti. Dobbiamo dire invece ai cittadini sardi che qui c'\u00e8 in gioco la stabilit\u00e0 delle nostre istituzioni, qui c'\u00e8 in gioco la nostra autonomia, qui c'\u00e8 in gioco la Sardegna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presidente Comandini ha quindi dato la parola a un rappresentante per gruppo. Per Alessandro Sorgia (Misto): \u201cUna legislatura nata male ancor prima di iniziare e condotta anche peggio in quasi un anno di attivit\u00e0. Un anno cos\u00ec drammatico non si era verificato e sar\u00e0 ricordato come il peggiore di tutta la storia della nostra autonomia. Presidente, la leggerezza e la superficialit\u00e0 con cui ha affrontato i primi atti della sua avventura, come massima esponente della nostra Regione, non si erano mai visti prima\u201d. Sorgia ha ricordato alla presidente che \u201cin un sistema democratico la trasparenza \u00e8 un elemento essenziale\u201d. E ha aggiunto che \u201cLa legge 515 del \u201893, \u00e8 stata concepita proprio per garantire che ogni candidato renda conto delle proprie spese elettorali, che siano sostenute in modo regolare e che nessuno possa sfruttare indebiti vantaggi economici o strutturali per alterare la competizione elettorale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sorgia ha ricordato che il Collegio ha rilevato irregolarit\u00e0 evidenti, \u201cnon sono sottigliezze n\u00e9 formalismi da burocrati, ma sono le basi su cui si fonda la fiducia dei cittadini nel processo elettorale\u201d. Sorgia ha poi ripercorso i cambi di versione della Presidente, che hanno alimentato dubbi sul suo operato e sulle risorse utilizzate. Queste contraddizioni, per Sorgia, minano la fiducia dei cittadini. E ha affermato che la presidente avrebbe fatto bene a chiedere scusa ai cittadini: \u201cHa perso un\u2019occasione importante\u201d. Sorgia ha poi criticato il modo in cui la maggioranza ha attaccato l\u2019operato del Collegio di garanzia, citano quanto detto dall\u2019assessora Desir\u00e8 Manca, dall\u2019on. Ettore Licheri e dal presidente del M5S, Giuseppe Conte. Un atteggiamento, che ha definito gravissimo e pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<p>Luca Pizzuto (Sinistra Futura) ha affermato che l'atto del Collegio \u201c\u00e8 stato eccessivo, se non abnorme, anche perch\u00e9 come raccontato dalle parole della Presidente, ad altri presidenti sono state fatte osservazioni, ad altri presidenti sono stati fatti appunti sulle loro rendicontazioni e mai ci siamo trovati di fronte a un atto amministrativo che pu\u00f2 condizionare una scelta democratica legittima fatta da un popolo\u201d. Per Pizzuto ci sar\u00e0 sicuramente un giudice in Sardegna e a Roma che difender\u00e0 la Sardegna e ha espresso piena fiducia nella magistratura e nella Repubblica. L\u2019esponente della maggioranza, pur definendola \u201cun\u2019iperbole dell\u2019assurdo\u201d ha sottolineato che sembra che qualcuno voglia mettere fine a una delle legislatura pi\u00f9 progressiste e abbattere questo Consiglio regionale. Pizzuto ha parlato anche di un atteggiamento di maschilismo nei confronti della presidente Todde. Il consigliere ha espresso preoccupazione per questa \u201cstrana iperbole dell\u2019assurdo\u201d \u201cperch\u00e9 se l'assurdo dovesse diventare realt\u00e0 noi ci ritroveremmo per la prima volta nella storia della Repubblica a vedere abbattuta un'autonomia democraticamente eletta per un vizio di forma amministrativa, cosa che non avrebbe precedenti e che sarebbe di una gravit\u00e0 veramente sproporzionata. Per cui, nella realt\u00e0, noi esprimiamo la massima vicinanza umana, politica, alla nostra Presidente che con competenza, con determinazione e con coraggio \u00e8 venuta qui a rendere conto di quanto \u00e8 successo\u201d e dopo le aggressioni subite. \u201cInsieme alla nostra Presidente noi non arretreremo di un solo passo\u201d e ha aggiunto: \u201cSe l'ultima parola sar\u00e0 data a noi dopo che avremmo rispettosamente aspettato che un giudice a Roma o a Cagliari decida e prenda posizione, noi rivendicheremo, in quest'Aula, il diritto di decidere e di difendere l'autonomia, la Sardegna e la Repubblica\u201d. Per Pizzuto, comunque, quanto accaduto \u201c\u00e8 stato fatto per destabilizzarci, per distrarre delle cose importanti che stiamo cercando di fare e finir\u00e0 come una bolla di sapone. Ha creato, per\u00f2, un danno d'immagine, certamente, non solo alla Presidente ma a tutta quest'Aula\u201d. Pizzuto ha concluso esortando tutti a continuare a lavorare insieme in attesa che la magistratura si pronunci.<\/p>\n\n\n\n<p>Sebastian Cocco (Uniti per la Todde) ha citato il giurista Piero Calamandrei \u201cQuando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra\u201d. Per Cocco il pensiero di Calamandrei vale come ammonimento per chiunque voglia strumentalizzare questa vicenda. \u201cLasciamo che la porta della magistratura resti chiusa in modo che la giustizia operi serenamente e non scappi dalla finestra\u201d, avvisando che sarebbe facile per chiunque puntare il dito contro l'avversario. Cocco ha poi ricordato altre situazioni che si sono verificate nella scorsa legislatura, tra cui il \u201cconvivio di Sardara\u201d, ma ha anche citato le vicende che hanno investito la ministra Santanch\u00e8 e gli onorevoli Molinari e Romeo. Cocco ha anche citato l\u2019ex presidente della Regione Christian Solinas \u201cche ha lasciato un attimo il banco degli imputati\u201d e ha aggiunto \u201cper salire sul pulpito allestito in quel girone che tanti chiamavano dei fraudolenti, cio\u00e8 degli ipocriti, e accusare la Presidente in carica di confusione amministrativa\u201d. E ha aggiunto, riferendosi a Solinas, che \u201cpiuttosto che rispettare l'obbligo, etico prima che giuridico, di trasparenza e depositare il rendiconto nel 2019 del partito di cui era gi\u00e0 Presidente, ha preferito vedersi comminare una sanzione di 60mila euro, magari dicono i maligni, per occultare, utilizzando le bende gi\u00e0 frustrate in quattro mori, fonti di finanziamento che voleva rimanessero riservati\u201d. Cocco ha evidenziato come la presidente Todde abbia dimostrato di avere una cultura fortemente radicata nei valori di una democrazia liberale, rispettosa dalle altre istituzioni, con una postura ineccepibile e la totale incondizionata fiducia nel percorso giurisdizionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon mi addentrer\u00f2 nel merito della vicenda, l'ha fatto benissimo la Presidente\u201d e il Collegio difensivo, \u201cse ne occuper\u00e0 il Tribunale con la serenit\u00e0 e l'imparzialit\u00e0 necessarie\u201d. Cocco ha criticato le affermazioni di alcuni componenti dell\u2019opposizione e ha detto che avrebbero dovuto prendere ad esempio per il suo contegno la posizione assunta dalla Presidente Giorgio Meloni sulla vicenda. \u201cE allora lasciamo che dei veri o presunti imbarazzi si occupino le Istituzioni competenti e noi riappropriamoci dalla politica, per fare quello per cui siamo stati eletti, ciascuno dei ruoli che gli elettori hanno assegnato\u201d. \u201cForza Presidente Todde, noi siamo con lei\u201d, ha concluso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha ringraziato la presidente Todde per aver scelto di \u201cparlamentarizzare\u201d il dibattito. Parlando all\u2019Assemblea \u2013 ha detto- si rende trasparente una discussione che nelle premesse sembra assurda. A essere messa in discussione \u00e8 infatti l\u2019integrit\u00e0 stessa della Regione. La notizia del ricorso impone di fare altre riflessioni. In merito a quei fatti la competenza non \u00e8 pi\u00f9 della politica, ma di un altro organo dello Stato a cui lasciamo la competenza. A noi riguarda solo il tema politico. In primo luogo qui nessuno pu\u00f2 avere dubbi sul fatto che le risorse siano state utilizzate in maniera legittima. Non c\u2019\u00e8 dolo, non c\u2019\u00e8 condotta fraudolenta da parte della Presidente o di chi per lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Antonello Peru (Sardegna al Centro20venti) le dichiarazioni della Presidente Todde impongono all\u2019aula una seria riflessione. Provo sconcerto e imbarazzo \u2013 ha detto Peru- perch\u00e9 sembra che quello che \u00e8 accaduto sia colpa di \u201cuna manina occulta\u201d. Le leggi sono uguali per tutti. E questo principio vale ancora di pi\u00f9 per chi ricopre il ruolo di legislatore. Si pu\u00f2 sbagliare per negligenza, per distrazione. Ma chi commette un errore non pu\u00f2 difendersi attaccando. Peru ha aggiunto di non voler entrare nel merito della questione perch\u00e9 non spetta al Consiglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto se davvero la Presidente vuole essere credibile, riconosca che l\u2019errore c\u2019\u00e8 stato e chieda scusa. Governare vuol dire assumersi le responsabilit\u00e0 senza cercare capri espiatori. Non dia le colpe agli altri, questi atteggiamenti minano la fiducia nelle istituzioni. Il governo \u00e8 credibile quando si concentra sulle azioni e non sulle giustificazioni. La politica non pu\u00f2 essere un continuo gioco di scaricabarile. Ci stiamo avvicinando al primo anno di questa legislatura e ancora manca un modello omogeneo di Sardegna. Invece di concentrarci sulla legge di bilancio lei ha voluto insistere sullo pseudo provvedimento sulla sanit\u00e0. Dovete avere un atteggiamento pi\u00f9 corretto e rispettoso verso la minoranza. La nostra proposta di legge sulle comunit\u00e0 energetiche \u00e8 stata accantonata. Basta continuare a perdere tempo vogliamo azioni concrete.<\/p>\n\n\n\n<p>Sandro Porcu (Orizzonte Comune) ha espresso la massima solidariet\u00e0 personale e politica alla Presidente e alla giunta. Il nostro gruppo politico ha un grandissimo rispetto nel lavoro della magistratura. Siamo convinti che la Presidente riuscir\u00e0 a far valere le sue ragioni. In questi giorni ho sentito dichiarazioni di partiti, dove ci sono plurindagati, che chiedono le dimissioni della presidente Todde. Basta con lo stucchevole rimbalzo di colpe e responsabilit\u00e0. I cittadini sono stanchi. Vogliono risposte dalla Presidente Todde, dalla sua giunta, da questo Consiglio regionale. Il percorso che abbiamo intrapreso insieme alla Presidente deve proseguire senza indugi. Non c\u2019\u00e8 nessuna spada di Damocle che pende sulla sua testa. Insieme abbiamo gi\u00e0 dimostrato di portare avanti il nostro programma politico e abbiamo iniziato a mettere mano alla sanit\u00e0 rimettendo al centro il cittadino, abbiamo approvato la legge Salva Sardegna che blocca la speculazione. E\u2019 vero che questa legge \u00e8 stata impugnata dal Governo. Del resto il Governo nazionale ha questo atteggiamento davanti alle azioni della Regione che rivendica le sue prerogative. A 10 mesi dal nostro insediamento dobbiamo continuare a lavorare. Sulla legge finanziaria dobbiamo lavorare in maniera serrata parallelamente Una vittima di Almasri denuncia il governo italiano per favoreggiamento: \"Ci ha negato giustizia\".<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco Mula (Alleanza Sardegna) ha esordito definendo il dibattito di oggi in aula \u201cimbarazzante\u201d. Non ho mai visto che in una seduta solenne si possa portare un argomento cos\u00ec delicato, In genere la seduta statutaria era convocata per discutere un tema alto da discutere tra maggioranza e opposizione. Oggi discutiamo invece degli errori della presidente Todde su cui i costituzionalisti hanno pareri diversi. Ritengo- come ho affermato anche nella Conferenza dei Capigruppo \u2013 che sia un errore parlare oggi in aula di un tema cos\u00ec divisivo. Ai colleghi della maggioranza non serve citare i casi di colpevoli all\u2019interno dei vari partiti. Oggi \u00e8 un momento triste.<\/p>\n\n\n\n<p>La capogruppo di Avs, Maria Laura Orr\u00f9, ha espresso piena e convinta solidariet\u00e0 umana e politica alla presidente della Regione che \u2013 a giudizio dell\u2019esponente della maggioranza \u2013 nel corso del suo intervento di apertura dei lavori \u201cha chiarito i dettagli vicenda\u201d. \u00abLa situazione coinvolge l\u2019intero Consiglio regionale \u2013 ha affermato l\u2019onorevole Orr\u00f9 - e preoccupa tutte le forze politiche e soprattutto i cittadini e le cittadine sarde\u00bb. \u00abCi troviamo di fronte alla necessit\u00e0 di attendere il pronunciamento dei giudici \u2013 ha spiegato - per chiarire gli aspetti giuridici e amministrativi ed \u00e8 bizzarro discutere di questioni che ci allontanano dal nostro compito principale, che \u00e8 quello di governare\u00bb. La consigliera ha quindi sintetizzato i temi sui quali si giocano le sfide politiche del Campo Largo (energia, territorio, ambiente e sanit\u00e0) invitando la coalizione e l\u2019intera assemblea a \u201cnon perdere di vista i bisogni reali delle nostre comunit\u00e0\u201d. \u00abIl Consiglio regionale \u2013 ha insistito la capogruppo AvS - deve mantenere dignit\u00e0 e autorevolezza per poter affrontare le criticit\u00e0 e le difficolt\u00e0 che quotidianamente affrontano i sardi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl tema di cui oggi discutiamo va oltre gli aspetti giuridici\u00bb. Cos\u00ec il capogruppo dei Riformatori, Umberto Ticca, ha introdotto il suo intervento, spiegando che il caso della decadenza \u201criguarda la credibilit\u00e0 delle istituzioni, il rispetto delle regole e quindi il rapporto di fiducia con i cittadini\u201d. \u00abChiediamoci \u2013 ha domandato polemicamente l\u2019esponente della minoranza \u2013 che cosa sarebbe accaduto se al posto della presidente Todde ci fosse stato un altro presidente espressione del centrodestra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ticca ha ribadito come i Riformatori \u201cnon abbiano chiesto e non chiedano neppure oggi\u201d le dimissioni della presidente Todde\u201d ma \u00e8 stata la precisazione: \u00abNon si pu\u00f2 fare finta di niente davanti a ci\u00f2 che accade\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon si pu\u00f2 derubricare a cavillo il rispetto delle semplici regole della campagna elettorale \u2013 ha concluso il consigliere \u2013 perch\u00e9 la trasparenza \u00e8 legata al rispetto delle procedure da osservare e senza il rispetto delle regole si perde la credibilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Pieno sostegno, personale e del gruppo, alla presidente della Regione, \u00e8 stato espresso dal capogruppo dei Cinque Stelle, Michele Ciusa che ha ringraziato la presidente per aver riferito in Aula \u201csu fatti commentati dai pi\u00f9, superficialmente e strumentalmente\u201d. \u00abNon abbiamo paura di affrontare i giudizi \u2013 ha dichiarato l\u2019esponente della maggioranza \u2013 a attendiamo con fiducia che si concluda il percorso della sua istanza\u00bb. Secondo l\u2019onorevole Ciusa, il caso della decadenza, mina la credibilit\u00e0 della politica e delle istituzioni ma non mette in discussione quella della presidente Todde (\u00abci sono state troppe esternazioni basate soltanto sulla lettura di un\u2019ordinanza che ha spaccato anche il collegio di garanzia, a dimostrazione della complessit\u00e0 della questione che pu\u00f2 essere semplificata solo per mera convenienza politica\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>Il capogruppo ha messo in dubbio che i tanti che hanno espresso valutazioni di vario ordine conoscano a fondo le carte e nel ribadire piena fiducia nell\u2019operato della presidente ha cos\u00ec concluso il suo intervento: \u00abChi ha voluto minare l\u2019operato della presidente, oggi, ha la prova che noi siamo in campo, per rilanciare la Sardegna, in nome della volont\u00e0 popolare che ha scelto Alessandra Todde e la nostra coalizione per guidare la Regione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Apprezzamento per la scelta di riferire all\u2019Aula \u00e8 stata espressa anche dal capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu che ha ribadito l\u2019identit\u00e0 \u201cgarantista\u201d del partito degli azzurri e fiducia nell\u2019operato della magistratura. L\u2019esponente della minoranza \u2013 ha ribadito inoltre la pienezza del mandato a governare la Sardegna che gli elettori hanno assegnato alla Todde ma al contempo ha accusato il gruppo politico della presidente \u201cdi superficialit\u00e0 nell\u2019affrontare la rendicontazione delle spese sostenute in campagna elettorale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa situazione di incertezza e di difficolt\u00e0 che oggi si manifesta \u2013 ha concluso il capogruppo - non \u00e8 frutto di comportamenti o di responsabilit\u00e0 attribuibili alla minoranza e non c\u2019\u00e8 niente da ridere, perch\u00e9 \u00e8 una vicenda tremendamente seria. A voi il compito di dimostrare maturit\u00e0 politica al quel popolo sardo che tanto vi ha voluto bene\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha quindi preso la parola il capogruppo del Pd Roberto Deriu che, in premessa, ha ricordato che si discute di decadenza durante una seduta statutaria, obbligatoria per legge. \u00abFacciamo questa riunione perch\u00e9 siamo un Parlamento e per questo dobbiamo porci temi tipici di un\u2019assemblea legislativa \u2013 ha detto Deriu \u2013 la Costituzione italiana dice che tutti i cittadini possono accedere alle cariche pubbliche in condizioni di uguaglianza. Questo diritto \u00e8 limitato solo dalla legge e solo se lede il diritti di altri. Queste sono le uniche cause di ineleggibilit\u00e0 e decadenza. Non si pu\u00f2 dichiarare decaduto un eletto se non si \u00e8 leso un diritto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Deriu ha quindi sottolineato che i \u201cCollegi di Garanzia non sono dei giudici e le loro decisioni non sono giudizi ma solo atti amministrativi come stabilito dalla Corte Costituzionale\u201d. Il capogruppo del Pd ha poi ricordato che in base alle pronunce della Corte Costituzionale le eventuali procedure di decadenza sono in mano agli organi giurisdizionali dello Stato: \u00abA questi giudici si \u00e8 rivolta la nostra Presidente Todde a tutela di un diritto costituzionalmente riconosciuto a cui \u00e8 collegato il diritto di tutti noi consiglieri legittimamente eletti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il capogruppo di Fratelli d\u2019Italia Paolo Truzzu ha subito chiarito la posizione della minoranza: \u00abNoi non vogliamo sostituire nessuno, deve essere chiaro che noi rispettiamo il risultato elettorale\u00bb. Truzzu, nel suo intervento, ha criticato la piega presa dal dibattito: \u00abOggi non ho sentito parlare di politica. Bisogna fare chiarezza altrimenti sembra che questa discussione sia nata per colpa nostra \u2013 ha detto il capogruppo di FdI \u2013 oggi discutiamo un fatto: il deposito di un rendiconto irregolare da parte della Presidente. Pu\u00f2 essere che si sia commesso un errore, basterebbe riconoscerlo. Invece non abbiamo sentito nessuna scusa. Questo disorienta i cittadini. Le regole sulla trasparenza sono fondamentali nel sistema democratico\u00bb. Una vicenda che, secondo Truzzu, ha provocato un danno d\u2019immagine alla Sardegna: \u00abPer giorni nei giornali nazionali non si \u00e8 parlato d\u2019altro. Questa vicenda, inoltre, ha fatto perdere autorevolezza alla Presidente. Qual\u00e8 credibilit\u00e0 pu\u00f2 avere chi non riesce a portare avanti procedure semplici? La legislatura \u00e8 gi\u00e0 finita. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 lei, presidente Todde, a guidare la coalizione di maggioranza ma i partiti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In sede di replica, la presidente Todde ha rivendicato l\u2019azione svolta dalla Giunta in questi mesi in difesa degli interessi dei sardi su autonomia differenziata, bonifiche ambientali, progetti strategici fermi da tempo, lo sblocco dell\u2019accordo di programma con il Comune di Cagliari per lo stadio, due variazioni di bilancio, la prima manovra finanziaria per circa 10 miliardi, il rilancio della programmazione territoriale e l\u2019incremento del Fondo Unico. \u00abNon solo, abbiamo difeso la Sardegna dalla speculazione energetica approvando la legge sulle aree idonee che stanzia 700 milioni di euro per le comunit\u00e0 energetiche \u2013 ha detto Todde \u2013 per non parlare della gestione dell\u2019emergenza idrica, la rigenerazione urbana dei comuni, gli interventi sulle strade come l\u2019inaugurazione della Sassari-Olbia, le misure per il miglioramento del sistema sanitario regionale, il diritto allo studio, i contratti dei dipendenti regionali e i tavoli per l\u2019agricoltura. Questi sono i fatti che i sardi attendono\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Todde ha poi ribadito la sua posizione sul provvedimento di decadenza: \u00abHo assoluta fiducia nei giudici. Ci sono ministri rinviati a giudizio che attaccano la magistratura e ora chiedono le mie dimissioni per un rendiconto elettorale. Il Collegio di Garanzia non contesta spese non rendicontate. Fuori da quest\u2019Aula non c\u2019\u00e8 stata misura su questa vicenda. Coloro che chiedono la mia decadenza sono gli stessi che in Parlamento agiscono in modo diametralmente opposto. Non permetto a nessuno di spargere fango su di me\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La presidente ha quindi condannato alcuni atteggiamenti della stampa: \u00abC\u2019\u00e8 chi si \u00e8 presentato alla porta di mia madre 86enne \u2013 ha detto Todde \u2013 c\u2019\u00e8 poi chi ha strumentalmente utilizzato alcune mie dichiarazioni in una nota trasmissione televisiva. Ho costruito al mia candidatura ben prima del periodo di rendicontazione delle spese elettorali, sono stata scelta grazie al lavoro svolto. La mia campagna elettorale \u00e8 iniziata a novembre, chiunque pensi che la credibilit\u00e0 di una candidatura si costruisca in due mesi compie un errore. Questa \u00e8 una vicenda che fa male a tutti, l\u2019avvio di una procedura di decadenza \u00e8 pi\u00f9 grande di tutti noi. Si tratta di un\u2019ingerenza che incide sull\u2019espressione della volont\u00e0 popolare. Farei lo stesso intervento se fossi seduta tra i banchi della minoranza\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presidente Comandini, dopo una breve conferenza dei Capigruppo ha dichiarato chiusa la seduta. Il Consiglio sar\u00e0 convocato a domicilio. 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